"Dalla prima lettura, nella meravigliosa prosa della Morante mi sono riconosciuto e mi riconosco come in uno specchio che mi venga brutalmente messo davanti...". Torna su ilLibraio.it la rubrica #lettureindimenticabili, con Ivan Cotroneo, scrittore e regista (in uscita nelle sale il film tratto da "Un bacio") che parla de "L’isola di Arturo"

Quando ho letto per la prima volta L’isola di Arturo di Elsa Morante, in una edizione tascabile che circolava nella casa dei miei genitori a Napoli, avevo meno di 18 anni. Ricordo benissimo le prime emozioni. Il dolore, la rabbia, lo sgomento per quell’amore filiale che sembrava scorrere invano. Solo più tardi ho capito però non solo quale importanza letteraria avesse il romanzo, ma anche quanto mi riguardasse da vicino, e quanto avrebbe influito sul mio mondo futuro. Il punto di vista del bambino e poi ragazzo, che mi aveva conquistato istintivamente, l’irruzione dell’omosessualità e del suo mistero, e quella parola sprezzante (“Parodia”) urlata dall’interno del carcere al padre di Arturo. Il potere della solitudine, e della natura, e della fantasia. La sorpresa degli incontri magici, quel misto di sensualità, attrazione fisica, sfida emotiva che si snoda fra Arturo e Nunziata. Ma soprattutto, sopra ogni cosa, il senso della vita che verrà, nelle spalle voltate, nella finale  rescissione del cordone ombelicale. L’imbarcazione che porta via Arturo nel finale, la scelta di non voltarsi mai a guardare, per troppo dolore. Ho riletto più volte L’isola, da grande, ritrovando quelle sensazioni, analizzandole, mettendole in relazione con le mie ossessioni e fissazioni da adulto. Eppure, ogni volta, è un romanzo di cui non riesco a fare una lettura analitica. Troppe emozioni mi travolgono. Dalla prima lettura, nella meravigliosa prosa della Morante mi sono riconosciuto e mi riconosco come in uno specchio che mi venga brutalmente messo davanti. Ed è per questo che ancora mi sconvolge.

LA RUBRICA – Letture impossibili da dimenticare, rivelatrici, appassionanti. Libri che giocano un ruolo importante nelle nostre vite, letti durante l’adolescenza, o da adulti. Romanzi, saggi, raccolte di poesie, classici, anche testi poco conosciuti, in cui ci si è imbattuti a un certo punto dell’esistenza, magari per caso. Letture che, perché no, ci hanno fatto scoprire un’autrice o un autore, di ieri o di oggi.
Ispirandoci a una rubrica estiva del Guardian, A book that changed me, rifacendosi anche al volume curato da Romano Montroni per Longanesi, I libri ti cambiano la vita. Cento scrittori raccontano cento capolavori, e dopo il successo dell’iniziativa proposta recentemente sui social da ilLibraio.it, #ilLibroPerMe, in occasione della presentazione della ricerca sul rapporto tra lettura e benessere, abbiamo pensato di proporre a scrittori, saggisti, editori, editor, traduttori, librai, bibliotecari, critici letterari, ma anche a personaggi della cultura, della scienza, dello spettacolo, dell’arte, dell’economia, della scuola, di raccontare un libro a cui sono particolarmente legati. Un’occasione per condividere con altri lettori un momento speciale.

L’AUTOREIvan Cotroneo è uno scrittore, sceneggiatore e regista. Sceneggiatore cinematografico per Ferzan Ozpetek, Maria Sole Tognazzi, Luca Guadagnino, Renato De Maria, Riccardo Milani, per la televisione ha scritto diverse fiction e ha ideato fra l’altro le serie Tutti pazzi per amore e Una grande famiglia. È stato autore di programmi televisivi come L’Ottavo nano, B.R.A., Parla con me. Scrittore di successo, ha edito con Bompiani, fra gli altri, Cronaca di un disamore, La kryptonite nella borsa, Un bacio.

Proprio da questo ultimo libro, ripubblicato per l’occasione da Bompiani, è tratto l’omonimo film, Un bacio, nelle sale dal 31 marzo: Lorenzo, Blu e Antonio hanno molte cose in comune: l’età – sedici anni –, frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est, hanno ciascuno una famiglia che li ama, e tutti e tre, anche se per motivi differenti, finiscono col venire isolati dagli altri coetanei. Un racconto sull’adolescenza, sulle prime volte, sulla ricerca della felicità. Ma anche sul bullismo e sull’omofobia. Sui modelli e sugli schemi che ci impediscono, e che impediscono soprattutto ai ragazzi, di essere felici, di trovare la strada della loro singola, particolare, personale felicità. Nel cast  tre giovanissimi attori per la prima volta sul grande schermoRimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli.

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