“Non mi sono mai approcciato a nessun argomento in punta di piedi”, ci racconta Barbascura X, in occasione dell’uscita di “Bestie drogate”, in vista dell’incontro che si terrà a Base Milano, sabato 15 novembre, in occasione della seconda edizione di Books Friends Forever-Bookcity Milano, organizzata da ilLibraio.it. Il nuovo capitolo de “Il satiro scientifico” – progetto di divulgazione “sporca, cattiva e irresistibilmente intelligente” che ha precedentemente esplorato temi come sesso e le “seghe mentali” – torna a fondere scienza e satira (“Se il fine è la scienza, la comicità è il mezzo”), spingendosi in un territorio tanto affascinante quanto tabù: “Il termine droga è diventato sinonimo di ‘sostanza psicoattiva illegale’, ignorando che anche caffè, alcol, nicotina e molti medicinali lo sono…” – L’intervista
“La scienza è la mia droga preferita. Ma anche le droghe non scherzano…”. In Il satiro scientifico – Bestie drogate (Mondadori), Barbascura X – chimico, divulgatore, scrittore, youtuber e performer teatrale – torna a fare ciò che gli riesce meglio: unire la cultura scientifica al sarcasmo più irriverente. Dopo aver affrontato con lucidità e sfrontatezza temi come bruttezza, sesso, escrementi e “seghe mentali”, l’autore pugliese – ormai volto simbolo di una divulgazione “sporca, cattiva e irresistibilmente intelligente” – spinge ancora più in là il confine della “divulgazione pop”: stavolta, infatti, si parla di “droghe”.
Ma non solo: si parla di biologia e chimica, di pregiudizi sociali e morali, di streghe e scienziati, di molecole psichedeliche e di come esse abbiano influenzato l’arte, la musica e persino la scienza. Il tutto con quella lingua impastata di ironia e genio che ha reso Barbascura un fenomeno capace di tenere insieme palco, web e libreria.
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La sua è una divulgazione che non teme la blasfemia, ma che anzi la usa come leva per scardinare i tabù culturali, “vedendo il mondo bruciare”, come lui stesso ama dire. E in Bestie drogate la combustione è totale: tra stand-up, aneddoti scientifici e riflessioni pungenti sul nostro modo di “classificare” il piacere e la devianza, il Satiro scientifico racconta la storia delle sostanze che hanno cambiato l’uomo, con contributi di Daniele Gattano, Eva Munter, Riccardo Crivez, Daniela Tedone, Monir Ghassem, Jacopo De Luca, Luca Gentilucci, Yoko Yamada, Alessio Ciaffi, Tommaso Amadori, Daniele Tinti, Riccardo De Marco “il Dena”, Francesco Fanucchi, Stefania Smargiassi, Papucy, Barbara Ottolini, Federica Cacciola, Giacomo Moro Mauretto e Pietro Sparacino.
Negli ultimi anni – anche su ilLibraio.it – abbiamo seguito da vicino come la narrativa e la saggistica italiane e internazionali abbiano iniziato a raccontare in modo più consapevole e sfaccettato il tema delle sostanze psicotrope, tra dipendenze, neuroscienze e cultura pop. Ora Il satiro scientifico – Bestie drogate sembra portare questo discorso a un nuovo livello, come una vera e propria chimera tra divulgazione, comicità e critica. Come vede oggi lo stato del “racconto delle droghe” in Italia e in che modo pensa che il suo libro riesca a scardinare i cliché ancora legati a questo tema?
“Non è qualcosa che mi sia davvero chiesto quando ho avuto l’idea di preparare Bestie Drogate. Sono ormai 11 anni che faccio divulgazione, e amo fare le cose male. Non mi sono mai approcciato a nessun argomento in punta di piedi, e non inizierò oggi. Nel volume ci sono anche moltissimi pezzi scritti da amici stand up comedian, pezzi che non mi sorprenderei di scoprire divisivi, a tratti blasfemi. Ma va bene così, si chiama Satiro Scientifico alla fine, no? Il progetto è decisamente incentrato sulla divulgazione, ma non vuole minimamente essere pettinato. Sono per dire le cose come stanno, e smettere di trattare il lettore come un infante da proteggere. E se devo sfatare i miti sull’alcol, raccontare di come LSD sia stato mistificato e potrebbe aiutare in tanti, e sottolineare pericoli e ipocrisie che aleggiano sul tema droghe, lo faccio”.
