"Delle librerie richiedenti, oltre 1700, meno del 50% sono state ammesse ai benefici". L'Ali Confcommercio critica le modalità di assegnazione del credito d’imposta: "Un meccanismo discutibile, non basato su un criterio di equità tale da consentire a tutti di partecipare dei benefici"

Nei giorni scorsi, come abbiamo raccontato nei dettagli, Paolo Ambrosini, presidente dell’Associazione librai italiani, aveva protestato per i tagli alle agevolazioni per le librerie da parte del governo Lega-5Stelle

Ora l’Ali Confcommercio, attraverso una nota, interviene per criticare le modalità di assegnazione del credito d’imposta alle librerie: “Un meccanismo discutibile, non basato su un criterio di equità tale da consentire a tutti di partecipare dei benefici”. Per l’Associazione Librai Italiani “si è introdotta una modalità che differenzia i piccolissimi, quasi sempre senza personale dipendente, dalle piccole librerie con maggiore imprenditorialità (uno o due dipendenti) che pure soffrono della crisi del settore, creando così figli e figliastri”.

La polemica è a seguito della pubblicazione, da parte della Direzione Generale Biblioteche del MiBac, delle graduatorie delle librerie ammesse al riconoscimento del credito d’imposta (tax credit). Per il provvedimento sono stati stanziati per l’anno corrente 4 milioni di euro, “un fondo certamente insufficiente – continua Ali – ma che poteva rappresentare un primo segnale d’aiuto per il settore librario. Delle librerie richiedenti, oltre 1700, meno del 50% sono state ammesse ai benefici”.

Si legge nel comunicato: “Troviamo questo meccanismo profondamente ingiusto, anche perché in alcuni casi sono state premiate librerie aperte da pochi mesi, e sono state escluse librerie presenti e attive nel territorio da anni. Tutto questo è destinato a creare squilibri territoriali con le aziende che operano nelle stesse realtà. Riteniamo che, introdurre un meccanismo di così profonda ineguaglianza nella categoria avrà ricadute fortemente negative”. La nota si conclude così: “Facciamo appello al ministro Alberto Bonisoli affinché con sensibilità valuti la situazione e adotti provvedimenti che garantiscano criteri di democrazia per il corrente anno così come esprimiamo l’auspicio che le misure di sostegno al settore siano in futuro incrementate e non ridotte”.

LA PRESA DI POSIZIONE DEL MINISTRO BONISOLI

A proposito del ministro dei Beni e le Attività Culturali, proprio oggi Bonisoli ha parlato a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico delle scuole civiche di Milano: “L’editoria è molto importante e una delle cose che faremo, anche con il mio ministero, sarà aiutare tutta l’editoria italiana, gli editori piccoli e i grandi, ma anche le librerie e i distributori per farsi conoscere di più a livello internazionale”. Quanto alla polemica sulla libertà di stampa, per il ministro “fino a quando saranno pubblicati libri che non mi piacciono vuol dire che siamo in democrazia, e io voglio vivere in un Paese democratico”.

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