Tra i capolavori Disney che hanno accompagnato l’infanzia – e l’età adulta – dei ragazzini di tutto il mondo, ce n’è uno che, per le sue tematiche e differenze con il canone, forse è stato più sottovalutato; parliamo di “Atlantis – L’impero perduto”, una storia d’avventura che si ispira a Platone e Jules Verne… (spoiler alert)

Tra i capolavori Disney che hanno accompagnato l’infanzia – e l’età adulta – di ragazzini di tutto il mondo, ce n’è uno che, per le sue tematiche e differenze con il canone, forse è stato più sottovalutato dal pubblico; parliamo di Atlantis – L’impero perduto, diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise. Si tratta di uno dei primi esperimenti di contaminazione di generi, un cui l’animazione si fonde con l’avventura e la fantascienza, creando una sorta di ibrido che ben si immette negli anni di evoluzione della Disney stessa.

Il film è ambientato nel 1914 a Washington, dove un giovane ricercatore parte per una pericolosissima spedizione, alla ricerca del luogo proibito e sconosciuto per antonomasia: Atlantide.

Atlantis - L'impero perduto

Milo Thatch, giovane linguista, lavora come manutentore di caldaie e, nel tempo libero, conduce i suoi studi su Atlantide. Dopo aver recuperato e tradotto un importantissimo diario, parte alla ricerca del mitico Continente Perduto a bordo del sottomarino Ulysses, insieme a Helga Sinclair, Preston B. Whitmore, che finanzia il viaggio, il comandante Lyle Rourke, l’esperto di esplosivi Vinny, il capo meccanico Audrey Ramirez, il dottor Dolce e Molière, geologo e pilota della scavatrice. Durante la spedizione, il sottomarino viene attaccato dal Leviatano, un gigantesco automa, ma i protagonisti riescono a fuggire con le scialuppe. Finalmente Milo e la truppa raggiungono Atlantis, dove conoscono la principessa Kida e il re Kashekim Nedakh. La città sta cadendo in pezzi a causa dell’inabissamento, inoltre gli abitanti godono di una sorta di longevità grazie al cosidetto “Cuore di Atlantide”, un cristallo particolare che, però, nel diario di Milo non è menzionato a dovere. Ma il capitano Rourke si rivela essere un crudele impostore, e cerca di catturare Kida per impossessarsi del cristallo, unica fonte di vita degli abitanti di Atlantis. Il cristallo viene “assorbito” da Kida, e il capitano, insieme a Helga, rapisce la principessa per portarsela via. Non contento di dividere il futuro guadagno con Helga, il capitano la butta giù dalla mongolfiera sulla quale stavano scappando ma, prima di morire, Helga spara al pallone, aiutando Milo a salvare la principessa, di cui si innamora. L’epilogo vede Milo rimanere ad Atlantide con la ragazza, mentre il resto dell’equipaggio decide di tornare sulla Terra.

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Come è chiaro, Atlantis prende largamente spunto dal mito di Atlantide, l’isola sommersa in cui sarebbe nascosto un tesoro incommensurabile e che, a seconda delle versioni, dona eterna giovinezza ai suoi abitanti. E la fonte più importante della letteratura occidentale è Platone, che nel dialogo del Timeo rifletteva sulla creazione dell’universo e della stessa isola, fino alla Crizia, che si interrompe proprio nel momento in cui Zeus raccoglie le divinità dell’Olimpo per decidere se distruggere la città di Atlantide, in preda alla totale anarchia e immoralità. Uno degli spunti probabili per la nascita del mito, tra l’altro, potrebbe essere stata l’esplosione di Thera, una piccola isola vulcanica del mar Egeo che, intorno al 1525 a.C., con le sue eruzioni distruttive aveva causato danni a parecchie zone del mar Mediterraneo, costringendo popolazioni intere a evacuare.

Ma non solo: in Atlantis sono presenti diversi riferimenti a uno dei classici del romanzo di avventura, Ventimila leghe sotto i mari, che ha permesso al suo autore Jules Verne di diventare, di fatto, uno dei padri della fantascienza. Dal sottomarino Nautilus del capitano Nemo al mostro che affonda le navi (il Leviatano del film), allo stesso Professor Pierre Aronnax, celebre naturalista da cui Milo ha preso molto. L’interesse di Verne per la tecnologia ben si manifesta nel fatto che gli abitanti di Atlantis sono molto evoluti, in una sorta di passato-futuro capace di affascinare anche coloro che non conoscono il genere.

E la ricerca spasmodica di Atlantide, ovviamente.

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