In occasione della trasposizione cinematografica, a opera dello studio LAIKA, andiamo alla riscoperta del primo volume delle Cronache di Wildwood. “I segreti del Bosco proibito” di Colin Meloy, con illustrazioni della moglie Carson Ellis, è un middle-grade di ispirazione ecologista che narra il difficile passaggio all’età adulta e sensibilizza lettrici e lettori sulla tematica ambientale e sul rispetto della relazione interspecifica

Fermi tutti (è il momento dello stop-motion): in occasione della trasposizione cinematografica a opera dello studio LAIKA, Salani ci porta a riscoprire il primo volume delle Cronache di Wildwood – I segreti del bosco proibito di Colin Meloy (con le illustrazioni di Carson Ellis e la traduzione di Valentina Daniele).

Un middle-grade di ispirazione ecologista, per raccontare il difficile passaggio all’età adulta e sensibilizzare lettrici e lettori sulla tematica ambientale e sul rispetto della relazione interspecifica (quella che si instaura fra organismi di specie diverse all’interno di una medesima comunità biologica).

Ecco la copertina di Wildwood. I segreti del bosco proibito

Perché c’è stato un tempo, nella Landa di Bosco Selvaggio, in cui fra piante, animali e umani ancora regnava una perfetta armonia, e questo fino a quando un golpe inaspettato non mise a repentaglio l’ordine naturale delle cose.

Ma non vogliamo dilungarci troppo (il romanzo è del 2012 e molti di voi l’avranno già letto); con il #BookTok in fibrillazione per la nuova edizione del libro e il kolossal appena uscito nelle sale, meglio allora soffermarci sui fotogrammi più curiosi dell’opera, quelli che hanno permesso al romanzo di propagarsi ben oltre il perimetro letterario in cui l’abbiamo sempre visto prosperare.

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Prima, però, un po’ di intreccio.

Wildwood – I segreti del bosco proibito

Quando il piccolo Mac McKeel viene rapito da una turba di corvi durante una passeggiata con sua sorella Prue, alla povera bambina non rimane che andarlo a cercare nella Landa Impenetrabile: una zona boschiva nel quartiere di St. John’s dalla quale, si racconta, nessuno abbia mai fatto ritorno.

Il motivo è presto detto: popolato da ogni tipo di animale parlante (uomini compresi) e soggetto alla Magia di Confine (che la scherma dal mondo esterno), la foresta vicino a casa è oggi al centro di un acceso scontro su chi, fra i vari contendenti, sia davvero legittimato a governarla. Scegliere da che parte stare non sarà tuttavia facile nemmeno per Prue (poiché ognuno sembra avere le proprie ragioni); ingannata da chi crede suo alleato (come l’ex Governatrice Alexandra) e aiutata da chi proprio non si aspettava (come il passero Enver o il suo compagno di classe Curtis), la giovane esploratrice dovrà dunque risvegliare le proprie facoltà di “messaggera” per cercare di salvare il fratello e scoprire alfine uno dei tanti misteri che li hanno condotti al bosco proibito.

Un rituale di magia di scambio

Solo chi proviene dal reame incantato può, del resto, accedervi o farvi ritorno; cresciuta a Portland (Oregon) in una famiglia che l’ama moltissimo, nulla sembra collegare la dodicenne Prue a quell’aura soprannaturale che circonda la foresta. Tranne, forse, un rituale di scambio che i suoi genitori avrebbero compiuto ancor prima della sua nascita: allo scopo di coronare il suo più grande sogno, difatti, la madre di Prue sarebbe ricorsa al sortilegio di una strega cui avrebbe promesso in dono qualcosa di cui poi si sarebbe pentita.

In tal senso, sia Prue che Mac sono parti di un accordo magico concluso a loro insaputa; nati per intervento del mondo incantato, i due fratelli non sono dunque dei semplici “Esterni” — cui l’ingresso alla Landa Impenetrabile non sarebbe consentito se non tramite apposita autorizzazione — ma, piuttosto, dei veri e propri bambini “mezzosangue”, ammessi a varcare il confine poiché al bosco appartengono per diritto di Natura.

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Un chiaro esempio di folk fantasy

È d’altronde Wildwood un chiaro esempio di letteratura folk fantasy: ambientato in una delle foreste urbane più grandi d’America (il Forest Park di Portland, che nel romanzo diviene la Landa Impenetrabile), affianca alle suggestioni celtiche del Piccolo popolo una struttura narrativa che ben si inserisce nella tradizione fantastica europea (dalle fiabe dei Fratelli Grimm al ciclo Le Roman de Renart).

A questo proposito, la protagonista Prue McKeel avrà a che fare non soltanto con una moltitudine di creature antropomorfe (come l’Aviario Gufo Rex o gli aggressivi soldati coyote), ma anche con i Mistici di Bosco Nord, una comunità druidica che custodisce i segreti della magia naturale. Nello specifico, sono loro a mantenere l’equilibrio fra i mondi; guidati dall’anziana Iphigenia – la loro autorità spirituale – e protetti dall’Albero del Gran Consiglio – una sorta di micelio che tutto collega e sente – intervengono a supporto della protagonista durante la battaglia del Plinto che la vede scontrarsi contro l’esercito di Bosco Selvaggio.

