Scritto nel 1989, "La forza imprevedibile delle parole", il primo romanzo di Clara Sánchez, arriva per la prima volta in Italia. Natalia, superati i quaranta, si ritrova a fare i conti con la sua vita, che non assomiglia affatto a quella che si immaginava. Ma l'arrivo - e la scomparsa - di Raùl mette tutto in discussione... - Su ilLibraio.it un estratto

Clara Sánchez, autrice spagnola di successo, torna in Italia con il suo primo romanzo scritto nel 1989, La forza imprevedibile delle parole (Garzanti, traduzione di Enrica Budetta).

Per Natalia, a quarant’anni passati, è arrivato il momento di tirare le somme di ciò che la sua vita è diventata. Ha appena portato le figlie in aeroporto e non ha altro da fare se non l’attendere il ritorno del marito dal lavoro. Così, all’invito a un aperitivo in casa di un’amica, non può dire di no. Conoscerà Raùl, uomo misterioso e avventuriero, che la ammalia in pochi attimi, e subito la donna si rende conto di quanto la sua vita non sia affatto come avrebbe voluto fosse. I due decidono di rivedersi, ma all’appuntamento Raùl non si presenta. Potrebbe essere semplicemente uno dei tanti uomini di cui è meglio non fidarsi, ma Natalia comincia a ricevere strani biglietti e capisce che le manca qualche pezzo per capire cosa le stia succedendo intorno. Suo malgrado, Natalia si troverà ad affrontare una situazione intricata, tra inganni e bugie, perché conoscere Raùl l’ha resa pedina di un gioco più grande di lei.

La ricerca di sé, la voglia di riscatto e la sottile impressione di non essere pienamente cosciente di ciò che ci circonda sono alcune delle tematiche che Sanchez affronta in questo romanzo. La scrittrice, premiata in Spagna, è tradotta in Italia da Enrica Budetta e ha pubblicato per Garzanti diversi romanzi: La meraviglia degli anni imperfetti, Il profumo delle foglie di limone, Le cose che sai di me, La voce invisibile del vento, Le mille luci del mattino, Entra nella mia vita e il seguito del Profumo delle foglie di limone, Lo stupore di una notte di luce.

Per gentile concessione dell’editore, su IlLibraio.it pubblichiamo un estratto dal libro: 

Natalia notò che la porta del garage era aperta e che dentro c’era la macchina di Constantino. Entrò in casa e vide la sua valigetta portadocumenti su un divano. Il rumore di un rubinetto aperto al massimo arrivava fino a lei. Tutto indicava che Constantino era rientrato e stava per farsi un bagno. Natalia si mise a preparare la cena con tutta la forza e l’entusiasmo che l’incontro di quel pomeriggio le avevano infuso. Era qualcosa di molto diverso da ciò che le capitava di solito. Da tanti anni tutte le cose che le succedevano erano molto simili tra loro, si ripetevano in continuazione. Adesso aveva un segreto. Fermò a mezz’aria le posate che stava sistemando sulla tavola.

Un segreto. Si sentiva Constantino che sguazzava nell’acqua. Natalia procedette con quello che stava facendo. Amando era un amico di Raúl e le aveva confermato che Raúl si ricordava molto bene di lei. Fino a quel momento ogni tanto era stata sfiorata dal dubbio di alimentare una fantasia, ma Amando, Lantano, o come si chiamava, le aveva dimostrato che aveva fatto male i suoi calcoli. “Perché no?” si chiese. E una vocina dentro di lei rispose: “Perché no, Natalia, perché no?”. E avvertì un’immensa allegria interiore, come se nelle vene le scorresse puro champagne. Poi la vocina le chiese: “Cosa nasconde questo segreto?”. E lei dovette essere sincera e ammettere: “Un’avventura”.
Si girò verso Constantino, che era alle sue spalle, avvolto in un accappatoio.
«La cena è pronta», gli disse.

Natalia cenò, guardò la televisione e andò a letto schiacciata dal peso tremendo della sua avventura. Pensò che, arrivata a quel punto, doveva essere consapevole di tutto quello che la aspettava: giustificazioni, bugie, sussulti. Non aveva dovuto ancora mentire. Durante la cena Constantino le chiese cosa avesse fatto e lei stette sul vago. A letto, con la schiena che sfiorava quella di Constantino, tranquillizzò la sua coscienza dicendosi che, per quanto avesse parlato con un uomo, quell’uomo non era Raúl, e finché non avesse visto Raúl l’avventura non sarebbe iniziata. E si addormentò placidamente.

(continua in libreria…)

 

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