Il 24 ottobre è prevista l'uscita dell'atteso film "Downton Abbey", ispirato all'omonima serie tv firmata da Julian Fellowes. Ma qual è il motivo del successo mondiale di questo format? E quali libri hanno ispirato o sono stati ispirati dalle vicende della famiglia Crawley? L'approfondimento

“Vi stavamo aspettando”, recita la locandina del film Downton Abbey, in uscita il 24 ottobre. Ma quelli che stanno aspettando, in verità, siamo noi. Dopo il successo dell’omonima serie tv firmata da Julian Fellowes (premio Oscar per la migliore sceneggiatura con Gosford Park e autore di Snob), terminata nel 2015, la notizia dell’uscita di un lungometraggio sul grande schermo ispirato alla famiglia Crawley, ha fatto contenti tutti, o quasi, i fan della serie inglese. Soprattutto dopo aver saputo che il cast e lo sceneggiatore non cambieranno.

Michael Engler, il regista al comando, ha iniziato le riprese nell’agosto 2018 a Londra, nell’Highclere Castle, finendole nel novembre dello stesso anno. Nonostante in Italia e in altri Paesi la prima sia prevista per l’autunno, nelle sale britanniche e statunitensi la pellicola ha già venduto più biglietti di C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino.

Downton abbey film Universal

Downton Abbey: la serie

Andato in onda per 52 episodi e sei stagioni, il prodotto di ITV ha totalizzato lungo gli anni 3 Golden Globe, 15 Emmy (69 le candidature totali) e il premio speciale ai BAFTA. Ora si prepara a arrivare sui grandi schermi del mondo, raccontando la vita dell’aristocratica famiglia Crawley e del personale di servizio, tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Un periodo di forte cambiamento quello in cui è ambientato Downton Abbey, che si rispecchia sia nel panorama storico-culturale sia nella vita quotidiana. Un intreccio di intrighi, amori, litigi, una lunga e sentita lotta tra il conservatorismo edoardiano e il nuovo che avanza inesorabilmente: l’incidente del Titanic, il dramma della Grande Guerra, il dopo guerra che porta ventate di modernità, l’influenza spagnola, la guerra d’indipendenza irlandese, le elezioni del 1923. Il rinnovamento avviene tanto ai piani alti quanto a quelli bassi, nonostante la difficoltà di alcuni personaggi a distaccarsi dalle convenzioni sociali ottocentesche.

Downton Abbey: il film

“Le persone che hanno amato la serie sono quelle che, in maggioranza, andranno a vedere il film, quindi credo proprio che ritroveranno tutto quello che hanno apprezzato di Downton, ma migliorato“, ha affermato Joanne Froggatt, la cameriera Anna, intervistata dal Times.

Fino alla proiezione inglese gli attori non hanno voluto svelare nessun dettaglio in più. Ciò che sappiamo è che a fare da sfondo alla storia saranno re e regina, che nell’autunno del 1927, decidono di visitare Downton, suscitando scalpore tra Crawley e domestici. Il tutto ambientato più di un anno e mezzo dopo gli eventi raccontati nell’ultima stagione.

Nel cast, invece, sono presenti, con i rispettivi ruoli, gli ormai affezionati attori e attrici Michelle Dockery (Lady Mary Crawley), Hugh Bonneville (padre Robert), Laura Carmichael (Lady Edith Crawley), Matthew Goode (Henry Talbot), e l’amata Maggie Smith (nei panni della contessa madre). Ad aggiungersi a loro, nomi noti come Imelda Staunton, Geraldine James, Simon Jones, David Haig, Tuppence Middleton, Kate Phillips e Stephen Campbell Moore.

Il successo di Downton Abbey

A novembre 2013 la serie risulta venduta a più di duecentoventi Paesi. Nel 2016 si stima che l’audience totale conti circa centoventi milioni di persone. Ma il successo di Downton Abbey si era già iniziato a vedere nel 2011, quando, ad esempio, Amazon dichiarava che il cofanetto DVD era il più venduto di tutti i tempi. Nello stesso anno entra nel Guinness dei primati come show dell’anno più acclamato dalla critica (per la prima volta una serie inglese vince questo riconoscimento).

Ma perché un prodotto e un format che avrebbe potuto essere la nuova soap opera di turno, ha avuto invece tutto questo successo? Com’è riuscita una serie costosa – come tutte quelle in costume – a conquistare quasi tutto il mondo? Probabilmente per la sua stessa essenza di period drama: il lavoro punta tutto sulla ricostruzione dell’ambientazione, con costumi e materiale di scena, e sulla rappresentazione del clima di quel momento storico, anziché sulla realtà degli eventi narrati nella trama. E Downton Abbey in questo ha svolto un lavoro quasi maniacale, senza mai sbagliare un singolo cucchiaino da tè.

