"Comunque vada, uscirò cambiata da questo periodo. Snaturata, hanno detto certi. Svenduta, hanno detto altri. Io dico cambiata, che era esattamente ciò di cui avevo bisogno". Stella Pulpo (Memorie di una vagina) è la co-autrice del libro più discusso del momento, il bestseller di Giulia De Lellis "Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!". A ilLibraio.it racconta: "(...) Superare i pregiudizi è stato femminista. Provare a capire una generazione più giovane, e trovare un linguaggio comune, è stato femminista. Queste sono alcune delle cose che fa il femminismo, per come lo intendo io. Quanto ai contenuti, non lo definirei un testo femminista in senso stretto, ma è ricco di messaggi positivi" - Il personaggio

53.674 copie vendute nella prima settimana di uscita (fonte Gfk). Certo non si tratta di numeri abituali per l’editoria libraria italiana degli ultimi tempi. Cifre a parte, molto si è già scritto del bestseller del momento, il libro di Giulia De Lellis, l’ineluttabilmente discusso Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!. In tanti, sui social o altrove, hanno detto la loro in modo più o meno pertinente, e hanno attaccato l’uscita con ironia o durezza a seconda dell’attitudine personale e del punto di vista. Ovviamente c’è pure chi l’ha difesa (non solo i follower della protagonista del volume). In pochi, invece, si sono soffermati sull’autrice del libro… ops, sulla co-autrice: Stella Pulpo, conosciuta come “Memorie di una vagina”.

Tante critiche si possono fare all’operazione, ma non alla trasparenza: in gran parte di questi casi il nome del ghostwriter di turno resta ignoto ai lettori; invece, quello di Stella Pulpo compare con evidenza sulla copertina.

MEMORIE DI UNA VAGINA

Pulpo, 33 anni, tarantina di origine, vive da tempo a Milano. Ha creato il blog “Memorie di una vagina” (da cui è tratta la foto in alto, ndr) nel 2011, “dopo la fine di una relazione cosiddetta importante”. Come lei stessa racconta sul sito, “tra queste pagine virtuali abbiamo parlato di amore, di sesso, di relazioni, di amicizia, di lavoro, di aspettative sociali, di body-shaming, di parità, di consapevolezza e di autodeterminazione. Io non sono ancora stanca di scrivere, riflettere e condividere. Spero che voi non siate ancora stanche di rispondere, leggere e confrontarvi”. E più avanti specifica: “Questo è uno spazio scritto da una donna per le donne, ma gli uomini sono sempre i benvenuti e le loro opinioni sono sempre accolte con piacere, purché educate e non ossessivo-compulsive”.

CORNA STANNO BENE SU TUTTO Giulia De Lellis 300

STELLA PULPO PRIMA DI LE CORNA STANNO BENE SU TUTTO

Per Stella Pulpo non si tratta di un debutto in libreria (anche se, a dire il vero, nel caso del libro di De Lellis le vendite nei negozi online finora hanno giocato un ruolo molto importante): all’attivo, infatti, ha già un romanzo a suo nome, Fai uno squillo quando arrivi (Rizzoli, 2017), mentre nel 2018 è uscito l’ebook Molestie per l’Estate: le 7 volte che non ricordavo, una riflessione sul dibattito nato dal #MeToo.

Pulpo, spesso coinvolta in incontri pubblici e protagonista in veste di opinionista in tv e su giornali, siti e riviste, tiene inoltre corsi di scrittura seriale, personale, per il web e per il social.

I DUBBI INIZIALI

Ma com’è nata la sua collaborazione al libro Le corna stanno bene su tutto? È stata lei stessa a chiarirlo in un post pubblicato su Facebook a fine luglio: “Quando mi hanno proposto di scrivere un libro con Giulia De Lellis, ho pensato che il destino mi stesse mandando un messaggio, e che quel messaggio fosse chiaro: cambia lavoro, datti all’ippica, fai altro… Prima di dare un responso, ho incontrato Giulia di persona. Volevo capire se ci saremmo portate istintivamente sulle palle (cosa che mi capita spessissimo) o se saremmo riuscite a trovare la giusta dose di empatia, necessaria per sedersi e raccontare, scrivere e scavare. Giulia ha iniziato a parlare come un fiume in piena dalla prima volta che ci siamo viste e mi è parso che, in fondo, il mio know-how in fatto di relazioni, di amore, di tradimenti potesse esserle umanamente utile. Durante le lunghissime ore di conversazione, che a volte parevano sedute di terapia, ci sono state risate, riflessioni, sigarette e lacrime. Sorprendentemente, ho scoperto che Giulia è simpatica, autoironica, alla mano, schietta, coraggiosa e pure, francamente, tenera. Cercava qualcuno che l’aiutasse a raccontare una storia, e raccontare storie è il mio mestiere”. E poi ancora: “Naturalmente, il tema era per me pertinente. Se mi avessero proposto di scrivere un libro sulla beauty-routine o sul contouring, evidentemente avrei declinato. Il libro, invece, parla del tradimento che – ne converrete – è un tema universale e alquanto nelle mie corde. L’amore e le sue complicazioni sono un fatto democratico, un linguaggio condiviso che ci mette tutti sullo stesso piano, a prescindere dal grado di erudizione che abbiamo”.

