Un e-book e un corso dedicati ai modelli di distribuzione illegali dei contenuti editoriali, che consentono ai pirati di guadagnare grazie a contenuti altrui

Una mappa della pirateria e soprattutto un’analisi dei suoi modelli di business, scritta da chi studia e contrasta il fenomeno. È questo il cuore di Le isole dei pirati, e-book a cura dell’Aie -disponibile su tutte le principali piattaforme online- che il 26 febbraio diventa un corso di formazione (per info www.formedi.it).

Le isole dei pirati “nasce per portare alla luce le reali motivazioni che stanno alla base del fenomeno della pirateria, legate in maniera pressoché esclusiva al lucro e non all’esercizio delle libertà di discussione e di pensiero”.

“La pirateria informatica è un tema centrale per tutta l’industria dei contenuti culturali” dichiara Esposito, autore dell’e-book e responsabile del servizio antipirateria dell’AIE. “Purtroppo accade spesso che i meccanismi economici che la governano rimangano oscuri, sia alla comunità dei downloader, sia a chi – a vario titolo – è coinvolto nella difesa dei diritti d’autoreLe isole dei pirati” prosegue Esposito “è una riflessione che nasce per dare un quadro complessivo del fenomeno e dei suoi risvolti, e rende conto di quelle che sono le modalità più recenti che chi sfrutta illegalmente le opere dell’ingegno utilizza per guadagnare grazie alla diffusione di contenuti altrui”.

A partire dall’analisi dei vari formati di libri pirata in circolazione e dei principali canali della loro distribuzione, dei social network e dei diversi modelli di distribuzione, questo e-book “offre una visuale inedita del problema della pirateria, che viene spiegata ‘dall’interno’ dei siti utilizzati per la diffusione dei materiali, fino a far emergere chiaramente quali siano i meccanismi che ne regolano l’attività, i profili di responsabilità tipici della pirateria organizzata e le soluzioni a disposizione dei titolari dei diritti per la tutela dei propri interessi”.

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