Alla Fiera “Più libri più liberi” si parla del presente e del futuro della lettura (i problemi permangono, soprattutto al Sud, in un Paese in cui oltre 15 milioni di persone non hanno letto neppure un libro, un ebook, o ascoltato un audiolibro quest’anno) con il confronto tra il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta e il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la presentazione degli ultimi dati sul mercato: dopo che le vendite avevano fatto registrare nei primi 10 mesi dell’anno una flessione a valore del 2,4% rispetto al 2024, un novembre positivo ha portato il mercato a ridurre il calo all’1,98%. “Il 2025 è stato un anno particolarmente complesso soprattutto per le piccole e medie case editrici”. Ma c’è ottimismo per il 2026: “L’arrivo dei 60 milioni di euro per le biblioteche, così come i 18 milioni della Carta Cultura per le famiglie meno abbienti e la ripartenza della Carta Docenti ci fanno sperare in una chiusura d’anno positiva, ma crediamo sia il momento di discutere di una legge per il libro che sostenga le imprese…” – I particolari
Nel primo giorno di Più libri più liberi (dopo le polemiche della vigilia sul caso Passaggio del Bosco), la Fiera nazionale della piccola e media editoria organizzata da AIE alla Nuvola dell’EUR a Roma, si è tenuto l’atteso confronto tra il presidente dell’Associazione Italiana Editori Innocenzo Cipolletta e il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Sono anche stati presentati gli ultimi dati sul mercato del libro, che segnano un miglioramento della situazione. L’editoria italiana “guarda con fiducia alla fine del 2025 e al 2026, sia sul versante del mercato che su quello delle politiche per il libro“.
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La crescita delle vendite nei canali trade a novembre (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati) porta infatti il mercato a ridurre la flessione complessiva negli undici mesi verso -1,98% rispetto all’anno precedente “e nelle prossime settimane e mesi si registrerà l’impatto positivo delle misure a sostegno della domanda”.

“Difficile fare previsioni per la fine dell’anno – ha spiegato Cipolletta -, ma l’arrivo dei 60 milioni per le biblioteche, così come i 18 milioni della Carta Cultura per le famiglie meno abbienti e la ripartenza della Carta Docenti ci fanno sperare in una chiusura d’anno positiva. Con il 2026 si apre una nuova fase e, sul versante delle politiche pubbliche, crediamo sia il momento di discutere di una legge per il libro che sostenga le imprese. Dopo il 2021 il mercato si è fermato: è necessario aprire una nuova fase, tenendo sempre fermo l’obiettivo di ridurre il gap negli indici di lettura che penalizza il Sud del Paese”.
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“Siamo contro ogni forma di censura”
Cipolletta è tornato anche sulle polemiche dei giorni scorsi: “Le idee sono al centro di questa Fiera e noi crediamo che le idee giuste finiscano sempre, grazie e attraverso il confronto, per prevalere su quelle sbagliate. Per questo Più Libri Più Liberi è una fiera plurale, aperta a tutte le idee, anche quelle che non ci piacciono. Siamo contro ogni forma di censura, perché essere contro la censura vuol dire difendere non solo chi la pensa come noi, ma soprattutto chi ha pensieri che non condividiamo e che anzi contrastiamo. Qui con noi ci sono più di 600 espositori, che sono imprenditori della cultura ma, molto di più ancora, rappresentano una varietà di idee, impostazioni, soggettività che fanno la nostra ricchezza, la ricchezza dell’editoria di questo Paese. Questa Fiera ha un valore nazionale, è un appuntamento che i lettori aspettano e noi ne siamo orgogliosi”.

