Dopo il grande successo della serie “The Handmaid’s Tale”, l’8 aprile arriva su Disney+ il sequel “The Testaments”, tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood. Creata dallo showrunner ed executive producer Bruce Miller, le protagoniste questa volta sono zia Lydia, Agnes e Daisy, calate nella distopica teocrazia di Gilead, che per loro rappresenta l’unica realtà esistente. Le giovani donne si convincono però a cercare alleati, per sfuggire da un destino di schiavitù e matrimoni combinati…

Dopo il successo mondiale raggiunto dalla serie The Handmaid’s Tale, l’universo distopico creato dalla penna di Margaret Atwood si allarga con The Testaments, in arrivo l’8 aprile su Disney+.

Il nuovo adattamento è firmato da Bruce Miller (già ideatore della serie precedente) e debutterà sulla piattaforma con i primi tre episodi, mentre i successivi seguiranno progressivamente, con appuntamento settimanale.

La trama della serie The Testaments

Ambientata diversi anni dopo gli eventi finali di The Handmaid’s Tale, al centro della trama vi è un racconto di formazione, che segue una nuova generazione di giovani donne cresciute all’interno della distopica teocrazia di Gilead.

Zia Lydia (portata sullo schermo da Ann Dowd), Agnes (interpretata da Chase Infiniti) e Daisy (interpretata da Lucy Halliday) sono le tre figure centrali. Non hanno ricordi del mondo precedente, Gilead rappresenta l’unica realtà da loro conosciuta.

Agnes è cresciuta alla luce dell’obbedienza e della devozione; Daisy viene dal Canada, e il suo arrivo potrebbe nascondere dei segreti.

L’incontro tra le due ragazze avviene in una scuola preparatoria per future mogli guidata da zia Lydia, dove vengono istruite con metodi rigidi sostenuti da giustificazioni religiose.

Davanti alla prospettiva di un matrimonio imposto e di un’esistenza segnata dalla schiavitù, le ragazze sono spinte a mettere in discussione il loro destino e cercare alleati per rivendicare la loro libertà, così da costruire la vita che desiderano.

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La trama del romanzo Il racconto dell’ancella

copertina del libro Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood

Per capire meglio la nuova serie, bisogna fare un passo indietro e tornare alle radici con il romanzo Il racconto dell’ancella (Ponte alle Grazie, traduzione di Camillo Pennati), giunto in libreria per la prima volta nel 1985 e diventato un caso editoriale in tutto il mondo. Parliamo del libro più noto di Atwood.

Al centro della trama ci sono gli Stati Uniti, diventati uno Stato totalitario, in un mondo devastato dalle radiazioni atomiche e in cui tutte le libertà individuali sono state soppresse. In questa realtà, chi si trova al vertice della piramide sociale gode di numerosi privilegi, mentre chi si trova in basso è destinato a una condizione simile alla schiavitù.

Qui vive Difred, la donna che appartiene a Fred; il suo compito è quello di garantire una discendenza alla élite dominante della Repubblica di Gilead. Questa società del futuro, infatti, si basa sul controllo del corpo femminile e sullo sfruttamento delle Ancelle“, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare.

Un romanzo in cui mito, metafora e storia si fondono, sferrando una potente denuncia sociale (oggi spaventosamente attuale) contro le teocrazie totalitarie. Ma anche contro un mondo maschilista e puritano, basato sul brutale intreccio tra sessualità e politica.

Il romanzo I Testamenti

copertina di I testamenti

34 anni dopo, Atwood riprende quello spiraglio lasciato aperto e scrive I Testamenti (pubblicato da Ponte alle Grazie e vincitore del Booker Prize 2019), sequel di Il racconto dell’ancella, ambientandolo 15 anni dopo la scena finale.

Questa volta, la storia è raccontata dal punto di vista di un’altra donna, la zia Lydia, mettendo in evidenza nuove sfumature degli orrori e delle crudeltà perpetrate quotidianamente sulla popolazione.

Al centro della trama, i segreti di tre donne di Gilead, che stanno rischiando la vita per tutti. “La Storia non si ripete, ma fa rima con sé stessa”.

“Questo libro nasce da tutte le domande che mi avete fatto su Gilead e i suoi meccanismi interni. Be’, non solo da questo. L’altra fonte di ispirazione è il mondo in cui viviamo oggi”, ha spiegato l’autrice al momento dell’uscita del romanzo.

Il cast della serie

Ma torniamo alla serie, e veniamo al cast. Dowd, Infiniti e Halliday vestono i panni delle protagoniste.

Accanto a loro troviamo Rowan Blanchard, Mattea Conforti, Isolde Ardies, Shechinah Mpumlwana, Birva Pandya, Mabel Li, Amy Seimetz, Brad Alexander, Zarrin Darnell-Martin, Eva Foote e Kira Guloien.

Prodotta da MGM Television, vede nel team di produzione, tra gli altri, anche Elizabeth Moss, già interprete di Difred in The Handmaid’s Tale.

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Sull’autrice

Margareth Atwood nella foto di Luis Mora

Margareth Atwood nella foto di Luis Mora

Quando parliamo di Margaret Atwood, parliamo di un’icona della letteratura contemporanea, la cui personalità, spiritosa ed eclettica, emerge bene da questo reportage.

Molto attenta al mondo femminile e alle tematiche legate al femminismo (come si evince dalle sue opere, sebbene preferisce definirle “umaniste, non femministe, perché di femminismi ne esistono molti”), cresce con un padre entomologo e una madre nutrizionista, trascorrendo lunghi periodi nelle foreste del Québec.

“Per sopravvivere nella natura bisogna conoscere i propri predatori e non sembrare delle prede. Questa è una lezione di vita che tutte le giovani donne dovrebbero apprendere il prima possibile, per essere preparate a reagire ai predatori, siano essi animali o umani”, ha raccontato in un’intervista a ilLibraio.it.

Atwood si sposa una prima volta nel 1968, con Jim Polk, divorziando qualche anno dopo. Il secondo matrimonio è quello giusto, con il romanziere Graeme Gibson (1934-2019), definito da una giornalista “il marito che ogni scrittrice dovrebbe avere” (Atwood ha poi stampato questa frase su una maglietta regalandola al marito), e con il quale ha condiviso la passione per il birdwatching.

Gli altri libri di Margaret Atwood

Abbiamo parlato di Il racconto dell’ancella e I Testamenti, ma dalla penna di Atwood sono nati molti altri libri.

L’ultimo, uscito il 4 novembre 2025, è un’autobiografia: si tratta di Le nostre vite (Ponte alle Grazie, nella traduzione di Alba Bariffi, Guido Calza, Margherita Crepax e Serena Daniele), in cui la scrittrice dipana la storia della sua vita, collegando i momenti fondamentali ai libri che hanno plasmato il nostro panorama letterario.

Tra i più recenti troviamo anche Quattordici giorni (Ponte alle Grazie, traduzione di Guido Calza), in cui una comunità di inquilini newyorkesi è costretta a stare a casa per il lockdown e si riunisce ogni sera per raccontarsi storie.

Autrice (fra tanti altri) di Il canto di Penelope, La vita prima dell’uomo, Vecchi bambini perduti nel bosco (tutti editi da Ponte alle Grazie), Atwood negli anni si è cimentata con un libro per ragazzi, Tric Trac Trio (Salani, traduzione di Ilva Tron e Dida Paggi) e con una raccolta di poesie, Moltissimo (Ponte alle Grazie, a cura di Renata Morresi).

Fotografia header: la locandina di The Testaments, Courtesy of Disney+

Abbiamo parlato di...