Il 19 e il 20 settembre torna “Mantova – Libri Mappe Stampe”, la mostra mercato nel chiostro del Museo Diocesano Francesco Gonzaga, giunta alla 14esima edizione. In occasione dell’appuntamento dedicato a collezionisti di libri antichi, mappe storiche e stampe d’epoca, si rifletterà sull’importanza del cartaceo rispetto al trattamento riservato ai libri da parte dell’intelligenza artificiale… – I particolari
Se l’intelligenza artificiale ha sempre più bisogno dei libri per alimentare i propri sistemi, che cosa accade al valore dell’originale quando di un volume viene conservato soltanto il contenuto digitale?
La domanda è diventata particolarmente attuale dopo la recente inchiesta di 404 Media, ripresa in Italia da Il Sole 24 Ore, sulle attività di acquisizione e digitalizzazione di grandi quantità di libri da parte di Amazon. Secondo quanto riportato, alcuni volumi, anche rari e fuori catalogo, vengono sottoposti a un processo di scansione che comporta la rimozione della rilegatura e la separazione delle pagine, con la conseguente distruzione dell’esemplare. Amazon, dal canto suo, ha confermato l’acquisto dei libri e ha collegato l’attività allo sviluppo e al miglioramento dei propri prodotti e servizi.
La vicenda porta in primo piano un paradosso della rivoluzione digitale: più la tecnologia ha bisogno dei libri come fonte di informazione, più diventa importante interrogarsi su ciò che rende un libro qualcosa di diverso dal solo contenuto che contiene.

È da questa riflessione che prende spunto la 14esima edizione di Mantova Libri Mappe Stampe, la mostra mercato dedicata al libro antico e raro, alla cartografia e alle stampe d’epoca, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre nel chiostro del Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova.
La storia della manifestazione affonda le proprie radici nel 1975, quando nacque con il nome di Il Frontespizio, diventando una delle esperienze più longeve in Italia dedicate all’antiquariato librario e al collezionismo cartaceo.
Nel contesto attuale, il libro storico, come si legge nella presentazione, “ricorda che la conoscenza non coincide soltanto con le informazioni contenute nelle sue pagine. La carta, la legatura, le annotazioni manoscritte, i segni lasciati dai lettori, la provenienza e la storia di un esemplare fanno parte della sua identità e costituiscono una testimonianza che la semplice riproduzione digitale non può restituire nella sua interezza”. Il libro antico non è, quindi, solo un contenitore di dati: “è esso stesso un documento”.
“In un momento in cui l’intelligenza artificiale apre scenari nuovi sul rapporto tra uomo e tecnologia, il libro antico ci ricorda che la conoscenza non è fatta soltanto di contenuti. Un libro è anche materia, storia, provenienza e testimonianza di chi lo ha posseduto e letto. Il nostro obiettivo è creare un luogo in cui questa dimensione possa essere riscoperta e condivisa”, aggiunge a questo proposito Elisabetta Casanova, curatrice della manifestazione.
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La manifestazione riunirà circa 50 espositori provenienti dall’Italia e da diversi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Cipro, Regno Unito, Paesi Bassi e Ungheria. Saranno presenti librerie antiquarie e commercianti specializzati in libri rari, cartografia e stampe d’epoca, con un’offerta rivolta a bibliofili, collezionisti, studiosi e appassionati.
Tra le opere presentate, un Libro dei Lamenti in ebraico, stampato a Mantova nel 1720, che contiene a pagina 78 una preghiera dedicata all’incendio del 1610 che distrusse la sinagoga della famiglia Porto nel ghetto mantovano, insieme agli arredi sacri, ai rotoli della Torah e a documenti.
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Presente anche la prima edizione di Des canons, des munitions? Merci! Des logis… S.V.P., pubblicata nel 1938 dall’architetto Le Corbusier. Il titolo – Cannoni, munizioni? Grazie! Case… per favore – mette in relazione la spesa per gli armamenti con la necessità di costruire abitazioni.
Tra gli altri esemplari di rilievo figurano gli Statuti di Treviso, stampati a Venezia nel 1574, testimonianza della storia giuridica e sociale dell’Italia del Cinquecento e delle concezioni dell’epoca in materia di sessualità e omosessualità; la prima traduzione completa dell’Odissea di Omero pubblicata a stampa in italiano, realizzata da Girolamo Baccelli e stampata a Firenze nel 1582; e Kodachrome di Luigi Ghirri, prima edizione pubblicata a Modena nel 1978, opera fondamentale della fotografia italiana contemporanea.
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