Dalla stregoneria all’Odissea, passando per la figura di Lidia Poët (e le prime avvocate), fino ad arrivare all’impatto del cambiamento climatico e dell’intelligenza artificiale e alla libertà di pensiero nell’era delle neurotecnologie: una selezione di saggi consigliati per l’auto-aggiornamento delle insegnanti e degli insegnanti delle scuole superiori (dal nuovo numero della guida digitale gratuita “Leggere il mondo” del progetto “Il Libraio Scuola”)

SUL PASSATO

Raccontare la caccia alle streghe oggi contro la discriminazione

Malefiche

Ridare voce a tante persone (soprattutto donne) che sono state denunciate o tacciate di stregoneria è un modo per “restituire loro una dignità che la storia ufficiale ha a lungo negato”: lo scrive Giovanna Potenza nella prefazione di Malefiche – Storia della caccia alle streghe in Italia (Ponte alle Grazie, 2026). L’autrice, dottore di ricerca in Scienze filosofiche, propone una ricerca aggiornata che muove dallo studio lessicale dei tanti nomi attribuiti alle streghe.

Tali declinazioni rispecchiano sfumature diverse, a seconda delle leggende e della cultura di un determinato luogo. È però comune che vengano colpite figure non integrate della società, come levatrici, erboriste, guaritrici… Potenza affronta poi una trattazione cronologicamente orientata che dal Trecento e dal divampare dei processi per stregoneria, specialmente con l’Inquisizione, si spinge fino al termine delle persecuzioni a fine del Settecento. Un valore aggiunto da portare in classe sono le oltre cinquanta pagine di apparato con una sintesi quantitativa e comparativa dei processi per stregoneria documentati nel nostro paese tra XIV e XVIII secolo.

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La storia paradossale delle prime avvocate

Lidia Poët e le prime avvocate

Per chi insegna diritto, ma anche per chi desidera condividere in classe un approfondimento sulla discriminazione di genere in ambito professionale, Lidia Poët e le prime avvocate (Bollati Boringhieri, 2026) offre uno sguardo originale sul mondo della giurisprudenza. Alberto Nicòtina, ricercatore e docente di Diritto europeo, parte da un paradosso: al 1876 risale una legge che ammette le donne all’università italiana, eppure nessuno si è chiesto cosa sarebbe successo se una donna avesse voluto esercitare la professione di avvocato.

Sei anni dopo arriva la domanda di iscrizione all’ordine degli avvocati di Lidia Poët: dapprima l’avvocata viene ammessa, successivamente esclusa. La sua storia, di recente narrata anche nella serie tv La legge di Lidia Poët, si intreccia alle vicende di altre avvocate e di intellettuali che si fanno carico di denunciare sui giornali l’emarginazione di tante laureate. Si distingue invece la storia dell’avvocata rumena Sarmiza Bilcescu, prima donna a ottenere un dottorato alla Sorbona e poi l’iscrizione all’albo degli avvocati (senza alcuna revoca successiva). La battaglia legale e culturale che viene combattuta animosamente è un esempio rilevante da commentare in classe, in quanto dà prova del percorso tortuoso e pieno di ostacoli necessario per l’affermazione di tanti diritti che oggigiorno tendiamo a dare per scontati. Un’appendice con numerose lettere che si sono scambiate i protagonisti del saggio li rende tangibili e testimonia la loro determinazione.

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Il romanzo più bello del mondo

Il più bel romanzo del mondo. L’Odissea raccontata da Nicola Gardini

Nicola Gardini, professore di Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford, presenta una rilettura dell’Odissea omerica attraverso passi commentati e ritradotti in occasione di questo libro. Le sfide sono molteplici; per quanto riguarda la traduzione, adottare un italiano trasparente, privo di arcaismi o vocaboli estranei all’uso comune, si accompagna al desiderio di riprodurre un ritmo che omaggi l’esametro originario e sia molto adatto anche a una lettura ad alta voce. In merito ai contenuti, riuscire a selezionare le informazioni e divulgarle in modo preciso ma accessibile, senza addentrarsi nelle tante questioni filologiche, richiede grande equilibrio. Ed è proprio all’insegna dell’equilibrio che quest’opera di Gardini ripercorre efficacemente, libro per libro, i temi-chiave che non smettono di stupire i lettori di ogni epoca, mettendo in luce connessioni suggestive.

L’Odissea viene letta riflettendo “sulla complessità che le è propria, risultato di una lunga sedimentazione culturale, opera di un ingegno supremo e panoramica rappresentazione dell’essere umano, considerato come soggetto privato e sociale, affettivo e razionale, corporeo e spirituale“. Portare in classe quest’opera consente nei licei classici, ad esempio, di analizzare contrastivamente le traduzioni di Gardini e quelle tradizionali; negli altri istituti, le interpretazioni tematiche possono essere di esempio per la costruzione delle analisi del testo.

