“Oggi molte donne si sentono guerriere, che sia per farsi strada in un mondo in cambiamento, per liberarsi dagli stereotipi di bellezza o per affrontare le sfide quotidiane. Negli ultimi anni, l’editoria ha riscoperto il ricco patrimonio della letteratura greca e latina, ma anche la tradizione moderna (1492-1870), che da essa discende, offre tesori altrettanto significativi. Le eroine dei poemi rinascimentali, come Bradamante, Marfisa e Clorinda, incarnano forza e coraggio…”. Sara Rapino, docente di lettere, con il saggio “Guerriere – Storie di donne controcorrente” esplora tre grandi protagoniste dei poemi cavallereschi, simboli di una femminilità alternativa. E ne parla su ilLibraio.it

Guerriere. Credo che ogni donna, sotto sotto, oggi si senta un po’ guerriera. Se non altro perché vuole farsi strada in un mondo diverso per lei da quello di una manciata di decine di anni fa, o perché vuole liberarsi dal giogo di un’ideale di bellezza imposto e un po’ stereotipato, o semplicemente perché affronta con tenacia quotidiana le imprese di ogni giorno.

E se una donna, o un uomo, nel ritmo folle dei nostri giorni riesce a ritagliarsi del tempo sui mezzi, o addirittura dieci minuti prima di spegnere la luce e abbandonarsi tra le braccia di Morfeo, per leggere le pagine ristoratrici – si spera – di un libro, potrà scoprire che i classici riservano sorprese e messaggi che ci restituiscono il respiro.

Nella letteratura non esiste solo l’ideale di Elena, la donna più bella del mondo, o di Beatrice, Laura, Angelica: donne bellissime, donne-angelo (generalizzo per questione di sintesi), che essenzialmente sono fonte d’amore per poeti e personaggi. Esistono anche le Amazzoni, donne “forti come uomini”, come le definisce Omero nell’Iliade, e donne come Camilla, la combattente dell’Eneide, che riceve dal suo alleato Turno, rivale di Enea, il bellissimo titolo di “vergine onore d’Italia”. È da qualche anno che l’editoria dà voce al patrimonio meraviglioso della letteratura greca e latina, ma quella moderna (1492-1870), che da lì discende, non è da meno.

Bradamante, Marfisa e Clorinda, con la loro sorella minore Gildippe, sono le donne guerriere dei poemi rinascimentali dell’Orlando Innamorato e del Furioso, le prime due, e della Gerusalemme Liberata le altre.

Indossano elmo e armatura, imbracciano lancia e scudo, affrontano avventure e si lanciano nella battaglia. Sono valorose e coraggiose. E siccome la guerra è affare da uomini, è con loro – non contro! – che combattono. E così, inevitabilmente, si confrontano con l’amore. Ma il loro rapporto con questa sfera è ogni volta diverso.

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Abbiamo Bradamante, che ama Ruggiero e da lui è ricambiata, Marfisa, che non ama nessuno né viceversa, pur essendo bellissima, e Clorinda, per la quale brucia di passione il giovane Tancredi ma che ignora completamente questo sentimento.

Se dalla poesia cortese al Cinquecento la figura della donna era strettamente collegata al tema amoroso, colpisce allora il modo variegato con cui queste eroine si differenziano sul tema. Se oggi siamo un po’ stufi della solita storia della principessa innamorata del cavaliere, restiamo allora sorpresi di fronte a questa creatività.

Sono personaggi bellissimi proprio perché offrono un’immagine alternativa della donna, declinandone così le diverse sfaccettature. Bradamante è la più femminile in senso tradizionale, se vogliamo: se nell’Innamorato mostra il suo lato più ardito, nel Furioso lascia spazio ad un animo sensibile, sempre accanto al coraggio e a una vera e propria solidarietà femminile. Marfisa, l’erede più fedele dell’archetipo dell’Amazzone, ha un carattere duro e spietato nell’Innamorato (con risvolti comici), ma nel Furioso si aggiungono il senso di giustizia, di fedeltà e una grande generosità. A un certo punto la vediamo consolare proprio Bradamante disperata per il suo amore lontano. Ricorda quel tipo di donna un po’ rude ma dal cuore grande. E Clorinda: valorosa e ambiziosa, ignora la sua bellezza e il suo fascino. Osservata attraverso gli occhi del suo amante, mostra l’attraente sensualità femminile capace di irretire.

C’è di più. L’estetica di questi personaggi rispetta i canoni letterari del tempo: capelli biondi, occhi luminosi… Ma escono dal coro di un panorama uniforme e un po’ appiattito perché sono muscolose e dalla pelle brunita dal sole, come Marfisa, o alte e imponenti come Clorinda.

Come non ammirare allora questa bellezza alternativa, per noi che oggi siamo attenti a scovarla e valorizzarla?

In quest’epoca di dibattito sulla parità di genere che a volte si tinge dei tristi toni di una lotta tra i sessi, il rapporto tra guerriere e cavalieri ci richiama alla strada da percorrere: quella di un profondo rispetto. Donne e uomini lottano fianco a fianco, come Gildippe e suo marito Odoardo nella Liberata, e si riconoscono il reciproco valore. Sono donne che sanno di essere “forti come uomini”, come le Amazzoni, e da questi sono trattate con onore. I nemici sono quelli contro i quali gli stessi cavalieri uomini sguainerebbero le spade.

Se si nota di tanto in tanto la velata presa di distanza degli autori da simili modelli femminili, il messaggio positivo che trasmettono è però decisamente superiore per poterli accantonare. Tra i personaggi presentati in questo libro, ce n’è uno reale: Giovanna d’Arco, che condivide però con loro numerosi aspetti e scandalizzò i suoi giudici perché vestiva come un uomo. Non pochi erano i compagni d’arme dai quali era stimata, pur non mancando i suoi rivali scettici.

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Sono classici di più di cinquecento anni fa, ma come non rimanere sorpresi scovando questi messaggi che pizzicano le corde della nostra sensibilità, facendola risuonare?

Se oggi Amazon Prime volesse girare una serie inclusiva alla maniera de Gli anelli del potere su questi poemi, troverebbe pane per i suoi denti: anche se descritte secondo il canone di bellezza occidentale del tempo, Clorinda in realtà sarebbe una nera albina, perché figlia del re d’Etiopia, e Angelica una principessa cinese.

Guerriere di Sara Rapino

L’AUTRICE E IL LIBROSara Rapino è docente di lettere in un liceo di Milano e mamma di tre bambini. Dopo essersi laureata, in triennale e magistrale, con le tesi La dama diversa. Marfisa tra l’Innamorato e
il Furioso e Giovane donna in mezzo ’l campo apparse: Clorinda nella Gerusalemme Liberata, ha deciso di condividere le sue scoperte spinta anche dall’interesse vivace dimostrato dai suoi studenti.

In questi giorni in libreria con Guerriere – Storie di donne controcorrente (Edizioni Ares), un saggio che mira ad avvicinare lettori e lettrici alle figure di Bradamante, Marfisa e Clorinda, modelli di una femminilità alternativa e grandi combattenti protagoniste dei poemi cavallereschi del Rinascimento italiano: Orlando Innamorato, Orlando Furioso e Gerusalemme Liberata. L’autrice evidenzia analogie e differenze nel modo di porsi e di relazionarsi con le altre donne e gli altri uomini, un messaggio moderno e inaspettato.

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