È come una sorta di nostalgia (a tenerci fermi davanti a uno schermo), che riprende alcune dinamiche, ambienti, ruoli sociali che conosciamo e li fa ripetere ancora e ancora. È un ritorno a un periodo storico conosciuto per via delle rappresentazioni teatrali, cinematografiche, per via dei romanzi, dell’arte o della storia, ma che porta con sé uno stile, una sensazione così vera da rendere nostalgico lo spettatore di un’epoca a cui non appartiene. Per di più un’epoca così diversa dalla nostra, dove le regole definiscono il mondo e il chaos si evita accuratamente, dove esiste – o almeno così sembrava – un giusto e uno sbagliato, un buono e un cattivo. Un tempo in cui alcuni paletti definiscono delle certezze impossibili da abbattere. Degli elementi che con l’avvento del XXI secolo sono andati via via a perdersi per far subentrare il libero arbitrio, la possibilità di fare ed essere chi vogliamo: globalizzazione, crisi dell’intermediazione politica e giornalistica, sfiducia lavorativa, sono solo alcune delle conseguenze.

Downton Abbey film Mary e Violet

È possibile che il successo di Downton Abbey si possa ritrovare in un’infantile – e abbastanza fragile – speranza che per qualche ora tutto il mondo sia inquadrato; ma coprendoci gli occhi per non vedere le differenze con la vita d’oggi: mobilità sociale, ruolo della donna, presenza di forte criminalità, impossibilità di dichiararsi omosessuale, costrizioni sociali, difficoltà ad abbracciare nuove idee e nuovi strumenti. Una distrazione momentanea di cinquanta minuti, ben fatta, con un cast incredibile e la giusta dose di humor inglese, che non guasta mai. Ma proprio ciò che insegna questa serie è che il tempo passa inesorabilmente, che lo desideriamo o no, e chi non gli si adegua rimane indietro, in un mondo di ombre.

Libri che hanno ispirato o si sono ispirati a Downton Abbey

Snob Julian Fellowes Downton Abbey film

Lo sceneggiatore della serie Fellowes, è lo stesso autore di Snob (2005, Neri Pozza, traduzione di Maria Cristina Savioli) libro al quale inizialmente il produttore esecutivo Gareth Neame voleva ispirarsi per Downton Abbey. Ambientato ad Ascot, nella tribuna della Royal Enclosure, una ragazza di nome Edith Lavery, figlia di un revisore di conti, spicca tra tante: l’elegante tailleur di lino celeste, la sua grazia, il cappellino e la sua aria frivola. Charles, conte di Broughton, aristocratico e suo prossimo consorte, non riesce a resisterle. Tra eredi, marchesi, Margaret Thatcher e il New Labour, il racconto dell’autore ricrea quei codici e quei rituali appartenenti a un’epoca ormai lontana, ma sempre con un tocco d’ironia.

Downton Abbey film

Come lascia intendere il titolo di Ai piani bassi (2012, Einaudi, traduzione di Carla Palmieri e Anna Maria Martinidi) di Margaret Powell, questo libro ha ispirato la serie di Downton Abbey dal basso verso l’alto. La storia viene raccontata dal punto di vista della servitù, tramite gli occhi di Margaret, un’aiuto cuoca quindicenne (la stessa Daisy nella serie tv): lotta di classe, pettegolezzi e tragedie dei due mondi paralleli degli anni Trenta.

Libri simili a Downton Abbey

Lady Almina e la vera storia di Downton Abbey (2013, Vallardi, con la traduzione di Maddalena Togliani) di Fiona Carnarvon invece ripercorre la vera storia di Lady Almina Carnarvon, conosciuta meglio dai fan della serie come Lady Cora. L’autrice stessa è una sua discendente, ottava contessa di Carnarvon, e castellana del maniero Highclere Castle. Un racconto che ricostruisce la situazione storica e sociale dell’epoca e che va a colmare alcuni dettagli che la serie trascura.

 

Downton Abbey film

In Downton Abbey. Sceneggiatura completa prima stagione (2013, Neri Pozza, traduzione di Chiara Ujka) si ritrova come autore Julian Fellowes, che ripercorre tutta la prima stagione della serie tv, riportando integralmente la sceneggiatura.

 

Il mondo di downton abbey film e serie tv

L’autore de Il mondo di Downton Abbey. Dietro le quinte della serie tv (2012, Rizzoli, traduzione di A. Arduini) porta sempre il cognome Fellowes, ma stavolta si parla della nipote dello sceneggiatore, Jessica. Il libro racconta la storia dei Crawley questa volta dal backstage, con molti inserti fotografici inediti e frammenti di importanti dialoghi.

libri ispirati a downton abbey film

Einaudi nel 2014 pubblica Longbourn House (con la traduzione di Giulia Boringhieri), scritto da Jo Baker. La storia di Sarah, una cameriera di casa fin da piccola oppressa dalla routine e dall’obbligo di ingrati compiti, si unirà a quella di James, il nuovo valletto prestante e solitario. Il ritratto della servitù nell’Inghilterra ottocentesca, tra la campagna dell’Hertfordshire e la Spagna, in cui l’autrice riprende quelle figure ombrose dei romanzi di Jane Austen, e ne svela emozioni e pensieri.

 

I melrose Downton Abbey film

I melrose (2018, Neri Pozza, traduzione di Luca Briasco e Maurizio Bertocci) scritto da Edward St Aubyn, segue le vicende di Patrick Melrose, alcolista e drogato che cerca di abbandonare i suoi vizi, e di tutti quelli che lo circondano: snob, ubriaconi, dementi, tiranni e tossicomani. La serie tv Patrick Melrose, liberamente ispirata dal romanzo di St Aubyn, è uscita nel 2018 e interpretata da Benedict Cumberbatch.

Commenti