Francesca Antonia Scanagatta, celando la sua vera identità dietro un paio di pantaloni (come una vera e propria “Lady Oscar italiana”), prende il posto di suo fratello e si iscrive all’accademia militare. È il 1784, e “Franz” diventerà la prima donna a rivestire il ruolo di tenente nell’esercito austriaco. Benedetta Carrara, drammaturga e attrice, racconta (e interpreta) la sua storia nello spettacolo teatrale “Chiamatemi Franz”, selezionato al Milano Fringe Off Festival e al Catania Fringe Off Festival. La rappresentazione analizza il rapporto tra genere e ruolo sociale, attraverso la riscoperta di una figura storica eccezionale, ma poco nota, su cui l’autrice qui propone una riflessione: “La sua è un’eredità spirituale: il ricordo di una donna che non si lascia piegare dalle regole della società…”

Milano, 1801. Per le strade della città inizia a girare un libello in francese di appena 30 pagine.

“Se le guerriere immaginarie dei poeti e le eroine dei romanzi non mancano di intrattenere con la lettura persino le persone dal gusto più delicato, vi è da sperare che il pubblico – e il gentil sesso in particolare – non rifiuterà di accogliere con interesse le memorie di una fanciulla che, dopo essersi rapidamente istruita in una delle accademie militari più celebri d’Europa, ha consacrato il fiore dei suoi anni alla professione degli eroi. È Mademoiselle Scanagatti”.

Ma chi era “Mademoiselle Scanagatti”? E qual è la sua storia?

Francesca Antonia Scanagatta nasce il primo agosto 1776, figlia di Don Giuseppe Scanagatta e di Isabella de Villata.

Un susseguirsi di travestimenti e duelli

L’infanzia di Francesca è abbastanza ordinaria, anche se non mancano alcune bizzarrie. I primi anni, infatti, lei e i fratelli sono affidati alle cure di Madame Dupuis, bambinaia originaria di Strasburgo nonché ex attrice di Commedia dell’Arte. È proprio la bambinaia a incoraggiare la creatività e l’inclinazione istrionica dei piccoli Scanagatta: i vestiti diventano costumi di scena, il salotto un palcoscenico, le giornate un susseguirsi di travestimenti e duelli. Poi l’educazione di Francesca viene affidata alle monache del convento delle Dame della Visitazione. Per sette anni, Francesca è l’allieva modello, tanto che la Madre Superiore ne loda il carattere “dolce, saggio e ragionevole”.

Poi, tra il 1793 e il 1794, Don Giuseppe decide di fare un importante investimento nell’educazione dei figli: prende accordi per iscrivere il figlio Giacomo all’Accademia Militare Teresiana di Wiener-Neustadt, mentre destina Francesca a un convento viennese.

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Durante il viaggio, però, Giacomo si ammala. I medici non comprendono la natura del misterioso malessere, e le cure proposte non portano ad alcun miglioramento. Poi, una sera, Giacomo prende da parte la sorella, e le confessa che non vuole andare in Accademia.

Francesca si ritrova davanti a un bivio. Le scelte “sagge e ragionevoli” sono due: tornare a casa con il fratello e rimandare il viaggio a Vienna, oppure lasciare che il fratello torni a casa e terminare il viaggio da sola. Due percorsi possibili. Entrambi appropriati per una giovane gentildonna del diciottesimo secolo. Ma Francesca decide di percorrere una strada inedita: indossa gli abiti del fratello e parte per l’Accademia Militare.

Per tre anni frequenta lezioni di storia, matematica, geometria, si allena nella corsa, nel nuoto, nel salto, nel maneggio dello schioppo e della pistola, in quello della sciabola e del fioretto. Nel 1797, a poco più di vent’anni, si diploma a pieni voti e si arruola, combattendo con l’esercito austriaco contro Napoleone. Il suo valore militare è tale che ottiene la promozione a tenente.

Nel 1800, però, l’avventura finisce. Davanti all’inasprirsi dei conflitti, i genitori decidono di scrivere ai comandanti dell’esercito austriaco: svelano il segreto della figlia, e Franz viene congedato.

Francesca/Franz

Per un anno la storia rimane sotto silenzio. Ma la carta stampata si mette in mezzo, consacrando Francesca/Franz all’eternità.

Nel 1801, infatti, nelle strade di Milano si diffonde il Saggio sull’educazione della signorina Francesca Scanagatti. Nel 1843, Giacomo Lombroso include la sua biografia nel volume Vite dei primarj generali ed ufficiali italiani che si distinsero nelle guerre napoleoniche dal 1796 al 1815. E quando il tenente Scanagatta muore, la Militär-Zeitung (rivista militare stampata a Vienna) la omaggia dedicando ben sette pagine alla sua storia. Nel 1876, poi, il nipote Celestino Spini le dedica un’intera monografia, proponendola come esempio per l’educazione delle giovani madri italiane, e nei primi decenni del ‘900 la sua figura ispira la realizzazione di diversi film, tra cui la pellicola comica Fräulein Leutnant (1914).