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SUL FUTURO

Le nuove città ai tempi del cambiamento climatico

Il secolo nomade

Gaia Vince, ricercatrice onoraria all’University College London e giornalista scientifica, in Il secolo nomade – Come sopravvivere al disastro climatico (Bollati Boringhieri, 2023; traduzione di Giuliana Olivero) parte da un presupposto: tra cinquant’anni molte zone risulteranno inabitabili e circa 3,5 miliardi di persone dovranno spostarsi. I migranti climatici, già numerosi oggigiorno, si moltiplicheranno e sarà necessario prepararsi per tempo: dal momento che questo si verificherà di certo, senza allarmismi ma con il desiderio di agire strategicamente e non in modo raffazzonato quando ci sarà l’emergenza, Vince propone una riflessione più ampia sulle città del futuro.

Non solo si interroga su quali zone del mondo saranno allora più ospitali, ma delinea le caratteristiche che tali città dovranno avere. Certamente occorrerà adattarsi e l’urbanistica per come la intendiamo oggi non sarà la stessa; tuttavia possiamo avere “città resilienti”, come le definisce Vince, ma anche risorse quali cibo ed energia, a condizione di cambiare le abitudini attuali. Premessa di tutto il saggio è accettare il cambiamento, pianificare e gestire al meglio ciò che abbiamo oggi per costruire luoghi abitabili domani. Per la trasversalità dei temi trattati, il saggio si presta sia per uno studio scientifico del cambiamento climatico, sia per progetti in classe che virino verso l’antropologia e l’architettura.

Fare chiarezza sull’intelligenza artificiale

L’onda che verrà

Sempre all’insegna dei cambiamenti globali che stiamo attraversando, L’onda che verrà – Intelligenza artificiale e potere nel XXI secolo (Garzanti, 2024; traduzione di Francesco Zago) di Mustafa Suleyman con Michael Bhaskar è uno strumento prezioso. Suleyman, che è stato tra gli ideatori di DeepMind, una delle aziende leader nel settore dell’intelligenza artificiale, e vicepresidente dell’area AI di Google, rivela quanto interi settori verranno rivoluzionati dall’impiego massiccio dell’intelligenza artificiale: a suo parere, la vera sfida attuale non sarà “creare e sprigionare il potere della tecnologia”, ma il suo “contenimento”, al fine di “assicurarci che continui a servire noi e il nostro pianeta”.

Dall’ambito chimico, biologico e medico a quello bellico, possedere tecnologie di intelligenza artificiale avanzate farà la differenza nella ridistribuzione del potere e della ricchezza. A partire da queste considerazioni, il libro affronta importanti e complesse situazioni geopolitiche per poi spostarsi sulle possibili soluzioni per il contenimento sapiente dell’IA e per non essere colpiti da un suo uso indiscriminato. L’opera è fortemente trasversale: oltre a dispensare spunti tecnologici, si aggancia alla storia, all’educazione civica e agli studi scientifici.

Difendere la privacy e la libertà personale ai tempi di Internet

Difendere il nostro cervello

Per quanto possa sembrare in parte distopico, quanto raccontato da Nita Farahany, studiosa di etica, diritto e filosofia, è già realtà. Solo che non ce ne accorgiamo fino in fondo. Difendere il nostro cervello (Bollati Boringhieri, 2024; traduzione di Francesca Pe’) è un saggio che esplora con grande chiarezza come le neurotecnologie impiegate dalla medicina, dalle multinazionali e dai governi stiano ormai arrivando a violare la nostra mente. Indossiamo con leggerezza dispositivi neurali, come smartwatch o fasce elettroniche, che monitorano aspetti della nostra vita e condividono dati sulle nostre abitudini o sulla nostra salute: ne otteniamo benefici, ma a quale prezzo?

Proprio su questo rapporto costi-benefici si muove l’indagine bioetica di Farahani, che ospita esempi di esperimenti dai risultati a dir poco inquietanti. Nel campo aziendale, dispositivi per monitorare la stanchezza sul lavoro o per sorvegliare che cosa effettivamente stiano facendo i dipendenti non sono così lontani dall’essere messi sul mercato. Questo è solo uno dei tanti esempi che Farahany mette in campo per avvertire i suoi lettori, ma non mancano le speranze per il futuro: “Riconoscere un diritto umano internazionale alla libertà cognitiva trasformerebbe in una chiara priorità giuridica la protezione delle nostre esperienze mentali, alla stessa stregua delle esperienze fisiche. Il che guiderebbe le future discussioni sull’implementazione della neurotecnologia negli ospedali, nelle scuole, nei luoghi di lavoro o da parte delle forze armate”. Dalla filosofia alla tecnologia, dalla scienza all’educazione civica, questo è un saggio che, se accompagnato da una spiegazione, può stimolare un dibattito acceso in classe.

Leggere il mondo estate 2026 il Libraio Scuola

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IL PROGETTO IL LIBRAIO SCUOLA CONTINUA – In vista delle vacanze estive 2026, torna Il Libraio Scuola, il nostro progetto dedicato a promuovere la lettura tra i ragazzi e le ragazze, e rivolto a docenti delle scuole superiori, genitori, e a chi lavora in associazioni, librerie e biblioteche.

Scarica la nuova guida gratuita digitale Leggere il mondo 5 (da cui è tratto l’articolo) e guarda (o ascolta) le nuove puntate del video-podcast Merlino. Qui tutti i particolari.

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