“Un’indimenticabile storia d’amore, tra una figlia e una madre…”. Dal 2 al 7 novembre, al Teatro Fontana di Milano, va in scena lo spettacolo teatrale “Accabadora”, tratto dall’omonimo romanzo di Michela Murgia (1972-2023). Sul palco Anna Della Rosa, che interpreta un monologo scritto da Veronica Cruciani. Alla regia Carlotta Corradi, che racconta: “Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore. Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale…” – I particolari
La voce di Michela Murgia (che ci ha lasciato nel 2023) continua a risuonare. Lo fa attraverso i suoi libri, i suoi interventi condivisi sui social, al cinema e anche a teatro.
Chi si trova a Milano, dal 2 al 7 novembre potrà assistere alla messa in scena di Accabadora, lo spettacolo teatrale tratto dall’omonima opera dell’autrice sarda, pubblicata da Einaudi nel 2009, con cui Murgia nel 2010 ha vinto il SuperMondello e il Premio Campiello.
Lo spettacolo, sotto forma di monologo, andrà in scena al Teatro Fontana (in via Gian Antonio Boltraffio n.21), e vedrà l’interpretazione di Anna Della Rosa (al cinema con La grande bellezza, Ferine e In guerra), la drammaturgia di Carlotta Corradi e la regia di Veronica Cruciani. Quanto alla produzione dello spettacolo, è a cura di Savà Produzioni Creative.
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Accabadora: la trama del libro

Ma di cosa parla Accabadora, il romanzo di Michela Murgia? Per rispondere a questa domanda bisogna partire dal titolo: dallo spagnolo “acabar“, ovvero finire, in sardo un'”accabadora” è colei che finisce.
Ci troviamo, infatti, nei primi anni ’50, a Soreni, un piccolo paesino sardo. Qui, la piccola Maria e Bonaria Urrai sono unite da un legame speciale, che lascia tutti increduli.
Tzia Bonaria ha preso la bambina con sé dopo averla vista rubacchiare in un negozio, decisa a farla crescere come sue erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Erede di cosa? Bonaria è un’accabadora: quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa.
Maria non lo immagina, anche se ha notato gli sguardi spaventati delle persone e i silenzi lunghi di Bonaria, sempre accompagnata, ovunque lei vada, da un’aura misteriosa.
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Lo spettacolo teatrale tratto dal libro
La versione di Carlotta Corradi parte dal ritorno di Maria sul letto di morte di Tzia Bonaria. Crescendo, infatti, la ragazza scopre la vera natura della donna e decide di fuggire “nel continente” per cambiare vita e dimenticare il passato.

Anna Della Rosa in una foto di Marina Alessi
Cosa la fa tornare?
Maria è la fill’e anima di Bonaria Urrai, la figlia d’anima, e l’accudimento finale è uno dei suoi doveri: una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e il genitore adottivo.
Lo spettacolo tratto da Accabadora esplora l’incontro tra le due; un incontro su cui pesa il tempo della separazione. La verità e, con questa, la rabbia che la ragazza ancora prova per il tradimento subito dalla Tzia, vengono a galla prepotentemente, nonostante gli sforzi che Maria compie per provare a portare in superficie i ricordi migliori.
“Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore. Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale”, spiega la regista, Veronica Cruciani.
Carlotta Corradi, che si è occupata del testo, riguardo alla sua percezione dell’opera ha sottolineato: “Sebbene il romanzo sia spesso ricordato per due temi estremamente attuali quali eutanasia e adozione, per me è stato fin da subito un’indimenticabile storia d’amore. In questo caso, tra una figlia e una madre. In questo caso, non la madre naturale. Ma l’altra madre”.
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