Tra voci della contemporaneità e ritorni ai classici, a guidare la 30esima edizione del Festivaletteratura di Mantova (dal 9 al 13 settembre), sarà “ancora una volta la convinzione che la letteratura non sia soltanto un luogo della memoria o dell’immaginazione, ma uno strumento per vivere il presente e per continuare a coltivare insieme qualche sana utopia”. Tra gli ospiti, Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Emmanuel Carrère, Geoff Dyer, Mathias Énard, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, David Szalay, Ece Temelkuran, Irvine Welsh e Lea Ypi
La 30esima edizione di Festivaletteratura si terrà a Mantova da mercoledì 9 a domenica 13 settembre 2026. Tra gli ospiti in arrivo per questa speciale edizione, Niccolò Ammaniti, Nathacha Appanah, Alessandro Barbero, Tim Berners-Lee, Natasha Brown, Emmanuel Carrère, Gino Cecchettin, Francesco Costa, Geoff Dyer, Mathias Énard, Didier Fassin, Giovanni Lindo Ferretti, Amitav Ghosh, Isabella Hammad, Siri Hustvedt, Theodor Kallifatides, Kim Bo-young, Luciana Littizzetto, Sarah Lubala, Lorrie Moore, i Motus, Emma Nolde, Helen Oyeyemi, Gisèle Pelicot, Daniel Pennac, Bianca Pitzorno, Pajtim Statovci, Douglas Stuart, David Szalay, Ece Temelkuran, Hervé Tullet, Sandro Veronesi, Hélène Vignal, Eyal Weizman, Irvine Welsh, Tommy Wieringa, Andrea Wulf, Lea Ypi, Matteo Zuppi e molti altri.

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30 anni di “utopia felice”
Nella presentazione si legge: “Far vivere Mantova di letteratura per cinque giorni l’anno è l’utopia felice che il Festival da trent’anni rende possibile con determinazione e un po’ di sconsideratezza. Nonostante intorno tutto sia cambiato (o quasi), scrittrici e scrittori continuano ad arrivare da ogni dove per confrontarsi, le persone ad accalcarsi accanto a loro ad ascoltare, l’entusiasmo a diffondersi. Magia? Il primo volantino promozionale distribuito in città proclamava Festivaletteratura ‘manifestazione all’insegna del divertimento culturale’. La parola divertimento porta in sé l’idea di uscire dalla strada battuta, di cambiare volutamente direzione per portarsi altrove. Per mantenersi fedele a sé stesso – e tenere viva la sua utopia – Festivaletteratura ha cercato sempre di guardarsi attorno e tentare vie nuove, continuando a divertire e a divertirsi. E così sarà anche quest’anno, che è il trentennale, e magari l’anno prossimo ancora di più”.
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A questo festival di compleanno sono attesi quest’anno oltre 300 autrici e autori da tutto il mondo, “per dar vita a un programma impegnato ancora una volta a interrogare il presente senza semplificazioni, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla meraviglia”.
I temi della 30esima edizione
Quest’anno al Festival si discuterà di identità e appartenenza,” in un mondo in cui sempre più spesso ci sentiamo stranieri, e di cosa significhi avere trent’anni oggi”. Si guarderà “al mistero dell’Universo e del vivente e alla formidabile – e incontrollabile? – potenza delle nuove tecnologie“. Si proverà a “comprendere l’odio che sentiamo crescere intorno, a entrare nei nuovi conflitti di classe, a decifrare le regole che governano questo presente di eccezioni, a immaginare futuri ancora possibili”.
Omaggi a Ippolito Nievo e H.P Lovecraft
E per leggere le questioni più urgenti del nostro tempo, il Festival “si affiderà una volta di più ai grandi autori del passato”: Ippolito Nievo e H.P Lovecraft saranno i numi tutelari di questa 30esima edizione “per la passione letteraria onnivora e per la fascinazione oscura per l’ignoto”.
Tra voci della contemporaneità e ritorni ai classici, a guidare il Festival sarà “ancora una volta la convinzione che la letteratura non sia soltanto un luogo della memoria o dell’immaginazione, ma uno strumento per vivere il presente e per continuare a coltivare insieme qualche sana utopia”.
Ma la trentesima vuole essere anche un’edizione di festa, con musica dai balconi, parate strampalate, racconti in trenta parole, improbabili musei etnografici e serate scanzonate.
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