Bernard Quiriny, considerato l’erede di Marcel Aymé, il maestro della letteratura fantastica francese, torna in libreria con "Vite coniugali", una sorta di esilarante bestiario borghese, in cui l'autore affonda la penna nell'inchiostro dell’assurdo e racconta le contraddizioni di una contemporaneità in cui si mescolano i paradossi dell’amore e della convivenza...

Dopo aver pubblicato La biblioteca di Gould, L’affare Mayerling e Storie assassine (tutti usciti per L’Orma), Bernard Quiriny, considerato l’erede di Marcel Aymé, il maestro della letteratura fantastica francese, torna in libreria con un romanzo che indaga la convivenza di coppia: Vite coniugali (L’orma, traduzione di Nicolò Petruzzella).

Quiriny - Vite coniugali

Vivere insieme è un mestiere difficile. Bisogna farci il callo, relegare in un cantuccio le proprie nevrosi e poi, di tanto in tanto, escogitare un diversivo. C’è chi prende di petto la questione e, fatte le valigie, parte alla volta di un arcipelago lontano per svernare con l’amato all’ombra dei banani e chi, come gli idiosincratici sedentari di Parigi, si limita a peripli di pochi giorni nei dintorni della città.

Altri si rifugiano nei libri e consacrano un’intera esistenza a un grande autore, salvo poi accorgersi che era un emerito imbecille. Ma, in fondo, poteva andare peggio: qualcuno, vittima di un fato bizzoso, si ritrova a sposare più e più volte la stessa donna, o a nascere nell’inaccessibile Pomenia, dove due popoli secessionisti, pur di non incontrarsi mai, si riducono a vivere a orari alterni nella capitale contesa.

In questa sorta di esilarante bestiario borghese, Quiriny, classe ’78, vincitore di numerosi riconoscimenti, docente di diritto all’Università della Borgogna e critico per alcune delle più importanti riviste francesi tra cui Le Magazine Littéraire, affonda la penna nell’inchiostro dell’assurdo e racconta le contraddizioni di una contemporaneità spesso inospitale in cui si mescolano i paradossi dell’amore e della convivenza.

 

nota: la foto è tratta dal sito de L’orma editore

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