Oggi, a 250 anni dalla sua nascita, Francesca continua ad essere studiata, riscoperta, amata. Nel 2023, Matteo Liberti la include nel volume Donne Guerriere (Newton Compton), consacrandola come paladina della parità di genere. Nel 2024, durante le celebrazioni per i 45 anni di Lady Oscar, il tenente Scanagatta diventa parte delle celebrazioni ed è ribattezzata la “la Lady Oscar italiana”.

Resta, però, un retrogusto amaro: nonostante il desiderio di autodeterminarsi, Francesca è costretta a fare i conti con una società che la vuole solo moglie e madre. Una società che le concede la pensione militare e la gloria, ma che le impedisce di continuare a inseguire il suo sogno di libertà. Una società che le ripete giorno dopo giorno “una rosa non sarà mai un lillà”. Ma l’eredità di Francesca, in fin dei conti, non è fatta di medaglie.

La sua è un’eredità spirituale: il ricordo di una donna che non si lascia piegare dalle regole della società. Una donna che si vede strappare dalle pagine avventurose della storia, ma che continua imperterrita a reclamare il suo spazio ogni volta che si firma “tenente Franz Scanagatta”.

La locandina di Chiamatemi Franz, spettacolo su Francesca Scanagatta

L’AUTRICE – Benedetta Carrara, classe 2000, nasce a Sondrio e si laurea in Lettere e in Scritture e Progetti per le Arti Visive e Performative presso l’Università di Pavia (qui i suoi articoli per ilLibraio.it).

Nel 2020 debutta nella scrittura teatrale con l’atto unico Una cosa bella (Divergenze), ispirato agli ultimi giorni di John Keats, collaborando poi con Matrice Teatro alla messa in scena. Nel 2021, il suo testo Monstrum è incluso nella Biblioteca Virtuale di Teatro i. Tra 2022 e 2023 fa il suo debutto alla regia con i progetti Rosmunda (ispirato alla regina longobarda, ne abbiamo parlato qui) e Ludo, di cui è anche autrice.

Nel 2023 è premiata per la drammaturgia Dio è al fronte? (scritto a quattro mani con Alberto Camanni) al concorso nazionale di drammaturgia “Teatro in cerca di Autore”, indetto da Ponte di Carta, e al Premio Sipario; lo spettacolo Dio è al fronte? (regia di Diana Manea) è poi rientrato nella selezione per il Milano Off Fringe Festival 2025, ottenendo diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Nel 2024 inizia a lavorare a I giorni di Caino, testo sulla Resistenza valtellinese. Nello stesso anno collabora con Stivalaccio Teatro come assistente alla regia per La Mandragola – Facetissima Commedia dell’Arte (regia di Michele Mori). Parallelamente, inizia a collaborare con Progetto Alfa ODV, curando la sezione teatro della Biennale di Sondrio.

Nel 2025 collabora con Antonio Roma a Markale – les roses sont faites, spettacolo incentrato sugli attentati al mercato di Sarajevo negli anni ’90. Nello stesso anno, con Matrice Teatro collabora con Italia Nostra APS per la realizzazione del podcast Italia Nostra: Custodi della bellezza, curando i testi e la regia delle puntate.

Benedetta Carrara interpreta Francesca Scanagatta

Benedetta Carrara interpreta Francesca Scanagatta, nella foto di Massimiliano Greco

LO SPETTACOLO TEATRALE A MILANO – Francesca Carrara è impegnata con il suo spettacolo Chiamatemi Franz, selezionato al Milano Fringe Off Festival e al Catania Fringe Off Festival. Ambientato nel 1794, in programma dall’1 al 4 ottobre allo Spazio OiT di via Nicola Antonio Porpora 14, a Milano), racconta di Francesca, che decide di sostituirsi al fratello e iscriversi all’accademia militare. Un paio di pantaloni, una sciabola, e diventa Franz, tenente dell’esercito austriaco. Una storia sul coraggio di essere sé stessi, al di là dei ruoli di genere.

Chiamatemi Franz nasce da un progetto di valorizzazione di Palazzo Valenti (Talamona), promosso da Valtellina Virtual (progetto di digitalizzazione del patrimonio materiale e immateriale ideato da Progetto Alfa OdV e Italia Nostra APS – Sezione di Sondrio) e su impulso del Comune di Talamona, dell’Assessore alla Cultura Alessandro Cian e della famiglia Valenti.

Partendo dalla biografia di Francesca Scanagatta (prima donna a rivestire il ruolo di tenente nell’esercito austriaco), lo spettacolo analizza il rapporto tra genere e ruolo sociale. Attraverso la riscoperta di una figura storica eccezionale, ma poco nota, si apre un confronto su come il genere influisce nell’educazione, nelle aspettative e nelle opportunità che vengono date al singolo, e su come tutto ciò viene raccontato e tramandato.

La regia è a cura di regia di Massimiliano Greco e Alice Sciarmella. Costumi di Maria Teresa Carrara. Con la collaborazione di Michele Mazzoleni. Progetto selezionato Call in bozza, Produzioni Y. Con il sostegno di Italia Nostra – sezione di Sondrio, Progetto Alfa OdV e Valtellina Virtual.

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Fotografia header: Francesca Scanagatta, interpretata da Benedetta Carrara , nella foto di Massimiliano Greco

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