Già ben prima dell'avvento del "colosso" Mondazzoli, le polemiche sullo Strega non mancavano. Inevitabilmente, ci si chiede che senso abbia il premio dopo la discussa acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori. Tra l'altro, già si vocifera di una candidatura importante per il 2016, quella di Niccolò Ammaniti (Einaudi Stile Libero). ilLibraio.it ne ha parlato con Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci, che auspica "un All-Star Game, una settantesima edizione da sogno" (con tanto di nomi di possibili grandi ritorni al premio, ndr) e sottolinea: "Se ci esprimiamo in termini sportivi non è come se, relativamente alle vicende del premio, per 'il resto del mondo' questo grande raggruppamento esistesse già da tempo?". Quindi aggiunge: "La preoccupazione precocissima circa le ricadute della fusione sui premi letterari l’ho trovata fin dall’inizio sorprendente e, se posso, un po’ strumentale (...). Le candidature che gli editori esprimono al Premio Strega non sono automatiche. Oltre all’avallo dei due Amici della domenica previsto per ogni libro candidato, c’è un Comitato direttivo che in ultima analisi definisce la dozzina dei concorrenti..." - L'intervista e lo speciale

Già ben prima dell’avvento del “colosso” Mondazzoli (qui il nostro speciale sulla discussa acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori, in attesa dell’intervento dell’Antitrust nei prossimi mesi) le polemiche sullo Strega non mancavano. Anzi, probabilmente rappresentavano, e rappresentano, l’essenza stessa del più importante e discusso premio letterario italiano. Inevitabile, dunque, che già da mesi ci si interroghi sul senso che avrà lo Strega nell’era-“Mondazzoli”, considerato che negli ultimi anni il premio è stato praticamente dominato da case editrici appartenenti ai gruppi Mondadori e Rcs Libri.

Non è un caso che un folto gruppo di piccoli editori abbia già cercato altre strade, ideando il Premio Sinbad (nel comitato Promotore marchi come Elliot, minimum fax, nottetempo, la Nuova Frontiera, Il Saggiatore, Iperborea, 66thand2nd, ODEI – Osservatorio degli Editori Indipendenti, APE – Associazione Pugliese Editori, Besa Editrice, Comune di Bari e Regione Puglia), che nella prima edizione vede tra i finalisti autori come Tommaso Pincio e Annie Ernaux.

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Tra l’altro, come ogni anno e anche questa volta con larghissimo anticipo, circolano le prime voci sui probabili candidati. E, come conferma anche un retroscena pubblicato dall’Huffington Post, pare proprio che nel 2016 torni al Ninfeo di Villa Giulia Niccolo Ammaniti, in libreria con Anna (Einaudi Stile Libero), e già trionfatore allo Strega con Come Dio comanda. Un nome di primissimo piano, dunque, per il “nuovo” gruppo Mondadori. E vittoria già annunciata quasi un anno prima (e non sarebbe certo la prima volta…)?

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Ci è parso il momento di parlarne con Stefano Petrocchi (nella foto sopra), direttore della Fondazione Bellonci. Che, tra l’altro, via Facebook ha commentato tra i primi l’eventuale candidatura di Ammaniti: “Le indiscrezioni sullo Strega cominciano ogni anno un po’ prima. Questa volta riguardano il best seller del momento, Anna di Niccolò Ammaniti (Einaudi). Da tempo penso sia del tutto normale che chi ha già vinto il premio possa concorrere e magari vincere di nuovo. Il regolamento non lo vieta perché il riconoscimento va al libro, non alla carriera dell’autore. All’estero accade in tutti i maggiori premi letterari. Allo Strega è accaduto una sola volta con Volponi (1965 e 1991), mentre Cassola si ripresentò nel ’71 senza bissare il successo di La ragazza di Bube (1960). In vista dell’edizione 2016 una stagione già molto ricca offre la possibilità di avere in gara – oltre ad Ammaniti e in rigoroso ordine di pubblicazione – Edoardo Nesi (L’estate infinita, Bompiani), Maurizio Maggiani (Il romanzo della Nazione, Feltrinelli), Claudio Magris (Non luogo a procedere, Garzanti) e Dacia Maraini (La bambina e il sognatore, Rizzoli), mentre sta per arrivare in libreria anche Antonio Pennacchi con Canale Mussolini. Parte seconda (Mondadori). Se concorressero tutti sarebbe un All-Star Game, una settantesima edizione da sogno”.

