Da genere di nicchia forse i podcast anche in Italia stanno diventando qualcosa di più. Nella selezione di Ilenia Zodiaco trovano spazio realtà molto diverse tra loro, per tutti i gusti e gli interessi: da "Veleno" (ispirato dal successo negli Usa di "Serial") a "Risciò", dedicato alla Cina, passando per "Scientificast", "Wikiradio", "Zero days" e "Il disinformatico", senza dimenticare realtà più letterarie come "Senza rossetto", "Racconti (un podcast inutile)" e... - La guida

Da genere di nicchia forse i podcast stanno diventando qualcosa di più. Almeno in Italia perché negli Stati Uniti, che ne producono in abbondanza, sono da anni uno strumento prezioso per giornalisti, conduttori e narratori di ogni sorta. Sì, perché con i podcast si soddisfano due bisogni primari: imparare e intrattenere.

Per podcast s’intende una trasmissione radio diffusa via internet, scaricabile e archiviabile. Con questo però non ci si deve immaginare una semplice riproposizione – sebbene su un supporto diverso – delle trasmissioni radiofoniche. In realtà dal 2004, anno in cui furono inventati, i podcast hanno acquisito una loro peculiarità. Si tratta di contenuti tutti parlati, solitamente non intervallati da musica o pubblicità come le radio, incentrati su temi specifici.

Il recente successo dei podcast – che da prodotti per cultori stanno diventando più popolari – può essere motivato prima di tutto dall’ubiquità della rete e l’iperpotenza della tecnologia. Grazie ai nostri smartphone possiamo permetterci di portare (o comunque accedere) a qualsiasi contenuto, praticamente ovunque. In aggiunta a ciò, la mancanza di materialità dei podcast li rende decisamente comodi. Altro dettaglio non di poco conto, la loro gratuità. Pecchiamo poi di romanticismo se affermiamo che forse ci siamo stancati di guardare tutto il giorno schermi e, forse, nella dimensione sonora cerchiamo un rifugio? Comunque sia, pur restando per il momento un fenomeno di nicchia, i podcast da noi sono in crescita.

A seguire, una guida assolutamente non definitiva sui podcast italiani più interessanti che si trovano in circolazione al momento.

Veleno

Sulla base di Serial, brillante podcast statunitense di true crime, il quotidiano la Repubblica ha deciso di produrre Veleno, un’inchiesta divisa in sette puntate su un terrificante caso di cronaca nera italiano. A partire dalle dichiarazioni di un bambino di sei anni, nel 1997 comincia un’indagine che arriverà a sgominare un nutrito gruppo di pedofili satanisti attivi nella provincia del basso modenese. Ma di cosa si è trattato realmente? Una mefistofelica rete sotterranea di criminali insospettabili o una granguignolesca psicosi collettiva? Veleno è il progressivo disvelamento di un caso giudiziario agghiacciante che per diciotto anni ha scosso (e distrutto) tante vite. Il valore aggiunto di questo podcast è senz’altro l’attenzione riservata alla costruzione del mistero attraverso le voci dei suoi protagonisti. Veleno è affascinante, raccapricciante, drammatico, pur non rinunciando mai a fare del giornalismo di qualità.

Risciò

Una piattaforma da tenere d’occhio è quella di Piano P che produce podcast giornalistici di grande spessore. Dopo l’esempio virtuoso di Da costa a costa, condotto dal vicedirettore de Il Post Francesco Costa (e diffuso via newsletter), hanno messo a disposizione Risciò, un podcast interamente dedicato alla Cina, ideato e scritto da Giada Messetti e Simone Pieranni. In tutto, per ora, saranno 8 puntate con cadenza bisettimanale. Non si tratta di un podcast di viaggio, anche se sono molte le tradizioni culturali che si apprendono durante l’ascolto, bensì ci si concentra sul ruolo della grande potenza asiatica nello scacchiere geopolitico mondiale. Non è un caso che le prime due puntate siano incentrate sul presidente Xi Jinping dalle origini della sua storia politica al rapporto con Trump e Kim Jong-un.

Scientificast

Se siete alla ricerca di un podcast a tema scientifico non potete perdervi Scientificast, il più autorevole oltre che uno dei più longevi podcast indipendenti italiani. Se state pensando a delle barbose lezioni di scuola, dimenticatevele. Il tono è divulgativo, il linguaggio semplice e chiaro, pur rimanendo rigoroso. All’interno di puntate molto dense – dai quaranta ai sessanta minuti –  si sviluppa un dibattito tra tre o più scienziati, ogni quesito scientifico è sempre affrontato non come una lectio magistralis ma come un dialogo appassionante. Anche la scelta degli argomenti è sempre originale, adatta a soddisfare la curiosità (e a intrattenere) sia un pubblico di neofiti sia di appassionati. Qualche esempio dei temi affrontati? Perché non si vola sopra l’Antartide, i materassi vegani, gluoni con la caciotta, cosa fare in caso di bomba nucleare.

