Ecco i libri candidati all’edizione 2026 del Premio Vero, riconoscimento rivolto a libri di non fiction, giornalistici e divulgativi – I particolari

Al Salone del libro in corso a Torino è stata presentata la terza edizione del Premio Vero, riconoscimento rivolto ai libri di non fiction, giornalistici e divulgativi, pubblicati in Italia, e ideato da Il Post, insieme alla Fondazione Peccioliper , “per valorizzare l’impegno di autori ed editori che si dedicano a ‘spiegare il mondo’”.

La rosa dei 16 titoli candidati della terza edizione, selezionati da una giuria presieduta da Marino Sinibaldi e composta da Ludovica Lugli, Luca Sofri, Fabrizio Franceschini e Giovanni Volpi, è stata annunciata durante un incontro a cui hanno partecipato Lugli, Sinibaldi e Sofri, avviando così il percorso che i libri e i loro autori seguiranno da regolamento fino all’annuncio del testo vincitore, che avverrà durante la cerimonia di premiazione, in programma per il prossimo 5 dicembre nell’ambito della manifestazione Pensavo Peccioli: A Natale libri per te.

Premio Vero

Sinibaldi ha spiegato: “Come ogni anno scegliendo i libri candidati al Premio Vero ci siamo misurati con la capacità di autori e autrici italiane di osservare il mondo che hanno intorno e riuscire a raccontarlo. Con una varietà di linguaggio, anche all’interno dell’assenza di finzione, e soprattutto di temi: perché il mondo di oggi è un posto pericoloso e drammatico ma anche per questo molto interessante, pieno di cose che meritano di essere conosciute, condivise e spiegate meglio”.

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 Ecco i 16 libri candidati all’edizione 2026:

  1. Rosi Braidotti, Jennifer Guerra e Giorgia Serughetti, Giù le mani dal femminismo (Rizzoli)
  2. Sandra Cane, Una poetica del paradosso (Produzioni Nero)
  3. Sergio Della Sala, Perché dimentichiamo. Una scienza dell’oblio (Feltrinelli)
  4. Alaa Faraj, Perché ero ragazzo (Sellerio)
  5. Bruno Giussani, La mente sotto assedio. Come non lasciarsi manipolare nell’era dell’intelligenza artificiale (Edizioni Casagrande)
  6. Elena Granata, La città è di tutti. Ciò che ha valore non ha prezzo (Einaudi)
  7. Claudio Lagomarsini, Come scoprire il Graal. Storie di cavalieri, occultisti, cercatori (Einaudi)
  8. Bruno Manfellotto, Voglio uccidere Mussolini. Vita e trame degli attentatori del Duce (Editori Laterza)
  9. Tonia Mastrobuoni, La peste. Indagine sulla destra in Germania (Feltrinelli)
  10. Valerio Mattioli, Novanta – Una controstoria culturale (Einaudi)
  11. Giada Messetti, Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto (Mondadori)
  12. Daniela Minerva, Medicina femminile plurale. Il sapere delle donne nella storia (Bollati Boringhieri)
  13. Vera Paggi e Lorenza Pleuteri, E poi torno anch’io. La storia di cinque operai deportati a Mauthausen (Mimesis Edizioni)
  14. Cinzia Pozzi, #Malati. Com’è cambiato il nostro modo di stare male (o bene) nell’era dei social network (Codice Edizioni)
  15. Widad Tamimi, Dal fiume al mare. Storia della mia famiglia divisa tra due popoli (Feltrinelli)
  16. Daniela Tommasini, In Groenlandia. La terra del nulla e del tutto: un diario d’amore (Ponte alle Grazie)

Il regolamento prevede che i librai e le libraie di 20 librerie indipendenti da tutta Italia esprimano il loro giudizio sulle opere in concorso, creando la short list, mentre la fase conclusiva del voto verrà affidata a 250 abbonati del Post con il contributo del gruppo di lettura non fiction della Biblioteca Comunale Fonte Mazzola di Peccioli, che esprimerà un voto unico.

Nel percorso a tappe che è stato pensato per tenere conto delle diverse esperienze di lettura da parte di critici, librai e lettori, venti librerie, scelte ogni anno in modo da rappresentare l’intero territorio nazionale, saranno chiamate, attraverso il loro voto, a stilare la short list dei quattro finalisti, che sarà annunciata il 2 luglio a Peccioli, nell’ambito del Festival 11 Lune.

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Di pari passo si procederà alla composizione della giuria di 250 lettori tra gli abbonati del Post, che dal 25 maggio potranno candidarsi attraverso un’apposita pagina online; le persone estratte per far parte della giuria potranno indicare, da metà ottobre a metà novembre, attraverso un form online, la loro preferenza per uno dei 4 titoli finalisti.

Il libro che riceverà il maggior numero di voti sarà dichiarato vincitore del Premio con un riconoscimento in denaro di seimila euro; per gli autori degli altri libri finalisti è previsto un riconoscimento di mille euro. In caso di parità di voti tra due o più libri, la vittoria sarà attribuita per decisione del Consiglio direttivo con il voto della maggioranza dei suoi membri.

La prima edizione del Premio Vero, nel 2024, è stata vinta da Valentina Furlanetto con Cento giorni che non torno – Storie di pazzia, di ribellione e di libertà (Editori Laterza), mentre nel 2025 il premio è stato assegnato a Francesca Cicculli e Stefania Prandi per Agro Punjab. Lo sfruttamento dei sikh nelle campagne di Latina (Nottetempo).

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