Dopo il successo della “Trilogia dell’Area X” (adattamento cinematografico incluso), a più di dieci anni di distanza Jeff VanderMeer torna con “Assoluzione”, e racconta ciò che la trilogia cult non ci aveva ancora svelato. In una narrazione sospesa tra il simbolico e l’allucinatorio, lo scrittore riapre le porte di un mondo che avevamo imparato ad amare, introducendo alle origini da cui tutto è partito. Il risultato? Uno spunto onirico per riflettere sui limiti invalicabili del rapporto che abbiamo con il nostro pianeta
L’essere umano ha da sempre imparato a plasmare l’ambiente in cui vive. Ha capito presto come sfruttarne le risorse, si è spinto a deviare il corso dei fiumi per il proprio vantaggio, ha eliminato le minacce animali, una a una, fino a tagliarsi fuori dagli ecosistemi naturali, per osservarli dall’esterno come se fossero un suo giocattolo.
C’è però un limite che ha da sempre afflitto il predominio dell’uomo sul mondo naturale: la finitezza della sua conoscenza. Per secoli l’ignoto è stato un confine fisico oltre il quale non avventurarsi per la paura di ciò che vi si celava al di là: la punizione degli dèi per un atto di hybris, il nulla o il terrore della morte. Oggi, invece, quel limite è diventato più sfuggente, frammentato dalla presunta onnipotenza dell’umanità, che ogni giorno lo interroga, lo sfida e lo supera.

La trilogia dell’Area X (Annientamento, Autorità e Accettazione, traduzione di Cristina Mennella, Einaudi) di Jeff VanderMeer ruota proprio attorno a questo limite. Lo mette sotto i riflettori, al centro della scena, e per una volta lascia che a vincere la sfida sia ciò che sta dall’altra parte.
La storia della Trilogia ruota attorno all’Area X, una zona costiera isolata dal resto del mondo da una barriera invisibile, comparsa a seguito di un evento misterioso avvenuto decenni prima. All’interno, la natura si è trasformata, cambiando il codice profondo della sua genetica, e chiunque vi entri è soggetto agli stessi mutamenti fisici e psicologici che hanno alterato quell’angolo di costa.
L’Area X è uno spazio che mette costantemente in crisi il bisogno umano di comprendere e ordinare il mondo. Priva di punti di riferimento e di logiche riconoscibili, obbliga personaggi e lettori a confrontarsi con una natura che non si lascia leggere attraverso le categorie a cui siamo abituati.
La biologia di VanderMeer viene utilizzata per incantare e impaurire, affidando all’imprevedibilità il compito di edificare la sua narrazione. La sua flora e la sua fauna sono il codice con cui ha riscritto il canone della narrativa weird, lasciando una traccia indelebile nella storia del genere.

Le copertine delle edizioni italiane dei libri di VanderMeer, a cura dell’illustratore Lorenzo Ceccotti
I protagonisti di VanderMeer sono quindi privi di risorse, incongrui, nel nuovo ecosistema violento che gli si genera intorno. L’autore gioca con loro e con i lettori, li mette al centro di un mondo che pagina dopo pagina li divora e li restituisce indietro solo dopo averli digeriti e riadattati alla nuova dimensione del mondo.
Con Assoluzione (traduzione di Cristina Mennella, Einaudi), VanderMeer torna all’Area X, ne ripercorre le origini (prima ancora che fosse chiamata così) e ne esplora i sintomi iniziali. Dà al lettore nuovo materiale, nuovi personaggi, per addentrarsi nel mistero da una prospettiva inedita. L’intento è, ancora una volta, non quello di spiegare o di offrire soluzioni, ma quello di aggiungere complessità a un mondo che sfugge a tutti i tentativi di definizione.
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Jeff VanderMeer e l’Area X
Nato il 7 luglio 1968 a Bellefonte, in Pennsylvania, Jeff VanderMeer si afferma negli anni ’90 nell’ambito della weird fiction, un territorio letterario in cui horror, fantascienza e fantastico si intrecciano e si contaminano reciprocamente.

