"La percepivo come mia coetanea. Meno fortunata di me ma, come me, con un’amica immaginaria a cui dedicare i pensieri più intimi: felicità, paura, amore, delusione...". Francesca Barra su ilLibraio.it svela cosa ha significato per lei il Diario di Anna Frank - La rubrica #lettureindimenticabili

Sono tanti, troppi i libri che mi hanno fatto compagnia dall’infanzia fino a oggi. Le favole al telefono di Gianni Rodari, il Diario di Giulietta di Giana Anguissola, Piccole Donne di Louisa May Alcott. Poi sono arrivate le letture più adulte. Gli scrittori sudamericani, Marquez, Allende, Amado, Serrano. La loro poesia, i racconti caldi, passionali e appassionati. E le poesie. Tutte. Le divoravo ogni sera, prima di addormentarmi.

Fra queste due fasi, infanzia e maturità, nelle mie mani è capitato, per caso, il diario di una ragazzina speciale che mi ha fatto molta compagnia. La percepivo come mia coetanea. Meno fortunata di me ma, come me, con un’amica immaginaria a cui dedicare i pensieri più intimi: felicità, paura, amore, delusione. Il Diario di Anna Frank.

Per una come me, scrivere un diario fa un curioso effetto. Non soltanto perché non ho mai scritto, ma perché mi sembra che più tardi né io né altri potremo trovare interessanti gli sfoghi di una scolaretta di tredici anni. Però, a dire il vero, non è di questo che si tratta; a me piace scrivere e soprattutto aprire il mio cuore su ogni sorta di cose, a fondo e completamente.”

Partecipavo al dolore di Anna, ammiravo la sua fede nell’essere umano, malgrado tutto. Malgrado le cattiverie che aveva vissuto, le atrocità che aveva e avrebbe affrontato. Sempre lì in attesa di qualcosa di buono, di un miracolo.

“Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora.”

E poi anche io, con lei, ho iniziato a scrivere un diario. Ogni giorno le scrivevo: “Cara Anna”. Mi sembrava di procedere con lei. Di renderla immortale. La sua ostinazione nel credere che la vera buona notizia è che possiamo essere persone migliori, mi dava una grandissima energia. Lei credeva “nell’intima bontà dell’uomo”. Anche io ho provato a seguirla, in questa illusione straordinaria.

In quegli anni io non avevo coscienza politica, la mia conoscenza storica era limitata ai miei libri di scuola. Eppure c’è, e lei me l’ha insegnato, qualcosa che unisce tutti, che dovrebbe tornare a metterci tutti d’accordo.

Ognuno di noi ha dentro di sé una buona notizia. Ed è che non si sa quanto grande si può essere! Quanto si può amare! Che cosa si può realizzare! E quale sarà il nostro potenziale! Se fossi un insegnante, allenerei i ragazzi alla lettura del suo diario e alla scrittura di uno nostro, personale e intimo. Funzionerebbe meglio di una chat. Sarebbe più affidabile perfino di un primo amore.

LA RUBRICA – Letture impossibili da dimenticare, rivelatrici, appassionanti. Libri che giocano un ruolo importante nelle nostre vite, letti durante l’adolescenza, o da adulti. Romanzi, saggi, raccolte di poesie, classici, anche testi poco conosciuti, in cui ci si è imbattuti a un certo punto dell’esistenza, magari per caso. Letture che, perché no, ci hanno fatto scoprire un’autrice o un autore, di ieri o di oggi.
Ispirandoci a una rubrica estiva del Guardian, A book that changed me, rifacendosi anche al volume curato da Romano Montroni per Longanesi, I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori, e dopo il successo dell’iniziativa proposta recentemente sui social da ilLibraio.it, #ilLibroPerMe, in occasione della presentazione della ricerca sul rapporto tra lettura e benessere, abbiamo pensato di proporre a scrittori, saggisti, editori, editor, traduttori, librai, bibliotecari, critici letterari, ma anche a personaggi della cultura, della scienza, dello spettacolo, dell’arte, dell’economia, della scuola, di raccontare un libro a cui sono particolarmente legati. Un’occasione per condividere con altri lettori un momento speciale.

Questa volta è il turno di Francesca Barra, giornalista, scrittrice, conduttrice, inviata e autrice televisiva e radiofonica. Il suo ultimo libro è Il mare nasconde le stelle (Garzanti).

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