“Il 2025 è stato un anno particolarmente complesso per le piccole e medie case editrici, e le prospettive future rendono sempre più urgente discutere di misure, meglio se organiche e nel quadro di una nuova legge di sistema per il libro, per accompagnare soprattutto le imprese che continuano a investire, agevolandole sul piano industriale e incentivando l’innovazione, in uno scenario in continua evoluzione caratterizzato, tra le altre cose, dall’Intelligenza Artificiale con il suo impatto sul mercato e i flussi di lavoro”, ha sottolineato dal canto suo Lorenzo Armando, presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE.
Il ministro della Cultura: “All’editoria oggi sono necessari incentivi per l’innovazione”
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha spiegato: “Sono d’accordo con voi: non amo parlare di sistemi sussidiati, ma all’editoria oggi sono necessari incentivi per l’innovazione. Lavoriamo quindi a un sistema di compenetrazione tra pubblico e privato per far sì che tale sostegno, essenziale, sia ben utilizzato. Dopo arriverà anche una legge per il libro, su cui l’iniziativa spetta al Parlamento. E in caso di legge delega, siamo ovviamente pronti a fare il nostro lavoro scrivendola insieme a voi e a tutti gli operatori del settore: ecco perché vogliamo avere un confronto serrato con le associazioni datoriali e quelle dei lavoratori. Per quel che concerne le biblioteche sono stati utilizzati tutti i 60 milioni stanziati e adesso ne arriveranno 180, che sono tanti, con la Carta Valore che finalmente premierà ciò che spesso è stato negato, il merito. Stiamo andando avanti per step, vogliamo mappare la situazione per un quadro d’insieme, e proprio per questo i vostri dati sono importanti”.
Giuli: “Meglio contestare che censurare o addirittura assentarsi”
Quanto alle polemiche su Passaggio nel Bosco, il ministro ha dichiarato: “Meglio contestare che censurare o addirittura assentarsi. Rispetto le scelte di chiunque: c’è chi ritiene che la Nuvola oggi sia inabitabile, non condivido ma lo rispetto”.
E veniamo ai dati sul 2025 dell’editoria italiana, in attesa dell’impatto delle vendite natalizie.
“Oltre 15 milioni di italiani non hanno letto libri nel 2025”
Partiamo dalla lettura, che cresce in tutte le fasce d’età nel corso degli ultimi 10 anni, anche se ancora oltre 15 milioni di italiani non hanno letto nei 12 mesi precedenti neppure un libro, un ebook, o ascoltato un audiolibro.
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Dal 2008 a oggi l’editoria libraria ha vissuto tre fasi diverse
L’analisi dell’ufficio studi di AIE sulla base dei dati NielsenIQ BookData evidenzia come dal 2008 a oggi l’editoria libraria ha vissuto tre fasi diverse. La prima ha visto, dopo una crescita nel 2008-2010, un brusco calo delle vendite fino a un minimo di 81,3 milioni di copie vendute nel 2016.
Dopo è seguita una stagione di forte crescita che ha accelerato dopo il Covid e che ha portato a un picco di 104,8 milioni di copie vendute nel 2021. In seguito tale crescita si è fermata e, nel 2024, le copie vendute sono state 102,6 milioni.

Novembre positivo (dopo mesi di calo)
Quanto al 2025, dopo che le vendite del mercato trade avevano fatto registrare nei primi dieci mesi dell’anno una flessione a valore del 2,4% rispetto al 2024, con vendite complessive pari a 1.128,8 milioni di euro, un novembre positivo ha portato il mercato a ridurre il calo all’1,98%.

Cali più accentuati tra piccoli e medi editori
I gruppi editoriali e i marchi collegati hanno registrato nel 2025 una crescita piatta rispetto all’anno precedente, gli editori oltre i 5 milioni di euro di vendite sono calati dell’1,9%, quelli con un giro d’affari tra 1 e 5 milioni di euro sono calati del 9,7%, quelli tra 500mila euro e un milione di venduto sono calati del 6,8%, quelli fino a 500mila euro di venduto sono calati del 6,5%.
Nella classifica dei libri più acquistati nei primi dieci mesi del 2025 pubblicati da editori sotto i 5 milioni di euro annui di vendite, troviamo sul podio Il dio dei boschi di Liz Moore, NN Editore, Lo svezzamento è vostro! Manuale pratico di autosvezzamento di Pediatra Carla, Sonda e Dammi mille baci di Tillie Cole, Always Publishing (qui le classifiche dei bestseller del 2025 finora, ndr)
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Il gap che penalizza il Meridione
Nel Sud, dove risiede il 34% della popolazione italiana, le lettrici e i lettori sono solo il 30% del totale e la percentuale di copie vendute nelle librerie fisiche e online e nei supermercati si ferma al 19% del totale (dati 2024). Una ricerca AIE ha evidenziato la correlazione tra indici di lettura bassi e infrastrutture per la lettura, librerie e biblioteche in primis, inadeguate. Da segnalare che l’assegnazione dei fondi per le biblioteche nel 2025 ha visto un riequilibrio a favore di Sud e Centro. Il Sud in particolare ha beneficiato del 31,2% dei fondi complessivamente stanziati, contro una quota del 23,2% nel 2023. Il Centro è passato dal 15,3% del 2023 al 16,2% del 2025.
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