Guido Lombardi, romanziere, sceneggiatore e regista, torna con una storia on the road che esplora una relazione padre-figlio e si sviluppa nelle pagine di un libro, ma anche al cinema (nel cast, Riccardo Scamarcio)

Il ladro di giorni è il nuovo “progetto-crossover” di Guido Lombardi, romanziere, sceneggiatore e regista. Una storia on the road che esplora una relazione padre-figlio e si sviluppa nelle pagine di un libro, ma anche al cinema. Il volume, infatti, è stato pubblicato prima dell’estate da Feltrinelli, mentre il film avrà la prima proiezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma domenica 20 ottobre, dove il titolo è in concorso.

Il ladro di giorni

Lombardi ama navigare dentro le storie e i fatti delle persone. Si abbandona alla narrazione autobiografica e alla cronaca senza trascurare i sentimenti. Il ladro di giorni è la storia di due persone che il destino allontana. Qualcuno ruba loro la conoscenza reciproca, le risate, le esperienze, i tuffi. I due resistono, s’immergono in un viaggio e dentro se stessi. Capovolgendo, forse, il ruolo-sorgente: “Il romanzo ha un’origine autobiografica – racconta Lombardi – che ritengo abbia poco senso svelare poiché ogni lettore deve costruire la sua storia autonoma. Queste pagine sono ambientate sul finire degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, e a scriverle è lo stesso bambino protagonista del romanzo. Sono tornato all’infanzia, mi sono finto un narratore di 11 anni”.

nota: nella foto grande (di Andrea Pirrello) Augusto Zazzaro e Riccardo Scamarcio

 

 

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