“Tra romanzo d’amore e romanzo postcoloniale”, “Taiwan Travelogue” era il favorito dei bookmaker, ed è il primo libro tradotto dal cinese mandarino a vincere l’International Booker Prize. L’autrice Yáng Shuāng-zǐ (“Ho voluto districare le complesse circostanze che il popolo taiwanese ha dovuto affrontare in passato ed esplorare quale tipo di futuro dovremmo aspirare a costruire”) e la traduttrice Lin King si divideranno il premio da 50mila sterline – I particolari
Taiwan Travelogue di Yáng Shuāng-zǐ (tradotto dal cinese-mandarino da Lin King) ha vinto l’International Booker Prize 2026, riconoscimento che può contare sul supporto di Bukhman Philanthropies. Yáng Shuāng-zǐ e la traduttrice Lin King si divideranno il premio da 50mila sterline.
Quest’anno, l’International Booker Prize (tra i principali al mondo tra quelli riservati alla narrativa in traduzione) – e che celebra le migliori opere di narrativa o raccolte di racconti tradotte in inglese e pubblicate nel Regno Unito e/o in Irlanda tra il primo maggio 2025 e il 30 aprile 2026 – è giunto alla decima edizione.
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La shortlist era stata selezionata dalla giuria presieduta dall’autrice Natasha Brown. Ecco gli altri 5 libri finalisti:
- The Nights Are Quiet in Tehran di Shida Bazyar (tradotto dal tedesco da Ruth Martin), pubblicato in Italia da Fandango con il titolo Di notte tutto è silenzio a Teheran.
- She Who Remains della scrittrice bulgara Rene Karabash (tradotto da Izidora Angel), in Italia per Bottega Errante con il titolo Colei che resta;
- On Earth As It Is Beneath dell’autrice portoghese Ana Paula Maia (tradotto da Padma Viswanathan);
- The Witch di Marie NDiaye (tradotto dal francese da Jordan Stump), pubblicato da Prehistorica come La strega;
- The Director di Daniel Kehlmann (tradotto dal tedesco da Ross Benjamin), edito da Feltrinelli con il titolo Il regista;
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“Tra romanzo d’amore e romanzo postcoloniale“, Taiwan Travelogue (che in Italia uscirà per Fazi) era il favorito dei bookmaker, ed è il primo libro tradotto dal cinese mandarino a vincere l’International Booker Prize.
L’opera vincitore “esplora la storia, il potere e l’amore attraverso il viaggio culinario di due donne nella Taiwan degli anni ’30, allora sotto il controllo giapponese”.
L’autrice ha commentato: “Sia la Corea sia Taiwan un tempo furono colonie dell’Impero giapponese, ma mentre i coreani sembrano nutrire un risentimento unanime nei confronti di quella storia, i taiwanesi la considerano con un misto molto più conflittuale di avversione e nostalgia. Attraverso una prospettiva taiwanese contemporanea, nel romanzo ho voluto districare le complesse circostanze che il popolo taiwanese ha dovuto affrontare in passato ed esplorare quale tipo di futuro dovremmo aspirare a costruire“. E ancora, con ironia, ha aggiunto: “La ricerca per i temi centrali del romanzo, ovvero il viaggio e il cibo, mi ha cambiato la vita in due modi evidenti: i miei risparmi sono diminuiti e ho preso peso…”
Quanto alla casa editrice indipendente And Other Stories, si aggiudica la seconda vittoria consecutiva, dopo il successo del 2025 con Heart Lamp di Banu Mushtaq.
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Fotografia header: Yáng Shuāng-zǐ nella foto di YJ CHen