In "Breve storia del mio silenzio" Giuseppe Lupo racconta la profonda trasformazione della sua Lucania negli anni, e lo fa attraverso una breve storia di un’infanzia piena di parole, anche nei momenti di silenzio...

Giuseppe Lupo è nato in Lucania nel 1963 e, nonostante viva in Lombardia, dove insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano, rimane legato alla sua terra e alla profonda trasformazione che la Basilicata ha subito negli anni.

È proprio attraverso il racconto di un’infanzia piena di parole, anche nei momenti di silenzio, che l’autore ripercorre questi eventi nel suo nuovo libro Breve storia del mio silenzio (Marsilio).

giuseppe lupo

“Non saprei calcolare quant’è durato il mio silenzio: un mese, un anno, due… Quando i medici mi visitavano, chiedevano di cacciare la lingua fuori. ‘Tossisci, tossisci.’ Io tossivo. ‘Fa’ due passi, vediamo come cammini.’ E io camminavo su e giù nell’ambulatorio. Ricordo un dottore di Bari, un gran professore che sulla fronte aveva una lampadina infilata in una specie di coperchio di caffettiera. ‘Signora, questo bimbo vive troppo in mezzo ai grandi. Aria aperta, aria aperta’ ripeteva, ‘la strada sarà la sua maestra’.”

L’autore ritorna agli anni dell’infanzia, dove di punto in bianco decise di smettere di parlare alla nascita della sorella minore. Lupo intreccia alla propria storia, quella del boom economico e culturale italiano, raccontando in modo ironico e affettuoso i genitori, i parenti veri e quelli acquisiti, ma anche la Basilicata che da rurale si trasforma in borghese; e della politica, che ancora si diffonde e si esercita attraverso i comizi. Prosegue con gli oratori e i professori, ma soprattutto espone l’idea di quanto le parole siano state la sua casa, anche quando non c’erano.

Vincitore del Premio Viareggio-Rèpaci nel 2018 con Gli anni del nostro incanto e del Premio Selezione Campiello nel 2011 con L’ultima sposa di Palmira, Giuseppe Lupo è autore di diversi libri, tra cui L’americano di Celenne (2000), Ballo ad Agropinto (2004), La carovana Zanardelli (2008), Viaggiatori di nuvole (2013), Atlante immaginario (2014) e L’albero di stanze (2015), tutti editi da Marsilio.

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