Alexandra, una villainess vecchia scuola

Determinata a dare del filo da torcere a Prue lungo tutto il corso del romanzo, la perfida Alexandra è una villainess vecchia scuola; introdotta quasi fosse una divinità norrena — peraltro bellissima, con i capelli rosso-rame elettrico e le trecce ornate da piume d’aquila — è mossa da un misto di rabbia e disperazione che davvero la rende un’antagonista feroce. Perché è una madre che ha perso il figlio e una regina che ha perso il trono; esiliata a Bosco Selvaggio per essere ricorsa a un incantesimo di necromanzia pur di mantenere il controllo su Bosco Sud, la Governatrice Vedova (così soprannominata in quanto moglie del compianto Reggente Grigor Svik) si trova a capo di una masnada di lupi e coyote, sguinzagliati in lungo e in largo per seminare panico e devastazione. E il suo dominio continua a crescere: ha infatti ridestato dal sonno un‘antica edera infestante, pronta ad essiccare la Landa una volta ricevuto ciò che le è stato tributato.

Curtis Mehlberg, da outsider a Bandito

Per fortuna — o per volontà del Bosco — a scendere in campo è anche il goffo Curtis Mehlberg, un compagno di classe di Prue ossessionato dalle storie di supereroi e con un inequivocabile stile da outsider. Finisce nella Landa per pura curiosità (ha sentito Prue rimuginare su come recuperare il fratello e ha deciso di accompagnarla nonostante il disaccordo dell’amica); non appena attraversato il confine, viene però catturato dall’esercito di Alexandra, che dapprima lo arruola fra le sue fila — un “Esterno” (mezzosangue?) può sempre esserle utile in combattimento — e poi lo rinchiude in gattabuia (perché il ragazzo si oppone ai suoi metodi di comando).

Ed è proprio durante la prigionia che Curtis fa la conoscenza dei Banditi di Bosco Selvaggio, un gruppo di ribelli che, rifiutando ogni forma di sopraffazione, vive a stretto contatto con la natura e si batte per l’uguaglianza fra le specie. Ammirato dal coraggio dimostrato dal ragazzo durante la rocambolesca fuga — e dal rapporto che lo lega a Prue — il Re dei Banditi Brendan gli propone quindi di diventare a sua volta un Bandito e di essere addestrato secondo il codice dei ribelli in vista di un futuro scontro con la Vedova. Chissà che Curtis non accetti la proposta, lasciandosi tutto alle spalle (insicurezze comprese) e ricominciando proprio da Bosco Selvaggio…

Wildwood - I segreti del Bosco proibito film

Dal romanzo al cinema, un’opera intermediale

Senza proseguire con gli spoiler (il finale è commovente e vale la pena leggerlo e rileggerlo), ciò che preme evidenziare è il carattere intermediale dell’opera; conosciuta per la qualità della trama — che Michael Chabon definisce “(…) l’erede della grande tradizione d’avventura per ragazzi” — Wildwood si configura in realtà come un’esperienza narrativa ibrida, in cui l’universo fantastico di Colin Meloy prende forma anche grazie alle illustrazioni della moglie Carson Ellis. Un connubio (familiare) fra parole e immagini che restituisce alla perfezione l’atmosfera da fiaba retrò che permea tutta la narrazione.

Nata a quattro mani quale omaggio al paesaggio boschivo di Portland (la città dell’Oregon ove ha avuto inizio il loro sodalizio sentimentale e artistico), la saga beneficia inoltre del contributo del figlio Hank che, grazie alle sue straordinarie capacità di lettura precoce, ha ispirato i genitori nella genesi delle Cronache. Ma non solo: frontman della band indie-rock The Decemberists, l’autore ha inoltre contribuito alla colonna sonora dell’adattamento cinematografico con brani originali, accanto alla partitura composta dal premio Oscar Dario Marianelli. Una trasposizione animata — per chiudere il cerchio — diretta da Travis Knight per lo studio LAIKA, lo stesso dietro al successo di Coraline (dal romanzo di Neil Gaiman).

Gli altri titoli della saga

Le Cronache di Wildwood di Colin Meloy e Carson Ellis, le copertine delle vecchie edizioni

Dopo un’avventura nella Landa Impenetrabile, riprendere le abitudini di sempre non è per nulla facile (soprattutto quando a mancarti è il tuo miglior amico). Ma mentre le giornate trascorrono tutte uguali, con i compiti da fare e il cielo plumbeo sopra Portland, nella vita di Prue McKeel tutte le piante incominciano a parlare: un richiamo — della foresta — che si intensifica via via, sino a diventare impossibile da ignorare. Ecco allora che per la protagonista arriva il momento di inoltrarsi Nelle profondità del bosco proibito, il secondo capitolo della saga, in cui alle ingerenze della professoressa Thennis (una nuova insegnante di scienze troppo curiosa per i suoi gusti) si aggiungerà anche la minaccia di Joffrey Unthank, un magnate dell’industria forestale che mira a profittare della Landa con metodi a dir poco deprecabili. E non è tutto: nel volume conclusivo delle cronache Wildwood – Imperium la nostra esploratrice avrà un’ultima missione da portare a termine: porre rimedio a un errore di Zita — la Regina di Maggio della festa di Primavera di Bosco sud — che, durante un incantesimo, ha inavvertitamente rievocato nella Landa una vecchia villainess di nostra conoscenza. Un’occasione, più epica che conclusiva, per salutare alleati vecchi e nuovi (dall’orso parlante Esben agli orfanelli del Posto perduto) ma non pure noi, lettrici e lettori.

Che al bosco proibito torneremo ancora, e sempre con grande emozione.

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