"Fai bei sogni" di Massimo Gramellini diventa un film. Grazie alla regia di Marco Bellocchio, il bestseller arriva nelle sale il 10 novembre, raccontando la storia di un uomo che - nonostante il successo ottenuto - non ha mai superato la perdita della madre durante l'infanzia...

Ecco come Massimo Gramellini ha raccontato su La Stampa il suo arrivo sul set di Fai bei sogni, il film di Marco Bellocchio, tratto dall’omonimo libro – bestseller pubblicato da Longanesi nel 2012, in uscita il 10 novembre, di cui abbiamo già parlato a inizio riprese e che è già stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Cannes: “L’attrice Barbara Ronchi, in vestaglia da notte, era talmente immedesimata nella parte che appena mi ha visto è corsa verso di me e mi ha abbracciato commossa. ‘Cavoli, sto abbracciando mia madre’, ho biascicato, ed era una frase talmente stupida che prima mi è venuto da ridere e poi il magone”.

Gramellini sottolinea che quello nel film non è più solo la sua storia, ma il Fai bei sogni di Bellocchio, un regista con una personalità tanto straripante da non poter influenzare a fondo ogni racconto: il suo punto di vista, le sue ansie, le sue paure.

La storia è quella di un figlio (interpretato, da adulto, da Valerio Mastandrea) che, dopo una vita di soddisfazioni – Gramellini è oggi affermato giornalista, conduttore tv e scrittore -, ricorda la perdita della madre durante l’infanzia e comprende come quella subìta sia una ferita ancora aperta, mai rimarginata o superata veramente.

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Gramellini non partecipa alle riprese e va sul set solo poche volte, perché, racconta, “la storia mi usciva dalle orecchie: non ne potevo più di riviverla”; ma ha frequenti incontri con gli attori che ascoltano le sue memorie per immedesimarsi al meglio nella parte. Gramellini incontra Niccolò Cabras, l’alter ego bambino e Juventino – una delizia, anche se acerrimo avversario di fede calcistica. Incontra Guido Caprino, l’attore che interpreta suo padre e che lo riempie di domande: “Dalle sue domande ho capito come lavorano i grandi attori“, la loro ricerca del conflitto profondo che agita un personaggio. “Nel caso di mio padre era il senso di colpa di non essersi svegliato mentre mia madre si alzava dal letto per l’ultima volta. Non l’avevo scoperto scrivendo il libro”.

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In attesa dell’uscita del film, sabato 29 ottobre prende il via su Rai3 il nuovo programma condotto da Gramellini: Le parole della settimana, in cui ogni sabato lo scrittore farà una sua personale selezione delle parole che, a suo parere, hanno caratterizzato i giorni appena trascorsi. Un tema, quello della parola, da sempre caro a Gramellini: è con la parola – scritta, raccontata e letta – che si può esercitare sguardo critico sul mondo. Ogni lettore lo sa.

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