Dopo giorni di polemiche, arriva la svolta: "Gli organizzatori ci hanno assicurato che revocheranno il contratto con Altaforte", spiega il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino. Ma l'editore Francesco Polacchi replica: "Faremo sicuramente causa" - Gli aggiornamenti

Dopo giorni di polemiche sulla presenza tra gli stand del Lingotto di Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound, arriva la svolta: come si legge su Repubblica.it, la Città di Torino e la Regione Piemonte, soci fondatori del Salone, hanno chiesto alla associazione “Torino, la città del libro”, al Circolo dei Lettori e al Comitato di indirizzo del Salone del Libro che organizzano la manifestazione, di rescindere il contratto.

“Gli organizzatori ci hanno assicurato che revocheranno il contratto con Altaforte”, dichiara il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino.

Come si legge su Corriere.it, Sergio Chiamparino, Chiara Appendino e Nicola Lagioia in diretta Facebook hanno annunciato la decisione tutta politica, come ha precisato il presidente della Regione Piemonte, di tenere Altaforte fuori dal Lingotto: “È una scelta politica di cui ci assumiamo tutta la responsabilità, non potevamo permettere che certe ideologie entrassero in un Salone fortemente orientato ai temi dell’antifascismo, vista anche la coincidenza del centenario dalla nascita di Primo Levi”.

Arriva anche la risposta di Francesco Polacchi, editore di Altaforte, che si dice pronto a non lasciare lo stand: “Faremo sicuramente causa”.

Interviene il direttore del Salone del libro, Nicola Lagioia: “Halina Birenbaum farà una lectio inaugurale domani proprio per segnare da che parte stiamo. La sua assenza sarebbe stata uno sfregio per l’evento e per Torino”. E ancora: “Ho chiamato Carlo Ginzburg e ZeroCalcare per dir loro di preparare le valigie e venire a Torino”.

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