L'ormai ex direttore del Salone di Torino sul "caso-Picchioni": "Credo sia un'indagine infondata, e mi spiace sia saltata fuori proprio al termine della nostra esperienza". E sul nuovo vertice della manifestazione... - Intervista "a caldo"

Traspare l’amarezza per come si è chiusa, anche mediaticamente, l’esperienza (qui tutti i dettagli sul “caso-Picchioni”, le indagini in corso, e la proposta di nomina di stamattina al vertice del Salone del libro di Torino di due donne: Giovanna Milella alla presidenza e Giulia Cogoli alla direzione) dal tono di voce di Ernesto Ferrero, dal 1998 direttore del Salone.

Al telefono con ilLibraio.it lo scrittore e critico letterario commenta a caldo le nuove nomine: “Penso che sia stata fatta una buona scelta. Per guidare una manifestazione di questo tipo sono necessarie esperienza gestionale e organizzativa. Il nuovo presidente e il nuovo direttore troveranno un team efficiente, abituato a dialogare in amicizia con gli editori durante l’anno. Sì perché la fiducia delle case editrici è indispensabile per il Salone”.

Impossibile non domandare a Ferrero delle indagini della Procura del capoluogo piemontese, che hanno coinvolto Picchioni, presidente del Salone durante la gestione Ferrero: “Come ho avuto modo di dire in questi giorni, credo sia un’indagine infondata, e mi spiace sia saltata fuori proprio al termine della nostra esperienza”.

Infine, chiediamo a Ferrero a quali impegni intende dedicarsi una volta archiviata la lunga esperienza al Lingotto: “Ho due-tre romanzi da scrivere…”.

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