L'affascinante storia della cucciola di orsa, Winnie, che ha ispirato uno dei personaggi della letteratura per bambini più conosciuti al mondo...

Winnie the Pooh è esistito davvero? Sembra di sì, stando a quanto racconta Lindsay Mattick al Guardian (da cui sono tratte le immagini sotto, ndr). Nel suo libro illustrato Finding Winnie, Lindasay narra la straordinaria storia del bisnonno, Harry Colebourn, e della sua amicizia con un orso di nome Winnie.

Colebourn lasciò la Gran Bretagna per trasferirsi in Canada e si arruolò nei Canadian Army Veterinarian Corps allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, per accudire i cavalli dell’esercito canadese. Il 24 agosto 1914, durante un viaggio in treno, Harry comprò una cucciola di orso per 20 dollari e le diede il nomeWinniepeg“, poi abbreviato in “Winnie“. La cucciola fu così adottata da tutto il reggimento di Harry e li seguì nel loro trasferimento in Inghilterra, a Salisbury, dove rimase con loro per quattro mesi. Winnie era un’eccellente navigatrice e intratteneva i soldati con la sua natura giocosa.

Ma il reggimento di Colebourn venne richiamato al confine con la Francia, un posto davvero poco adatto per un piccolo orso. Harry decise così di trovare una nuova casa a Winnie: dopo aver preso in prestito una macchina da un ufficiale, guidò fino a Londra per portare l’orsetto allo zoo della città, dove la cucciola poteva trovare una casa sicuramente più sicura e confortevole. L’intenzione di Harry era di riprendere Winnie alla fine della guerra, ma non sapeva quanto sarebbe durata: dopo quattro anni l’orsa, ormai cresciuta, aveva trovato una nuova casa e Harry decise di lasciarla allo zoo.

Ma dove finisce una storia, ne inizia un’altra: i visitatori dello zoo erano moltissimi e tra questi, spesso, si fermava davanti alla gabbia di Winnie un bambino destinato a diventare famoso, Christopher Robin Milne, figlio di Alan Alexander Milne, autore dei libri di Winnie the Pooh. Il piccolo Christopher si innamorò così tanto dell’orsa e della sua natura giocosa e amichevole, che decise di nominare il suo orso di pezza “Winnie”: Winnie, insieme agli altri animali di pezza del bambino (un asino, un maialino e una tigre), ispirarono il padre Alan nella scrittura dei suoi libri.

E la vera Winnie? Divenne una star dello zoo di Londra dove visse per venti anni, amata e ricordata da tutti. In particolare Ernest Scales, guardiano del parco, scrisse che era “il solo orso di cui lo staff si fidava ciecamente”, tanto da lasciare che i bambini, tra cui anche Christopher Robin, entrassero nel suo recinto e la cavalcassero.

Winnieh Pooh

Ma l’orsa Winnie non è l’unica fonte di ispirazione reale di Milne: una designer di giardini, Kathryn Aalto, ha infatti individuato i luoghi che hanno ispirato il celebre “Bosco dei Cento Acri” che fa da sfondo alle avventure dell’orso di pezza. Il bosco, infatti, nasce dalla fusione dei ricordi dell’autore e di quelli di suo figlio: la casa in campagna della famiglia Milne con il giardino in stile XVI secolo, Ashdown Forest, una brughiera di 24 chilometri quadrati e il Five Hundred Acre Wood (Bosco dei cinquecento acri), un terreno privato che si trovava vicino alla casa.


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