“FEMMINISTA RADICALE”

Su Instagram, dov’è seguita da oltre 32mila follower, Stella Pulpo si definisce “femminista radicale”. A questo proposito, come si è posta davanti alla possibilità di co-firmare il libro di De Lellis? È lei stessa a rispondere, sempre su Facebook: “Giulia ha 10 anni meno di me, appartiene a un mondo profondamente distante dal mio e parla a donne molto più giovani di quelle a cui generalmente arrivo io. Alla mia coscienza femminista è sembrata una buona opportunità, raggiungere un pubblico più giovane, veicolando messaggi che considero positivi, di autodeterminazione, onestà, umanità e libertà individuale (poi ognuno nei testi ci legge quello che vuole, purché li legga, ma questo è un altro discorso)”.

Abbiamo contattato Stella Pulpo per soffermarci proprio su questo punto: ci sono elementi femministi in un libro come quello scritto con Giulia De Lellis? Per la co-autrice, innanzitutto “accettare di scriverlo è stato un gesto femminista. Dialogare con una persona molto diversa da me, con un pubblico molto diverso dal mio, è stato femminista. Superare i pregiudizi è stato femminista. Provare a capire una generazione più giovane, e trovare un linguaggio comune, è stato femminista. Queste sono alcune delle cose che fa il femminismo, per come lo intendo io. Quanto ai contenuti, non lo definirei un libro femminista in senso stretto, ma è ricco di messaggi positivi, per chi volesse coglierli o per chi ne avesse bisogno. Elementari, ma positivi”.

Sempre sui suoi social, invece, Stella Pulpo sottolinea ancora che, “nel complesso, quella che sembrava una proposta assurda, si è rivelata un’ottima esperienza sia in termini personali che professionali. Da un lato, relazionarmi con Giulia è stato umanamente formativo: mi ha portata fuori dalla mia comfort zone, mi ha insegnato a instaurare una comunicazione aperta con una donna totalmente diversa da me, a superare i pregiudizi, a dialogare anche con chi non ha praticamente mai letto un libro (neppure il mio, che le ho regalato, e quando mi ha detto ‘Lo leggo’, le ho risposto ‘Non ci credo, manco se m’ammazzi’). A capire, più in generale, che lo snobismo intellettuale non ti rende più intelligente, anzi”.

“SCRIVERE È STATO UN MODO PER RENDERMI ACCETTABILE”

Per conoscere meglio Stella Pulpo e per capire che ruolo svolge la scrittura nella sua vita, può poi essere utile leggere uno dei suoi post più recenti, “La scrittura per me”: “(…) La verità è che per me scrivere è stato un modo per rendermi accettabile. Per non essere invisibile, o per farmi notare positivamente. Per sedurre, per punire, per chiedere perdono. La scrittura è stata il mio strumento, il mezzo attraverso cui ho sempre espresso me stessa, nel pubblico e nel privato, e l’ho usata per scopi a volte nobili, a volte meno. Me ne sono servita per stare meglio, per placare il grido che sentivo dentro, con urgenza, come una valvola che serviva a sfogare ciò che mi faceva incazzare, oppure sognare, oppure soffrire…”. La riflessione si chiude così: “Comunque vada, uscirò cambiata da questo periodo. Snaturata, hanno detto certi. Svenduta, hanno detto altri. Io dico cambiata, che era esattamente ciò di cui avevo bisogno”. Dunque, in questo caso si può davvero dire che un libro potrebbe aver cambiato la vita della sua co-autrice, come del resto lei stessa ammette rispondendo alle domande de ilLibraio.it: “Sì, me l’ha già cambiata. Non tanto in termini di quattrini, come molti pensano, quanto a livello personale, agendo intimamente sul mio rapporto con la scrittura e con la mia immagine”.

I PROGETTI FUTURI

Quanto ai progetti futuri, Pulpo ci racconta di avere in programma un nuovo libro: “Si tratta di un testo di non-fiction, ma ho anche in testa uno spettacolo teatrale e molte altre cose. Non so quante vedranno la luce, mi auguro tutte”. E poi non esclude, in futuro, “di poter scrivere di nuovo insieme ad altre persone, perché è un’esperienza professionale interessante, diversa, più complessa. Insomma, sono aperta alle infinite possibilità del caso, ma con la bussola in mano”.

NUOVI LETTORI?

A proposito delle polemiche seguite all’uscita del volume, in un video pubblicato da Repubblica Tv, girato nel centro commerciale Mongolfiera di Bari, si vedono centinaia di ragazze e ragazzi in coda per farsi autografare il libro da Giulia De Lellis. C’è anche chi dichiara che Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza! è stato il primo libro letto nella vita. Più che indignarsi, sarebbe meglio cambiare approccio: forse, chissà, nonostante tutte le discussioni, questo bestseller potrebbe avvicinare alla lettura una parte di pubblico che, altrimenti, difficilmente avrebbe preso in mano altri libri. Non ci sono certezze, è solo una speranza. Ma del resto, come ha scritto su ilLibraio.it l’editore (di Harry Potter, tra gli altri) Luigi Spagnol, non solo il buon senso ma anche alcuni studi scientifici confermano che, se davvero si vuole che la lettura diventi una piacevole abitudine per le nuove generazioni, è fondamentale lasciare che bambini e ragazzi leggano i libri che desiderano leggere, senza imposizioni.

P.S. – MA CHI È GIULIA DE LELLIS?

Non abbiamo detto quasi nulla della protagonista del libro, influencer e volto televisivo. Chi frequenta di rado un certo mondo social e la tv generalista magari si starà chiedendo chi è Giulia De Lellis: qui (o in libreria) può scoprire qualcosa di lei.

 

 

Commenti