Non solo le presentazioni in libreria, ma a causa del COVID-19 vengono annullate o rimandate fiere e festival letterari (come Bologna Children's Book Fair, Testo, Libri Come e BookPride Milano). E c'è preoccupazione anche per il Salone del libro di Torino - Il punto della situazione

L’impatto dell’emergenza coronavirus è forte anche sul mondo culturale. In particolare, nella filiera del libro, che da anni raccontiamo ogni giorno, la preoccupazione cresce: editori, librai, autori e distributori sono alle prese con il netto calo delle vendite dei libri (meno 25% in media, con punte del 50% e oltre in Lombardia, Veneto ed Emilia) e con presentazioni, fiere e festival annullati o rimandati, in Italia e all’estero: dalla Fiera di Londra a quella di Parigi, passando per quella di Lipsia e per la neonata Testo a Firenze, senza dimenticare, tra gli altri, Bologna Children’s Book Fair, CartoomicsLibri Come e BookPride Milano; e purtroppo l’impressione è che l’elenco sia destinato a continuare.

Tutti i lavoratori della cultura e dell’editoria libraria stanno dunque vivendo settimane di timori per il presente e per il futuro. E sullo sfondo c’è uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per lettrici, lettori ed addetti ai lavori: il Salone del libro di Torino, la cui edizione 2020 è al momento in programma al Lingotto, come previsto, da giovedì 14 a lunedì 18 maggio. Lo scorso 18 febbraio si è tenuta la prima conferenza stampa di presentazione: “Altre forme di vita”, il tema scelto dagli organizzatori. Nel frattempo, però, COVID-19 si è diffuso anche in Italia, e nelle ultime ore in Piemonte, e a Torino in particolare, è salito il livello di allerta.

La Stampa ha da un lato confermato che, al momento, gli organizzatori del Salone stanno lavorando per essere pronti per il 14 maggio (tra l’altro, non bisogna dimenticare che ogni anno il Salone ha un impatto positivo per il settore del turismo, a Torino). Allo stesso tempo, il quotidiano ha sottolineato le preoccupazioni delle case editrici, vista la situazione: “Noi editori avremmo bisogno di sapere almeno un mese e mezzo prima dell’inaugurazione se il Salone del Libro di Torino ci sarà oppure no, per ridurre gli sprechi. A oggi stiamo lavorando come se il 14 maggio dovesse esserci il taglio del nastro, ma non nego il clima di incertezza. Se il Salone dovesse saltare la richiesta al Ministero è che aiuti la kermesse con un risarcimento”, ha dichiarato al quotidiano torinese Stefano Mauri, presidente e Ad di GeMS (editore de ilLibraio.it, ndr).

A sua volta, il Comitato di presidenza dell’Associazione Italiana Editori, come sottolineato dal presidente Ricardo Franco Levi, “chiede con urgenza alle autorità pubbliche indicazioni precise sulla possibilità di partecipazione alle fiere del libro e dei festival letterari, strumento fondamentale di promozione industriale e culturale del libro, ma nel rispetto del dovere di contribuire alla tutela della salute delle proprie aziende e della società nazionale”. Per l’Aie “la situazione attuale, che già oggi prevede un’agenda completamente stravolta per editori e scrittori, costituisce un motivo di grave difficoltà. In un momento in cui si rende necessaria tutta l’attenzione al profilo economico della nostra attività è infatti fondamentale per ridurre gli sprechi poter conoscere con un congruo anticipo il destino delle fiere e degli eventi letterari previsti in agenda e forme di tutela per le organizzazioni che investono in questi eventi”.

Tornando nello specifico al Salone, Giancarlo Caselli, editore di Golem, sempre sulla Stampa vede “il rischio reale di una manifestazione sottotono”. Senza scordarsi degli ospiti internazionali, che al Salone hanno un ruolo importante. Caselli poi aggiunge: “Una kermesse con visitatori a distanza di sicurezza è impossibile da immaginare. La soluzione migliore sarebbe spostare le date a settembre. Propongo l’istituzione di un tavolo di lavoro per parlarne con tutta la filiera che gravita attorno al Salone”. Tavolo che, per Mauri, non funzionerebbe, “come non ha funzionato la volta scorsa”.

Naturalmente, tutto dipenderà dall’evoluzione della diffusione del virus nei prossimi giorni.

 

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