Saeed Jan Qureshi era il punto di riferimento per chi frequentava la grande libreria di Islamabad specializzata in libri e riviste in lingua inglese ed era capace anche di chiudere un occhio ogni tanto verso i bambini che rubavano i libri dai suoi scaffali: il vecchio libraio pensava infatti che un libro rubato da un ragazzino fosse comunque un investimento per un futuro in cui le persone leggeranno ancora. Su ilLibraio.it la sua storia

Dopo la morte del padre, Ahmad Saeed ha preso il suo posto dietro la grande scrivania al pianterreno della grande libreria di famiglia. Dopo qualche tempo, alcuni uomini anziani hanno iniziato a entrare in libreria cercando Ahmad per saldare i debiti che avevano accumulato da giovani.

Siamo a Islamabad (la capitale del Pakistan) e la libreria in questione è la Saeed Book Bank, fondata dal padre di Ahmad Saeed, Saeed Jan Qureshi, scomparso lo scorso settembre. I “debitori” in processione sono i bambini che spesso Qureshi scopriva a rubare libri dai suoi scaffali ma che non ha mai punito: il libraio pensava infatti che un libro rubato da un ragazzino rappresenta comunque un investimento per un futuro in cui le persone leggeranno ancora, e quelli saranno i suoi clienti.

L’amore di Saeed Jan Qureshi per i libri nasce da piccolo, quando inizia a lavorare nella biblioteca di Mir Banda Ali, padrone del feudo in cui abitava la famiglia di Qureshi, un territorio così grande da comprendere al suo interno cinque stazioni ferroviarie. Qui il piccolo Qureshi aveva il compito di spolverare gli scaffali contenenti i preziosi libri del latifondista, ma non riusciva a resistere al fascino di tutte le storie che si celavano in quelle pagine. Così un giorno il padrone lo sorprende a leggere un libro invece di lavorare: gli ordina di tornare immediatamente a lavorare, aggiungendo che, se vuole, può portarsi a casa il libro e riportarlo una volta finito, a patto che non lo rovini. Qureshi non ha la possibilità di frequentare la scuola superiore, ma diventa un accanito lettore grazie alla generosità del padrone e, dopo la scuola, inizia a lavorare in una libreria a Peshawar, dove più tardi, negli anni Cinquanta apre una sua libreria.

Durante la Guerra Fredda, Peshawar era prima un avamposto dell’esercito americano nella lotta contro l’Unione Sovietica in Pakistan, poi una base militare e più tardi una base d’operazione della CIA. La città era dunque frequentata da molti americani ed è proprio assecondando i loro gusti e proponendo libri nella loro lingua che Qureshi costruisce il successo della libreria. In seguito, con l’avvento del terrorismo e del fondamentalismo islamico, particolarmente radicato a Peshawar, la città diventa pericolosa per un libraio, specie se propone testi ritenuti “eretici” come quelli di Karen Armstrong e dello scienziato Richard Dawkins. Costretto a chiudere il negozio a Peshawar, Qureshi lo riapre a Islamabad, la capitale, dove, nonostante la città sia inospitale per i diplomatici e gli stranieri, una larga maggioranza dei cittadini pakistani legge libri in lingua inglese.

La Saeed Book Bank ha così modo di crescere, fino ad arrivare a occupare i cinque piani attuali e a dare lavoro a 92 impiegati. Saeed Jan Qureshi diventa il punto di riferimento di chi entra in libreria per ricevere consigli di lettura (tra cui non può mancare Fallen Leaves di William Durant) e amplia continuamente l’offerta di libri e riviste frequentando, insieme al figlio Ahmad, le principali fiere dell’editoria mondiali, da Francoforte a Nuova Dehli, non riuscendo però a recarsi mai negli Stati Uniti per un problema con il visto.

Qureshi ha assicurato una buona educazione ai propri figli, che adesso hanno preso in mano le redini della libreria: Ahmad ha una laurea in amministrazione e cura l’ambizioso progetto di rendere automatizzato il magazzino della libreria e di rimodernare il sito di vendita online che registra già vendite per 1000 dollari al giorno, in un paese dove la carta di credito è ancora una novità.

Per il padre, i libri erano molto più che un lavoro, racconta Ahmad Saeed al New York Times, narrando un episodio successo molti anni prima, quando il padre aveva sorpreso un bambino a rubare un libro e gli aveva detto: “È bello che ti piacciano i libri. Ogni sera puoi prendere un libro da leggere a casa, a patto che tu me lo riporti non rovinato, così che io lo possa ancora vendere“. Questo bambino, ormai cresciuto, è adesso il vice rettore dell’Università di Iqra, a Islamabad, e afferma: “Tutto quello che sono diventato lo devo a tuo padre”.

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