Che siate cristiani (nonostante le petizioni per cancellarla di alcuni attivisti), atei, demoni, angeli o cavalieri dell’Apocalisse, non perdete "Good Omens", una serie irriverente che è, allo stesso tempo, una storia di formazione, un racconto della maturità e una vorticosa fuga dal reale, ambientata però in un mondo che rispecchia fedelmente le problematiche della nostra contemporaneità - L'approfondimento

Non è mai stato così piacevole rifugiarsi nell’Armageddon. Potrà sembrare strano trovare sollievo nella fine del mondo e nella venuta dell’Anticristo, ma è quello che succede quando si racconta una storia con leggerezza e maestria. Anche quando il mondo reale sembra molto più minaccioso dell’Apocalisse, una risata è quel che serve. Ed è quello a cui provvede la bislacca Good Omens, serie tv prodotta da Prime Video e tratta dall’omonimo libro scritto a quattro mani da Neil Gaiman e Terry Pratchett nel 1990.

Terry Pratchett, Neil Gaiman

Il demone Crowley e l’angelo Azraphel, ormai affezionati agli strambi costumi della Terra (come il sushi), tentano di prevenire la venuta dell’Anticristo e la conseguente Apocalisse, inimicandosi in un colpo solo Paradiso e Inferno. Troveranno dei complici più o meno consapevoli nella strega Anatema, discendente da Agnes Nutter una veggente del XVII secolo, Newton Pulsifer, un non-ingegnere informatico, una banda di bambini intrepidi della provincia inglese e un cacciatore di streghe. Qualche comparsata di William Shakespeare e Freddie Mercury.

Non è semplice essere così genuinamente stravaganti nella galassia sconfinata di show che tentano in tutti i modi di distinguersi con forzature e tentativi goffi di sconvolgere lo spettatore. Invece, la serie diretta da Douglas Mackinnon riesce a rendere un pastiche postmoderno a tinte fantasy e mistiche in un’avventurosa e godibile storia, adatta a tutta la famiglia. E non perché sia edulcorata – tutt’altro, si spinge anche su toni queer –  ma perché si dimostra capace di risollevare l’umore di un pubblico davvero eterogeneo e trasversale: è una storia di formazione, ma anche un racconto della maturità; è una vorticosa fuga dal reale, ma è ambientata in un mondo che rispecchia fedelmente le problematiche della nostra contemporaneità; è una storia femminista (Dio è una donna) con protagonisti due uomini; è uno scontro tra bene e male in cui si tifa per chi sta in mezzo.

Good Omens è una serie di spirito. Non ha davvero molto senso fossilizzarsi sull’ingenuità di alcune svolte narrative o sulla verosimiglianza di alcuni personaggi, è un universo che risponde – per fortuna – a regole sue. Un’atmosfera di fiammeggiante ironia costruita anche in virtù di un all star cast su cui svetta uno scatenatissimo e guizzante David Tennant, nei panni del demone Crowley, innamorato dell’angelo Azraphael. A fargli da spalla l’altrettanto talentuoso Michael Sheen, un adorabile angelo, piuttosto insicuro (tranne quando si tratta di cibo), mandato a sorvegliare la Terra. E ancora: Jon Hamm (da Mad Men), una sorprendente Adria Arjona (la strega Anatema), Miranda Richardson, Michael McKean, Jack Whitehall e Derek Jacobi.

Tra i molti meriti di Good Omens quello di essere uno dei pochi show (insieme a Desperate Housewives) a fare un uso non sconsiderato e non noioso del voice over, ovvero della voce narrante fuori campo che fa da commento agli eventi. In questo caso ci troviamo ad ascoltare incantanti nientepopodimeno che Dio, interpretato dalla voce del premio Oscar Frances McDormand.

Su tutto aleggia una leggerissima satira religiosa per cui è impossibile offendersi, a meno che voi non soffriate di una mancanza assoluta di umorismo. Probabilmente ne sono afflitti anche degli attivisti cristiani che hanno chiesto la cancellazione della serie con una petizione… E dire che sembrerebbe una scena abbastanza bizzarra da finire proprio su Good Omens.

In conclusione: che voi siate cristiani, atei, demoni, angeli o cavalieri dell’Apocalisse, non perdetevi Good Omens, una serie irriverente e ricca di magia su un’umanità che fa ben sperare nel trionfo dei geni migliori della nostra specie: compassione, empatia, amore (in tutte le sue forme) e capacità di giudicare al di là delle categorie prestabilite di bene e male.

L’AUTRICE – Qui tutti gli articoli e le recensioni di Ilenia Zodiaco per ilLibraio.it

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