"Il nostro obiettivo è crescere ancora nella narrativa e nella saggistica". Martino Montanarini, Amministratore Delegato del gruppo Giunti, concede a ilLibraio.it la prima intervista dopo l'acquisizione di Bompiani: "Se abbiamo fatto un'offerta a Mondadori di queste proporzioni, è perché la riteniamo congrua...". Si parla, tra l'altro, dei dipendenti della casa editrice comprata, di librerie, della collaborazione con Amazon, di eventuali nuove acquisizioni e di molto altro...

“Il corrispettivo complessivo dell’operazione è pari a 16,5 milioni di euro, comprensivo di 5,3 milioni di euro relativi ad asset trasferiti all’acquirente”. Come abbiamo raccontato nei dettagli, Mondadori ha venduto Bompiani a Giunti. ilLibraio.it ha parlato dell’importante (e prevista) acquisizione con Martino Montanarini, Amministratore Delegato del gruppo fiorentino.


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Montanarini, Giunti ha vinto la concorrenza di numerose case editrici, con un’offerta elevata. Sergio Giunti in una nota ha sottolineato l’interesse crescente da parte del suo gruppo nei confronti della narrativa… È per questo che avete deciso un investimento così importante?
“Sì, il nostro obiettivo è crescere ancora nella narrativa e nella saggistica. Giunti in altri ambiti ha un posizionamento molto importante, penso ad esempio al settore dei libri per ragazzi, e intende crescere anche nella narrativa, dove tradizionalmente siamo più deboli. Il contesto, certo, non è semplice: il mercato librario è in contrazione. Questo però non ci scoraggia, vogliamo continuare a investire, e lo stiamo dimostrando”.

Non si può negare, però, che, dopo le polemiche per l’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori e la nascita della Nave di Teseo, tanti importanti autori Bompiani sono “salpati” sulla Nave guidata da Elisabetta Sgarbi: la cifra che Giunti pagherà a Mondadori non è alta per un marchio che ha perso una parte significativa del suo valore (“al 30 giugno 2016 Bompiani detiene una quota dell’1,8% nel mercato trade, fonte GFK”)?
“Sappiamo bene che molti autori hanno lasciato la Bompiani. Allo stesso tempo, se abbiamo fatto un’offerta di queste proporzioni, è perché la riteniamo congrua, per il catalogo che ci è stato offerto. La procedura imposta dall’Antitrust è stata piuttosto rigida, non sapevamo chi e in che misura fosse realmente interessato. In ogni caso siamo molto contenti di questa acquisizione”.

A chi verrà affidata la guida casa editrice? Ad Antonio Franchini, che un anno fa ha lasciato Mondadori per passare a Giunti?
“Direi che è presto per parlarne. Tra l’altro, ora dobbiamo attendere l’approvazione dell’acquisizione da parte dell’Antitrust. Per prima cosa parleremo con chi in Bompiani è rimasto, a partire da Beatrice Masini. Ci confronteremo e faremo tutte le valutazioni del caso. Di sicuro intendiamo valorizzare le risorse professionali della casa editrice che abbiamo comprato”.

A proposito, quanti dipendenti ha la Bompiani? Resteranno tutti al loro posto?
“Sono 17, e resteranno tutti al loro posto come previsto dalla procedura”.

La sede della Bompiani si sposterà a Firenze, o rimarrà a Milano, dove tra l’altro è presente un distaccamento di Giunti?
“Di sicuro resterà a Milano”.

Pensate ancora alla quotazione del gruppo Giunti in Borsa?
“Il progetto è stato accantonato. Abbiamo ricevuto da Borsa Italiana il certificato ELITE, che attesta l’avvenuto percorso di crescita della società all’interno del programma. È stato un percorso positivo. C’è stato un adeguamento delle procedure interne, e il controllo di gestione è migliorato. Siamo soddisfatti”.

Al momento nella casa editrice Giunti si ricorre (come già avvenuto alcuni anni fa) alla cassa integrazione?
“Sì, per alcuni dipendenti”.

Guardiamo al futuro. Dopo Bompiani arriveranno altre acquisizioni?
“Non escludiamo nulla, abbiamo la volontà di proseguire la nostra crescita, anche tramite acquisizioni. Certo, bisognerà valutare attentamente le opportunità che si presenteranno”.

Il canale librerie resta importante, per Giunti?
“Assolutamente sì, stiamo lavorando a nuove aperture; nel 2017 contiamo di superare quota 200 librerie della catena Giunti al Punto”.

E come procede la collaborazione con Amazon?
“Ci sta dando soddisfazioni. E credo che la soddisfazione sia reciproca. Allo stesso tempo, le librerie fisiche restano primarie per noi”.

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