L'Ad di Mondadori Ernesto Mauri: "Se facciamo questa operazione il nostro patrimonio principale saranno gli autori. Non andremo a risparmiare..."

“Ci sono i termini tecnici che in genere sono di quindici giorni, ma se Rcs avesse bisogno di più tempo non avremmo nessun problema”. L’Amministratore Delegato di Mondadori Ernesto Mauri (nella foto), all’indomani del Cda di Rcs, che ha preso atto dell’offerta di Segrate per Rcs Libri (la valutazione sarebbe pari a circa 135 milioni di euro), a margine dell’assemblea Upa si dice disposto ad attendere la decisione che verrà presa in via Rizzoli.

Ieri, in serata, in un comunicato ufficiale si è appreso che il Cda di Rcs “si è riservato ogni valutazione in merito, anche nell’ambito delle più ampie considerazioni in corso aventi ad oggetto le prospettive strategiche del Gruppo”.

Stando alle indiscrezioni, nel Cda di via Rizzoli le posizioni sarebbero divergenti, e l’Ad Pietro Scott Jovane punterebbe a vendere a una cifra più alta.

A proposito dell’offerta di Mondadori, l’Ad Mauri ha commentato: “Abbiamo linee di credito piuttosto capienti per reggere questa operazione e non è necessario un aumento di capitale. Poi venderemo la radio e questo ci aiuta”.

Si allungano dunque i tempi per la discussa operazione “Mondazzoli”. Senza dimenticare che, come ieri ha auspicato, intervistato da ilLibraio.it, Sandro Veronesi (autore Bompiani), sull’operazione dovrà eventualmente esprimersi l’Antitrust.

Ma a  proposito delle preoccupazioni degli scrittori, Mauri rassicura: “Se facciamo questa operazione il nostro patrimonio principale saranno gli autori. Non andremo a risparmiare. Quindi non devono avere preoccupazione, ma magari ci saranno più opportunità”.

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