"Lei parla la mattina appena sveglia, con gli occhi ancora annegati nel sonno, parla mentre mangia, mentre si lava i denti, parla sul gabinetto. Ogni suo gesto è accompagnato da un suono. Commenta ogni cartone animato, film, video, canzone...": torna l'autoironia della "mamma ribelle" Giada Sundas

Ricordate quel film con Sandra Bullock, quello della bomba sull’autobus in corsa, che se la velocità scendeva sotto i 50 km/h l’autobus sarebbe esploso? Ecco, probabilmente mia figlia è stata manomessa dallo stesso terrorista: se smette di parlare, anche solo per un istante, esplode. Non sono riuscita a darmi nessun’altra spiegazione logica.

Lei parla la mattina appena sveglia, con gli occhi ancora annegati nel sonno, parla mentre mangia, mentre si lava i denti, parla sul gabinetto. Ogni suo gesto è accompagnato da un suono. Commenta ogni cartone animato, film, video, canzone.

Mia figlia è Fabio Caressa.

Parla mentre colora, a tavola, per strada, a lei non frega niente che non ci sia nessuno ad ascoltarla, lei parla. Parla nel sonno, parla con gli insetti, anche quelli morti, e se non ha nulla da dire canticchia a bocca chiusa. Il silenzio le fa schifo.

Quando ero bambina ero convinta che le persone nascessero con un numero limitato di parole e che saremmo morti una volta pronunciate tutte. Mia figlia è la prova tangibile che questa teoria è sbagliata, perché non avrebbe visto sorgere il sole sul suo terzo anno.

A casa mia è impossibile intavolare una conversazione, non si può ascoltare una canzone e men che meno fare una telefonata. Quando mi squilla il cellulare devo nascondermi e sperare che non mi scopra.

  • Pronto? Sì, ho solo un minuto, dimmi –
  • Mammaaaa –
  • PARLA! VELOCE! –
  • Mamma che fai nell’armadio? Con chi parli al telefono? –
  • Arrivo subito, vai a giocare. –
  • Ma chi è? Posso parlare? Cosa ti sta dicendo? –
  • SSSSHHH –
  • Me lo passi? Mi fai parlare? È nonna? Posso parlare con nonna? –
  • Non è nonna. Lasciami parlare un momento. –
  • E chi è? Posso vedere? Posso sentire? CIAOOO! Dai mamma voglio parlare. –
  • Senti, ti richiamo io tra dodici anni. –

Questo è più o meno il motivo per cui non mi chiama più nessuno, neanche i call center.

Mia figlia attacca bottone con gli sconosciuti e li intrappola in conversazioni infinite. Racconta cos’ha fatto a casa, come si chiama il suo gatto, di che colore era la sua pipì quella mattina.

Mia figlia è Forrest Gump.

Urla “maleducato” all’uomo che butta a terra lo scontrino fuori dalla farmacia, spiega al commesso di Mediaworld che quando corre a volte le escono le scorregge, alza il volume della musica e poi ci urla sopra per farsi sentire. Quando ha finito le parole, le inventa.

Mia figlia parla e vuole una risposta a ogni parola. Chiede mi ascolti? mi guardi? mi spieghi? E quanto le parli risponde eh? Anche se ha capito benissimo.

  • Eh? Cosa? Cosa mamma? Cos’hai detto? Eh? Eh? Cosa? –

Ogni occasione è buona per fare polemica. Redarguisce gli operai che deviano la viabilità, si lamenta dei muri imbrattati con le bombolette, urla IO NON SONO AFFATTO PAZZA allo slogan radiofonico “Tutti Pazzi per RDS”.

Mia figlia è Vittorio Sgarbi.

La migliore amica di mia figlia è una bambina indiana che non parla una parola di italiano. Anzi, non parlava. Mia figlia le ha fatto un corso accelerato sotterrandola di chiacchiere. Adesso è nobel per la letteratura.

Mia figlia ti sfinisce di parole, ti bombarda, ti strema. La sua voce è un clacson, alta, acuta. Incapace di regolare il tono, poi, urla e strilla come se volesse venderti un tappeto. E se le chiedi di tacere, anche solo per un istante, implorandole pietà, ti risponde “non si parla in questo modo ai bambini” e poi continua a raccontarti con solerzia la sua teoria sul perché i cavalli dovrebbero indossare le ciabatte, convincendoti pure.

Mia figlia è Beppe Grillo.

L’AUTRICE – Giada Sundas è una giovane madre molto seguita in rete. Sui social racconta la sua esperienza di “madre imperfetta ma imperterrita” con freschezza e ironia. Il suo romanzo d’esordio, edito da Garzanti nel 2017, si intitola Le mamme ribelli non hanno paura, e racconta la storia di Giada dal giorno in cui la piccola vita di Mya, sua figlia, ha cominciato a crescere dentro di lei. Nel 2018 è uscito il suo secondo, atteso libro, Mamme coraggiose per figli ribelli, in cui l’autrice torna a parlare del mestiere più difficile del mondo: fare la madre. Con la sua inconfondibile vena ironica…

Qui tutti gli articoli di Giada Sundas per ilLibraio.it.

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