“Finché non riusciremo ad accettarci e abbracciarci con grande vero e profondo amore, nonostante tutto, non avremo relazioni sane ed equilibrate…”. Le commedie natalizie, fatte di baci appassionati e matrimoni all’ultimo minuto, non rappresentano la realtà dell’amore. Lo sa bene Federica Bosco, autrice di “Controcanto di Natale”, che ha deciso di mettere da parte “l’amore da favola, bidimensionale, lineare”, per puntare a un sentimento più realistico, cercando così “principii e non principi”. Fino ad allora, i film di Natale si guarderanno in compagnia del cane, pronto ad amare, lui sì, in maniera incondizionata…

Fino a qualche anno fa, (diciamo una trentina), ciò che più amavo del periodo delle festività erano i film di Natale; quelli tipo L’amore non va in vacanza, dove per un fortuito scambio di case Cameron Diaz conosce Jude Law o dove la donna in carriera licenziata e mollata all’altare, torna nel paesino natio, dove incontra un veterinario vedovo con una figlia adorabile che finirà per sposare gli ultimi dieci minuti, dopo un ridicolo tira e molla di circa settanta.

La copertina di Controcanto di Natale

Ora, nonostante secondo il calcolo della probabilità, le possibilità che un simile evento si verifichi siano circa lo 0,001%, chi sono io per confutare un teorema matematico?

Pertanto mi crogiolavo ingenuamente nell’idea che, prima o poi, il grande amore avrebbe bussato alla mia porta e lo avrebbe fatto in una maniera magica e inaspettata.

Fa già ridere detto così, lo so, ma chiedo venia, avevo vent’anni.

Negli anni a venire, nonostante nei romanzi che scrivevo continuassi a procurare alla protagonista un lui affidabile, onesto e innamorato, in totale antitesi al verme anaffettivo e fedifrago di cui era irrimediabilmente innamorata, ho cominciato a rendermi conto che stavo scrivendo dei romanzi di fantascienza.

Sì, perché va bene la sospensione dell’incredulità per cui accetti per un’ora l’idea di credere ai fantasmi, va bene il calcolo delle probabilità per cui potenzialmente Brad Pitt potrebbe sbagliare numero e chiamarmi, ma siamo seri, il fatto che dopo dieci storie fallite si abbia diritto al lieto fine d’ufficio, come un premio fedeltà, non è più credibile.

E questo per un ben più semplice teorema: che le probabilità di incontrare il vero amore, sono direttamente proporzionali alla crescita personale.

E così fa meno ridere lo so, ma la realtà non fa mai piacere, per questo amiamo così tanto i film di Natale, perché ci offrono una bolla protettiva che, per sua natura, non ha spigoli dolorosi contro cui sbattere, ma solo morbide curve su cui adagiarsi.

La realtà, quella vera, ci obbliga a capire che l’amore da favola, bidimensionale, lineare (per fortuna) non esiste, perché l’idea di trovare qualcuno che sia bello, simpatico, onesto, sensibile, comprensivo e fedele e che sia disposto a prenderci così come siamo, coi nostri difetti peggiori, dando per scontato di essere perfette così (perché diciamoci la verità è quello che pensiamo di essere!), esiste in un solo luogo: il canile.

Esatto, qualcuno così è un cane, che è pronto a buttarsi fra le fiamme per amor nostro a prescindere.

E finché non saremo disposte ad affrontare e ad accettare le nostre debolezze, le nostre magagne, e soprattutto le nostre responsabilità, continueremo a girare intorno al pozzo cantando insieme agli uccellini, in attesa del principe.

Che è un’immagine da film horror se ci pensate bene.

Specialmente per le maniche a sbuffo.

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E solo quando avremo guardato in faccia la realtà e compreso che è solo ammettendo le proprie imperfezioni e lavorandoci su con costanza e umiltà che capiremo chi siamo veramente.

Solo allora cominceremo a vedere il quadro di insieme, e a renderci conto del perché certe cose sono andate sempre nello stesso modo, che non è stata sfortuna o Saturno contro, ma un reiterare infinito dello stesso schema, nella speranza di un risultato diverso. Finché non riusciremo ad accettarci e abbracciarci con grande vero e profondo amore, nonostante tutto, non avremo relazioni sane ed equilibrate. Solo allora capiremo cosa vogliamo veramente, e quello che ci interesserà degli altri sarà solo la loro vera essenza, il loro cuore; la risonanza con il nostro sentire più profondo. E finalmente cercheremo principii invece di principi!

Tutto il resto, i desideri di bambine, i sogni, li lasceremo andare, perché non ne avremo più bisogno, come abbiamo fatto con le rotelle della bicicletta, perché non ci servirà più un sostegno esterno per andare avanti ed essere stabili.

Saremo complete. E i film di Natale, li guarderemo ancora sedute sul divano, avvolte da una coperta calda, insieme al nostro cane.

L’AUTRICE E IL LIBRO – Scrittrice e sceneggiatrice, Federica Bosco ha al suo attivo un’ampia produzione di romanzi e vari manuali di self-help.

Il suo nuovo libro, Controcanto di Natale, edito da Newton Compton, è una favola natalizia ironica, “per chi ha smesso di credere nell’amore e per chi non smetterà mai di crederci”.

La trama? Per Filippo il Natale è solo una perdita di tempo. CEO di una multinazionale dello shopping online, vive per il profitto e disprezza tutto ciò che profuma di affetto, festa e tradizione. Niente auguri, niente brindisi, niente albero in ufficio. Nemmeno un permesso alla sua storica segretaria, Lidia, che vorrebbe solo andare a prendere la figlia all’aeroporto. Cinico e insofferente, l’unica che lo sopporta è Alexa. La sua idea del festeggiamento è un bicchiere di vino e una serie Netflix, ma la notte della Vigilia qualcosa cambia. Una misteriosa chiavetta USB. L’improbabile match su Tinder con una ragazza che somiglia a un folletto e che si presenta nel suo salotto da rivista con un enorme mastino napoletano. Un autista enigmatico che lo conduce in un futuro che non avrebbe mai immaginato. Quando si risveglia, nulla è più come prima. Inizia così una corsa contro il tempo per rimediare agli errori, ritrovare chi ha perso e scoprire che il vero regalo di Natale… è l’amore.

Con la Newton Compton Bosco ha pubblicato il suo libro di esordio, Mi piaci da morire, primo della trilogia che comprende anche L’amore non fa per me e L’amore mi perseguita. È stata finalista al Premio Bancarella con S.O.S. amore. Sempre per Newton Compton sono usciti, tra gli altri, Cercasi amore disperatamente, la Serie dell’Angelo (Innamorata di un angeloIl mio angelo segretoUn amore di angelo Un angelo per sempre), Il mio gatto mi detesta. Il diario di Sir Thomas e Natale con Sir Thomas.

Con Garzanti la scrittrice ha invece pubblicato, tra gli altri, Ci vediamo un giorno di questi (2017), Il nostro momento imperfetto (2018), Non perdiamoci di vista (2019) e Non dimenticarlo mai (2021) e Volevamo prendere il cielo.

Qui le sue riflessioni per ilLibraio.it.

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