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Non è la prima volta che Petrocchi auspica la possibilità di un ritorno al premio dei vincitori di precedenti edizioni. Questa volta fa di più: è lui stesso a esporsi e a proporre dei nomi, tra l’altro tutti particolarmente importanti.

Lo scorso 30 giugno, lo stesso Petrocchi aveva commentato proprio con ilLibraio.it l’impatto sul premio dell’acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori:  “Dal punto di vista del premio non credo che, nel caso l’operazione andasse in porto, cambierà molto. Mi auguro che alle case editrici venga data sempre autonomia nelle scelte. In ogni caso, il regolamento dello Strega prevede già, una volta pervenute tutte le candidature, una prima scrematura, affidata al Comitato direttivo”. Poi l’operazione è diventata realtà.

Stamattina abbiamo (ri)chiesto al direttore della Fondazione che senso può avere, tenuto conto del passato recente, un premio come lo Strega con l’avvento del “colosso”. Il rischio, tra l’altro, è che in cinquina entrino più libri di marchi del “nuovo” gruppo “Mondazzoli”. E non a caso, in tanti si chiedono se la Fondazione Bellonci stia studiando dei “freni”… A ilLibraio.it Petrocchi prima ricorda che “le case editrici targate Mondadori e quelle RcsLibri (ora acquisite dal primo gruppo) hanno vinto gli ultimi dieci Strega”. E quindi argomenta: “Se ci esprimiamo in termini sportivi non è come se, relativamente alle vicende del premio, per ‘il resto del mondo’ questo grande raggruppamento esistesse già da tempo? La preoccupazione precocissima circa le ricadute della fusione sui premi letterari l’ho trovata fin dall’inizio sorprendente e, se posso, un po’ strumentale. Ma comprendo il bisogno di nutrire di un po’ di sana polemica discorsi che possono risultare astratti come quelli che riguardano le alchimie aziendali”. Quindi torna al suo post su Facebook di stamattina: “Vagheggiando la possibilità che concorrano allo Strega alcuni degli scrittori che lo hanno già vinto vorrei riportare l’attenzione, se posso, sugli autori (più che sugli editori), sui libri che hanno appena licenziato e sulle traiettorie letterarie (più che editoriali) che hanno seguito in questi anni“. E sui possibili “freni” da parte della Fondazione aggiunge: “Come ho già risposto in passato, le candidature che gli editori esprimono al Premio Strega non sono automatiche. Oltre all’avallo dei due Amici della domenica previsto per ogni libro candidato, c’è un Comitato direttivo che in ultima analisi definisce la dozzina dei concorrenti, valutando libro per libro e caso per caso. Funziona così anche il Premio Strega Ragazze e Ragazzi di cui lunedì sapremo i finalisti. Anche in questo caso c’è un Comitato scientifico che ha esaminato le candidature degli editori e ha scelto i libri che accedono al voto della giuria dei ragazzi. Non resta che aspettare per conoscere la loro selezione”. Dunque, Petrocchi fa intendere che la selezione del Comitato potrebbe essere decisiva.

Nel frattempo, come anticipato dallo stesso direttore della Fondazione, il 9 novembre si conosceranno le due cinquine della prima edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi (ecco i 55 libri candidati nelle due categorie: una per testi destinati alla fascia di lettori dai 6 ai 10 anni, l’altra alla fascia di lettori dagli 11 ai 15 anni). In questo caso saranno i lettori più giovani a decretare con il loro voto le opere vincitrici…

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