A due mesi di distanza dall’iniziativa della Global Sumud Flotilla – cinquanta imbarcazioni che salparono per rompere il blocco navale di Israele – in libreria arriva “Wahoo! Un’Odissea al contrario” di Vanni Bianconi, che era a bordo di una delle navi. Un’opera tra diario e cronaca politica, tra testimonianza delle paure e resoconto del viaggio (e delle sue conseguenze) – I particolari
Quando nei prossimi mesi e anni si penserà al settembre 2025 molti, probabilmente, ricorderanno le cinquanta imbarcazioni che hanno deciso di salpare verso Gaza sfidando il blocco navale imposto da Israele.
Cinquanta imbarcazioni, provenienti da diverse nazioni, con a bordo cibo e medicinali, riunite sotto il nome di Global Sumud Flotillia.
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A distanza di due mesi circa, marcos y marcos porta in libreria un testo che difficilmente si racchiude in una sola definizione: Wahoo! – questo il nome dell’opera, ma anche di una di quelle navi – è infatti il diario di bordo di quel viaggio e, al tempo stesso, la raccolta delle paure di quei giorni; è la cronaca e “la riflessione politica di quell’atto sovversivo”, e la testimonianza del carcere, del maltempo e di ciò che si lascia quando si prende la via del mare.

Il libro è arricchito dalla testimonianza di Qasem Waleed, fisico e scrittore palestinese che vive a Gaza
Wahoo! Un’Odissea al contrario è il nuovo libro di Vanni Bianconi – ideatore e direttore del festival di letteratura e traduzione Babel, e responsabile dei programmi culturali della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana -, che a settembre era a bordo proprio di quell’imbarcazione.
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