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Bestie drogate , infatti, non è un manuale sulle sostanze, ma un esperimento di libertà linguistica e mentale, dove la divulgazione si contamina con la stand up e la satira si fa strumento di conoscenza. È un testo che ride del moralismo e, nel farlo, lo smaschera, mescolando la voce del chimico a quella del performer.
In questo equilibrio tra parodia e precisione scientifica risiede la cifra più autentica del “satiro scientifico”: un modo di fare cultura che non separa il rigore dal divertimento, ma li fonde in un’unica, esplosiva reazione.

Barbascura X, autore di Bestie Drogate, nuovo numero della rivista Mondadori Il satiro Scientifico.
Il suo stile è un mix di comicità, sarcasmo e cultura scientifica: ha mai avuto il timore che la comicità potesse in qualche modo “oscurare” o distorcere il messaggio divulgativo? Oppure ritiene che proprio l’ironia sia il modo più efficace per avvicinare il pubblico alla scienza?
“Se il fine è la scienza, la comicità è il mezzo. O almeno questo è quello che con me funziona, perché non potrei fare altrimenti, o dovrei fingermi quello che non sono. Non so se è il modo migliore di farlo, è solo il modo mio. Per il resto, non ho paura che una cosa oscuri l’altra, perché non ho mai amato molto le etichette. Indubbiamente ci sono volte in cui più che divulgare, voglio solo divertirmi. Ma mi dovrei preoccupare?”.
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Il libro promette di spiegare come funzionano le droghe nel corpo e nella mente: qual è la sostanza o il meccanismo che più l’ha sorpresa durante la ricerca? E, da chimico, ha una “droga preferita” dal punto di vista scientifico, una molecola che la affascina per la sua storia, la sua struttura o per l’effetto che produce sul cervello?
“Forse la più sorprendente è la psilocibina, quantomeno perché ha permesso la nascita di ipotesi evolutive assurde, come quella della Scimmia Drogata, di cui ho raccontato in un capitolo del libro in quanto ‘una vera e propria sega mentale’. La droga ‘preferita’, invece, è l’LSD. Se penso a quanta musica e quanta arte sia nata grazie a lei. Ma non solo: Kary Mullis, vincitore del premio Nobel per la chimica nel 1993, è colui che ha ideato una tecnica di laboratorio indispensabile che ha rivoluzionato la storia della scienza moderna: la PCR (reazione a catena della polimerasi). Era un abusatore seriale di LSD, e probabilmente dobbiamo alla droga anche questa idea”.

La seconda edizione di Books Friends Forever – Torna la due giorni dedicata ai libri che fanno incontrare le persone, organizzata in occasione di Bookcity e in collaborazione con ilLibraio.it. L’appuntamento è da Base Milano, sabato 15 e domenica 16 novembre. Tra gli ospiti di BFF 2025, artisti, autrici, autori e creator come Manuel Agnelli, Andrea Collins Amadio (@libriconfragole), Karim B., Barbascura X, Megi Bulla (@labibliotecadidaphne), Cristina Chiperi, Victor Diamandis, Erin Doom, Jolanda Di Virgilio, Cordelia Evora, Valentina Ferrari, Enrico Galiano, Valentina Ghetti, Ribes Halley, Felicia Kingsley, Martina Levato (@levv97), Fiore Manni, Marion Montaigne, Hazel Riley, Carmelo Romano (@timidalibreriadelriccio), Rossana Soldano, Zerocalcare, Ilenia Zodiaco (con un gruppo di lettura-gioco interattivo dedicato ai classici); in più, la festa per l’anniversario della collana Oscar Mondadori…) e le band di “Carne fresca” – Il programma completo (tutti gli eventi sono gratuiti, su prenotazione)
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Tra un aneddoto scientifico e un paradosso evolutivo, Barbascura trasforma la chimica in narrazione, mostrando come dietro ogni sostanza ci sia una storia fatta di scoperte, errori, serendipità e visioni. La psilocibina, l’LSD, la caffeina o l’alcol diventano così capitoli di una stessa enciclopedia dell’umano, dove curiosità e follia procedono a braccetto. È in questa prospettiva che Bestie drogate ribalta la narrazione tradizionale, proponendo una visione in cui il concetto stesso di “droga” si rivela fluido, relativo, persino politico.