Wikiradio

Cinque giorni alla settimana su Radio 3 va in onda una trasmissione ormai diventata un classico per tutti gli amanti dei podcast: Wikiradio. Il riferimento a Wikipedia nasce dalla volontà di creare “una libera enciclopedia di voci narranti”. La missione è chiara: comunicare la cultura attraverso una serie di lezioni divulgative tenute da esperti. Per chi ha voglia di imparare, Wikiradio offre una gamma pressoché infinita di sapere: dalla storia all’arte, dal cinema al fumetto, dalla cultura pop alla cronaca. Per ogni argomento trattato c’è uno speaker diverso, ognuno interviene portando le sue competenze. Banditi i tuttologi, si parla solo di quel che si sa. Fatta propria questa regola d’oro, è facilmente spiegabile la longevità di questo programma.

In ambito letterario, a parte il mitico Fahrenheit di Radio 3, si fa notare un’interessante new entry: Racconti (un podcast inutile). La rivista letteraria Inutile, in collaborazione con Querty, ha deciso di pubblicare in formato audio i racconti che escono settimanalmente sulla rivista (letti dalla redazione). Al momento conta quattro racconti. Il più degno di nota è forse Bruciature di sigaretta di Barbara Bedin. La qualità letteraria c’è, molta la curiosità per le prossime uscite. Unica sbavatura: la voce narrante non è particolarmente convincente ed è piuttosto piatta, il rischio è quello di non comunicare appieno la potenza della parola scritta. Leggere è un’arte, lo sa bene la redazione di Ad alta voce che propone agli ascoltatori più raffinati i classici della letteratura letti da grandi attori.

Sicuramente più maturo, un altro podcast di racconti presente su Querty: Senza rossetto. Un progetto sull’immaginario femminile a cura di due Giulia: Cuter e Perona. Un podcast davvero curato – nella forma e nella sostanza – che dà voce alla questione fondamentale dei diritti delle donne. Serve ancora parlare di “storie di donne”, identità e femminismo? Certo che sì. Se poi a farlo sono tante scrittrici italiane attraverso le loro parole magiche, ancora meglio.

A proposito di Querty, impossibile non citare la loro trasmissione più riuscita: Ricciotto. Una combriccola di critici e cinefili, una chiacchierata senza limiti di tempo stringenti che si sofferma sui titoli in sala, dai blockbuster ai film indi mal distribuiti, fornendone un’analisi ricca e piacevolissima. Umorismo e competenza, dunque. Peccato per l’incostanza nella pubblicazione. Li si perdona facilmente, però.

Zero days

Giovanni Ziccardi, professore di informatica giuridica, conduce un podcast utilissimo, chiamato Zero Days. Il proliferare di neologismi riguardo al mondo digitale soprattutto in riferimento alla legge e alla privacy mandano in confusione il cittadino poco informato. Cos’è un data breach? Quali sono le regole europee sul trattamento dei nostri dati? Come ci si comporta in caso di cybercrimini e minacce cibernetiche? Ziccardi è un ottimo speaker, anche in presenza di altri ospiti, sempre molto esaustivo e preciso. Difetti? La sigla è davvero anonima e non rende giustizia al podcast.

Altra menzione d’onore è quella de Il disinformatico, un podcast tenuto da Paolo Attivissimo, noto blogger italiano impegnato in una guerra senza quartiere contro le bufale, ogni tipo di complottismo e tutte le altre degenerazioni dell’infosfera. Qualche esempio? L’ultima puntata risponde a un dubbio annoso: Facebook ascolta illecitamente le conversazioni dei propri utenti a fini commerciali? Come fa a sapere che ho confidato a mia madre in una nota vocale su WhatsApp che per Natale vorrei ricevere l’ultimo romanzo di Dan Brown? Il podcast ha un format molto snello, ogni puntata – appena quindici minuti – è divisa in vari spezzoni dedicati a questioni diverse, tutte attualissime. In un mondo popolato da fake news, Il disinformatico rappresenta un ottimo antidoto.

Sulla stessa scia, ma con tematiche leggermente diverse, va segnalato anche il podcast di Luca Conti, Equilibrio digitale che cerca, senza estremismi, di capire come bilanciare meglio il nostro rapporto con la tecnologia.

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