“La ‘parità di genere’ è ancora un obiettivo lontano e difficile, che si raggiunge in alcuni settori ma che è lontana o assente in altri. La discriminazione è sostenuta da un forte e strutturato apparato culturale, che propone anche oggi – nella società moderna informatizzata e globalizzata – una gerarchia precisa fra il ‘primo’ e il ‘secondo’ sesso…”. Da non perdere la riflessione della scrittrice e giornalista Ritanna Armeni dal nuovo numero della guida “Leggere il mondo” del progetto Il Libraio Scuola (che si scarica gratuitamente dal nostro sito)

C’è stato un tempo – abbastanza lontano – in cui le donne non votavano.

C’è stato un tempo – più vicino – in cui non potevano svolgere alcune professioni. Non potevano fare i magistrati, per esempio.

C’è stato un tempo in cui – anche se nessuno formalmente lo proibiva – all’università non frequentavano facoltà scientifiche.

C’è stato un tempo in cui per lo stesso lavoro ricevevano uno stipendio inferiore a quello di un uomo.

C’è stato un tempo in cui gli uomini facevano carriera e le donne no. E ai vertici delle aziende, delle istituzioni erano assenti o costituivano solo rare eccezioni.

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Leggere il mondo 3 Il Libraio Scuola settembre 2024

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C’è stato un tempo in cui nella società vigeva una gerarchia precisa e la discriminazione fra i sessi era evidente. Diritti, incarichi, responsabilità, ruoli non erano suddivisi e valutati paritariamente, ma secondo un ordine antico e inappellabile.

Tempi passati? Non proprio. Discriminazioni superate? Solo in parte, spesso solo in piccola parte. La “parità di genere” è ancora un obiettivo lontano e difficile, che si raggiunge in alcuni settori ma che è lontana o assente in altri.

La discriminazione è sostenuta da un forte e strutturato apparato culturale, che propone anche oggi – nella società moderna informatizzata e globalizzata – una gerarchia precisa fra il “primo” e il “secondo” sesso.

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Una differenza col passato però c’è. Chi è discriminato non vuole più tacere e chiede esplicitamente la parità di genere. La diversità e la differenza fra i sessi non possono più essere motivo di diseguaglianza ma, all’opposto, occasione per costruire una parità nei diritti, nelle responsabilità e nelle opportunità in tutti i settori della società. A pensarci bene la richiesta della “parità di genere” non è che la prosecuzione di quanto si afferma nell’articolo 3 della Costituzione italiana: «Tutti i cittadini – hanno scritto i costituenti – hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». E poi hanno aggiunto: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

Soffermatevi su quel “di fatto”. Perché la rivendicazione della parità di genere non è che la richiesta della rimozione di quanto “di fatto” impedisce l’uguaglianza e la partecipazione di tutti alla vita sociale. Fu una donna, una delle poche ammesse nel gruppo dei costituenti che chiese l’inserimento nell’articolo 3 di quel “di fatto”. Si chiamava Teresa Mattei e aveva ben chiaro, anche quando nessuno lo esplicitava che la “parità di genere” – anche se proclamata nella Carta della Repubblica – era “di fatto” ancora da raggiungere.

Secondo voi, questo tempo è davvero passato?

L’AUTRICE – Ritanna Armeni è giornalista e scrittrice. Ha lavorato a Rinascita, il manifesto, l’Unità, Liberazione. Capo ufficio stampa di Fausto Bertinotti, è stata per quattro anni conduttrice di Otto e mezzo insieme a Giuliano Ferrara. Ponte alle Grazie ha in catalogo anche Di questo amore non si deve sapere, vincitore del Premio Comisso, Per strada è la felicità e Il secondo piano.

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IL NUOVO NUMERO DELLA GUIDA LEGGERE IL MONDO E IL PROGETTO IL LIBRAIO SCUOLAConsiderando cruciale il ruolo dei libri e delle storie nel percorso di crescita degli adolescenti, e fin dal suo esordio online nel 2014, la piattaforma ilLibraio.it dedica particolare attenzione, anche sui profili social del sito, a incentivare la lettura tra i più giovani e i dibattiti legati alla scuola e all’educazione.

L’obiettivo del progetto Il Libraio Scuola – partito nell’estate 2023 – è quello di proporre un luogo online interamente dedicato alla promozione della lettura nelle scuole superiori, accompagnato da uno strumento digitale innovativo, la guida periodica Leggere il mondo, per presentare alle insegnanti e agli insegnanti, e a chiunque interagisca con le studentesse e gli studenti, una selezione di letture e contenuti speciali. Oltre ad approfondimenti, notizie e consigli rivolti a docenti, educatori, famiglie, a chi lavora in biblioteca e in libreria e a chiunque si occupi di formazione.

Dopo i primi due numeri di Leggere il mondo e la partecipazione alla Bologna Children’s Book Fair e al Salone Internazionale del Libro di Torino con degli incontri dedicati, la guida torna con un nuovo numero, il terzo, in cui si dà spazio a circa 50 consigli di lettura, inseriti all’interno di 6 aree tematiche.

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