Jeff VanderMeer (foto Getty)
Nel corso della sua carriera è diventato una delle figure più rappresentative del New Weird, corrente di cui, insieme alla moglie Ann VanderMeer, ha contribuito a delineare i contorni teorici.
Nell’introduzione all’antologia The New Weird (Tachyon Publications), i due definiscono infatti il genere come “un tipo di narrativa urbana ambientata in un mondo secondario che sovverte le idee romantiche sul luogo tipiche del fantasy tradizionale, scegliendo invece modelli realistici e complessi del mondo reale come punto di partenza per la creazione di ambientazioni che possono combinare elementi sia della fantascienza sia del fantasy“.
In un profilo dedicato allo scrittore, il New Yorker lo ha definito “il Thoreau bizzarro”, sottolineando come nei suoi romanzi la natura non sia mai un semplice sfondo, ma una presenza attiva che cambia continuamente forma e ridefinisce il rapporto con chi la attraversa.
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La trilogia dell’Area X
Il successo internazionale di VanderMeer arriva nel 2014 con la pubblicazione, nell’arco di pochi mesi, di Annientamento, Autorità e Accettazione. I romanzi vengono accolti con entusiasmo dalla critica e dal pubblico. In particolare, Annientamento si aggiudica il Nebula Award e lo Shirley Jackson Award come miglior romanzo.
Nel corso degli anni, la trilogia ha superato il milione di copie vendute ed è stata tradotta in oltre 37 lingue. Nel 2018 Annullamento diventa anche un film diretto da Alex Garland, con Natalie Portman nel ruolo della Biologa.
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Assoluzione
Anche la nascita di Assoluzione ha qualcosa di insolito. VanderMeer ha raccontato di aver avuto l’idea del romanzo durante la notte del 31 luglio 2023, e di averlo scritto quasi senza interruzioni nei mesi successivi, completandolo entro la fine dell’anno.
Assoluzione si articola in tre sezioni, ciascuna delle quali racconta una spedizione in un momento diverso della storia dell’Area X. Tramite i tre racconti, l’autore restituisce tasselli elementari del grande enigma che ha costruito con la trilogia precedente.
Ogni personaggio, ogni evento, servono a intravedere il principio del mutamento, la sottile contaminazione che lenta, ma inarrestabile, cambierà per sempre quel lembo di terra. I pezzi però non sono mai sufficienti per ricostruire il disegno completo.
Più il racconto incalza, più il senso di distorsione del reale aumenta. VanderMeer lascia a chi legge il compito di trovare una via per avanzare nella nuova realtà costruita. I tre racconti di Assoluzione vengono utilizzati come porte d’accesso alla Trilogia dell’Area X, ma a ogni nuova rivelazione nuovi misteri ed enigmi si intrecciano alla storia originale.
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Anche nel caso di Assoluzione il paesaggio è sempre qualcosa di più di un’ambientazione. La costa diventa un organismo che cambia, reagisce e incorpora tutto ciò che entra in contatto con essa. Lo fa prima impercettibilmente, poi in maniera violenta, fino ad annullare tutto ciò che c’era stato prima.
Gli animali, le piante, le persone: tutti contribuiscono alla definizione di una nuova ecologia che altera gli equilibri del mondo. Il romanzo racconta le prime manifestazioni di questa trasformazione e amplia ulteriormente un universo narrativo che continua a distinguersi per la sua capacità di mettere in discussione il nostro modo di guardare la natura e i suoi confini.
In un momento in cui il rapporto tra uomo e natura si sta ridisegnando sotto pressioni sempre più urgenti e imprevedibili, la narrativa di VanderMeer offre uno spunto onirico per riflettere sui limiti invalicabili del rapporto che abbiamo con il nostro pianeta e mette al centro della narrazione quel mondo violento e pericolosissimo che siamo convinti di aver addomesticato.
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