Negli ultimi trent’anni il mondo del calcio è cambiato radicalmente, e insieme a lui i suoi tifosi - Su ilLibraio.it un estratto da "Storia reazionaria del calcio" di Massimo Fini e Giancarlo Padovan

Cartellini dei giocatori scambiati come azioni finanziarie, moltiplicazioni di coppe e tornei, calciatori che sembrano sempre di più atleti olimpici, pay-per-view, var, censura negli stadi e un giro di soldi miliardario: negli ultimi trent’anni il mondo del calcio è cambiato radicalmente, e insieme a lui i suoi tifosi, che in un paese ossessionato dal pallone come l’Italia vuol dire la stragrande maggioranza della popolazione.

Storia reazionaria del calcio

Da rito collettivo nazionale in cui sublimare le proprie passioni e frustrazioni, lo sport più bello del mondo è nei fatti diventato una forma di intrattenimento individuale, da consumare preferibilmente sul divano di casa. Tra storia culturale e autobiografia, nel libro Storia reazionaria del calcio – I cambiamenti della società vissuti attraverso il mondo del pallone (Marsilio) lo scrittoree giornalista Massimo Fini e il giornalista sportivo Giancarlo Padovan raccontano attraverso questi cambiamenti l’imbarbarimento della società italiana, senza più regole né confini, che insieme a Maldini e alle “maldinate” e al Gre- No-Li, il tridente d’attacco tutto svedese del Milan formato da Gren, Nordahl e Liedholm, ha perso il rispetto sacro per la partita, che per metà del secolo scorso è stata forse il raro momento in cui, al di là delle differenze sociali, per novanta minuti ogni domenica gli italiani potevano sentirsi tutti uguali…

Come spiegano gli autori nell’introduzione, “anche se parliamo, e molto, di calcio, questo non è un libro sul calcio. Quello che viene comunemente definito ‘il più bel gioco del mondo’ è uno specchio della società, e non fra i più marginali, vista la sua enorme diffusione ed enfatizzazione, che interseca la vita di tutti noi, anche di chi al calcio è poco interessato o addirittura non lo vede di buon occhio…”.

Ma per Fini e Padovan Storia reazionaria del calcio per i due autori è anche, e forse soprattutto, l’occasione per raccontarsi, soffermarsi sul proprio percorso personale e professionale e, perché no, togliersi qualche sassolino.

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