La Corte di giustizia Ue ha bocciato l'Iva agevolata per gli e-book introdotta dalla Francia e dal Lussemburgo dal 2012. Dopo il recente successo della campagna #unlibroèunlibro, cresce la preoccupazione anche in Italia - I dettagli

Mentre parte in Francia la campagna virale contro la discriminazione dell’Iva degli e-book rispetto a quella dei libri di carta, e dopo il successo in Italia di #unlibroèunlibro, grazie anche all’appoggio del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, arriva una notizia molto preoccupante per gli editori europei: si conclude infatti con una bocciatura di Francia e Lussemburgo l’iter della procedura di infrazione che la Corte di giustizia aveva aperto nei confronti dei due Paesi dopo la scelta, nel 2012, di introdurre un’Iva agevolata per gli e-book (su Bibliocartina il testo del comunicato stampa di oggi della Corte di Giustizia Europea).

Come sottolinea giornaledellalibreria.it, “se infatti l’Europa riconosce che alcuni beni possano essere sottoposti ad un Iva ridotta – tra i quali c’è il libro di carta, appunto – la Corte di giustizia stabilisce con questa sentenza che tale agevolazione non è applicabile ai libri digitali, inquadrati come servizi e non come beni primari”. La Francia aveva scelto di entrare in conflitto con la disciplina europea applicando, dal 1° gennaio 2012, un’Iva del 7% per gli e-book a fronte di un’imposta sul valore aggiunto piena del 19,6%. Stessa cosa anche per il Lussemburgo dove l’Iva sui libri digitali era scesa al 3%”.

Ora c’è preoccupazione anche in Italia…

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