C'era inevitabile curiosità per la serata finale della prima edizione del Premio letterario DeA Planeta, promosso da DeA Planeta Libri, non solo per i 150mila euro in palio...

C’era inevitabile curiosità per la serata finale della prima edizione del Premio letterario DeA Planeta, promosso da DeA Planeta Libri, non solo per i 150mila euro in palio, ma anche perché, come abbiamo raccontato, in cinquina erano presenti ben tre autori sotto pseudonimo. Al termine, solo uno è stato svelato, il vincitore. O, meglio, la vincitrice: Simona Sparaco (nella foto di Grazia Ippolito – Rosebud, ndr), con l’opera inedita Nel silenzio delle nostre parole, presentato come “un romanzo corale sulle distanze invisibili che spesso ci separano dalle persone che abbiamo accanto”.

Gli altri quattro romanzi finalisti erano La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo).

Nel corso della cerimonia di premiazione, al Blue Note di Milano, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e di ospiti della cultura, dell’imprenditoria e del giornalismo, la giuria composta da Massimo Carlotto (scrittore), Marco Drago (presidente Gruppo De Agostini), Claudio Giunta (docente e saggista), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva) e Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli) ha  dunque proclamato Sparaco (che ha concorso con lo pseudonimo di Diego Tommasini) vincitrice del Premio DeA Planeta.

“Abbiamo letto opere di buon livello e riconosciuto che più di una meriterebbe un futuro editoriale. Volevamo un libro di cui innamorarsi, ricco di emozioni, con una storia universale. Personalmente, ho versato molte lacrime leggendolo, ed è quello che amo di una storia: che riesca a farsi strada nel mio cuore”, spiega Rosaria Renna, portavoce della giuria.

La vincitrice, in passato già finalista al Premio Strega e al Premio Bancarella, si è aggiudicata non solo i 150mila euro in palio, ma anche la pubblicazione in Italia con DeA Planeta (della narrativa italiana della casa editrice si occupa Stefano Izzo) e in lingua spagnola con case editrici del Gruppo Planeta, insieme alle traduzioni in inglese e francese.

“È una doppia vittoria per me. La stesura di questo libro – racconta Simona Sparaco – mi ha accompagnato durante tutta la gravidanza. E non era un libro facile da scrivere in quelle condizioni. Ma quando ho saputo che la data di consegna dei manoscritti per il bando coincideva con la presunta data del parto, ho letto questa coincidenza come un segno e mi sono fatta coraggio. Tommaso è nato insieme al libro, due mesi fa, e insieme a suo fratello Diego mi ha suggerito il nome da scegliere per lo pseudonimo. Mi hanno fatto da cavalieri, per sostenermi qualora il romanzo non fosse stato notato, e mi hanno regalato l’emozione di essere letta dai giurati come se fossi un esordiente, e uomo. Sono davvero molto onorata ed emozionata! Le storie dei miei personaggi si ispirano ai fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra, che prese fuoco, scioccando mezzo mondo, me compresa. Le mie storie però sono una finzione che mi è servita come pretesto per raccontare la difficoltà di comunicare tra genitori e figli, l’incapacità di mostrarci, proprio alle persone che ci sono più vicine, per quello che siamo”.

Nel silenzio delle nostre parole sarà presentato in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 11 maggio e sarà in vendita in tutte le librerie e gli store online dal 14 maggio. Sparaco sarà poi protagonista di un tour di presentazioni in Italia e all’estero.

Durante la serata al Blue Note, condotta da Andrea Delogu con Neri Marcorè, è intervenuto Javier Sierra, giornalista e scrittore, vincitore del Premio Planeta 2017 con il romanzo Fuoco invisibile, edito in Italia da DeA Planeta. L’accompagnamento musicale è stato proposto dalla jazzista catalana Andrea Motis, mentre la cena è stata curata dallo chef stellato Stefano Cerveni e servita dagli allievi della Scuola Oliver Twist di Cometa.

“Questa prima edizione – sottolinea Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato DeA Planeta Libri – si è conclusa con un successo confermato dai numeri (…). Tutte le opere finaliste sono di alto livello, e certamente più manoscritti della selezione sono meritevoli di pubblicazione“. “Il gruppo De Agostini ha molto diversificato le sue attività in Italia e all’estero, ma mantiene un impegno nel settore editoriale, che rappresenta la sua storia centenaria – aggiunge Marco Drago, Presidente del Gruppo De Agostini – Per questo abbiamo unito le nostre attività italiane nel mondo dei libri trade al know how internazionale del gruppo Planeta”.

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