Nel testo viene smontata e analizzata la definizione stessa di “droga”, ricordando – tra le altre cose – che anche il caffè è una sostanza psicoattiva. Secondo lei, oggi la parola “droga” serve ancora a descrivere qualcosa di concreto, o è diventata (soprattutto in ambiti come la politica e l’opinione pubblica) una categoria morale utile solo a delimitare ciò che è considerato accettabile o meno?
“È decisamente così. Il termine droga è diventato sinonimo di ‘sostanza psicoattiva illegale’, ignorando che anche caffè, alcol, nicotina e molti medicinali lo sono. Talvolta a definire una droga non è nemmeno un vero standard, quanto l’aspetto culturale. Se la storia avesse reso comune per un occidentale l’uso della marijuana come sonnifero (nella sua celebre formula di ninnacanna), o della ayahuasca come amaro post-prandiale, magari tradizionale per il cenone di Natale con sbocco annesso funzionale alla dieta, chissà come sarebbe la nostra società oggi”.
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Sempre più divulgatori, già apprezzati sui social, sono protagonisti anche a teatro: ne parleremo come detto a Base Milano, in occasione della seconda edizione di Books Friends Forever sabato 15 novembre, insieme a lei e ad altri ospiti. Con i suoi spettacoli, lei è stato tra i primi, sin dal 2019, a portare sul palco la propria esperienza da divulgatore scientifico (e da comico). Come spiega il bisogno, da parte del pubblico, di incontrarsi dal vivo – al di là degli schermi – e come pensa che si evolverà questa tendenza?
“Diciamo che ho scoperto con il tempo che quello spettacolo che stavo proponendo ricadeva anche nel comico. Quel primo spettacolo che organizzai a gennaio 2019, voleva essere una conferenza sulla storia della scienza. Ma la gente rideva. Fino a quel momento non avevo mai avuto un feedback così immediato, dato che mi ero per lo più limitato a fare video, e lì non hai nessuno da guardare negli occhi in tempo reale. Ho capito che mi ero approcciato a questa esperienza in maniera estremamente inconsapevole, e da lì in modo naturale è tutto, un po’ alla volta, maturato. Credo che il teatro piaccia tanto perché è un’esperienza drasticamente diversa e per tanti quasi esotica. Ci si può toccare, partecipare alla sua riuscita, e tutto quello che succede sul palco arriva in modo amplificato. Posso immaginare perché tanti creator inizino a solleticare l’idea, per me è diventato qualcosa di irrinunciabile”.
Parole che riassumono bene l’approccio di Barbascura X: una divulgazione che non si accontenta di spiegare, ma che cerca il contatto diretto, l’esperienza condivisa, la risata che diventa strumento di riflessione. Un modo di raccontare la scienza e la cultura pop capace di attraversare formati e linguaggi, dal web al teatro, fino alla pagina scritta.
E il suo nuovo libro Bestie drogate ne è la naturale estensione: un viaggio ironico, provocatorio e documentatissimo nel rapporto millenario tra esseri viventi e sostanze psicoattive. Un invito a guardare il mondo con occhi lucidi e mente accesa, anche quando parla di ciò che, da sempre, ci fa perdere la testa…
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