Il protagonista del film del momento (9 nomination agli Oscar) cerca di distaccarsi dal personaggio con cui è diventato famoso, il supereroe Birdman. E per farlo mette in scena uno spettacolo teatrale. Per l'occasione IlLibraio.it ha selezionato il meglio degli incroci più riusciti tra teatro contemporaneo e settima arte

Riggan Thompson, il protagonista di Birdman, il film del momento (protagonista agli Oscar con 9 nomination) diretto e co-prodotto da Alejandro González Iñárritu (e interpretato da Michael Keaton, Zach Galifianakis, Emma Stone ed Edward Norton) è un attore decaduto, che disperatamente tenta di distaccarsi dal personaggio con cui è diventato famoso, il supereroe Birdman. E per farlo mette in scena, a Broadway, uno spettacolo teatrale tratto da Raymond Carver…

Per l’occasione, IlLibraio.it ha selezionato 6 testi teatrali contemporanei che hanno conquistato il cinema…

di Cristina Prasso*

-Scandalo a Filadelfia (1940) di George Cukor

Scandalo-a-Filadelfia

Con: Katharine Hepburn (Tracy Lord), Cary Grant (Dexter Haven), James Stewart (Mike Connor), Ruth Hussey (Liz Imbrie)

Tratto da: The Philadelphia Story di Philip Barry (1939)

Prima teatrale: New York, Shubert Theatre, 28 marzo 1939

Con: Katharine Hepburn (Tracy Lord), Joseph Cotten (Dexter Haven), Van Heflin (Mike Connor), Shirley Booth (Liz Imbrie).

Numero di repliche: 417

Scritto per (e basato su) Katharine Hepburn, The Philadelphia Story fu l’«arma» con cui l’attrice tornò trionfante a Hollywood, dopo una serie d’insuccessi per cui era diventata «veleno per il box office». Avendo finanziato lei stessa la commedia, Hepburn ne aveva quindi venduto i diritti alla MGM, a condizione di poter scegliere il regista. Avrebbe anche voluto Spencer Tracy e Clark Gable, ma Louis B. Mayer scelse di affiancarle Cary Grant e James Stewart.

Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols

Woolf

Con: Elizabeth Taylor (Martha), Richard Burton (George), George Segal (Nick),

Sandy Dennis (Honey)

Tratto da: Chi ha paura di Virginia Woolf? (1962) di Edward Albee

Prima teatrale: New York, Billy Rose Theatre, 13 ottobre 1962

Con: Uta Hagen (Martha), Arthur Hill (George), George Grizzard (Nick), Melinda Dillon (Honey)

Numero di repliche: 664

Benché Albee avesse immaginato Bette Davis e James Mason nei ruoli di Martha e George, lo sceneggiatore Ernest Lehman convinse tutti che Elizabeth Taylor, allora poco più che trentenne, fosse la candidata ideale per interpretare la cinquantaduenne Martha. Tutti tranne la Taylor, che però alla fine cedette, anche grazie alla determinazione di Richard Burton. E furono i due attori a chiedere che la regia fosse affidata a Mike Nichols, al suo debutto nel cinema.

Un tram che si chiama desiderio (1951) di Elia Kazan

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Con: Marlon Brando (Stanley Kowalski), Vivien Leigh (Blanche Du Bois), Kim Hunter (Stella Kowalski), Karl Malden (Harold Mitchell)

Tratto da: Un tram che si chiama desiderio (1947) di Tennessee Williams.

Prima teatrale: New York, Ethel Barrymore Theatre, 3 dicembre 1947

Con: Marlon Brando (Stanley Kowalski), Jessica Tandy (Blanche Du Bois), Kim Hunter (Stella Kowalski), Karl Malden (Harold Mitchell)

Numero di repliche: 855

Girato in soli trentasei giorni, nelle intenzioni di Elia Kazan il film doveva essere interpretato dallo stesso cast teatrale. Ma la Warner Brothers impose la presenza di almeno una star; si parlò di Bette Davis (Blanche) e Burt Lancaster (Stanley) ma, alla fine, e contro il parere dello stesso Kazan, venne scelta Vivien Leigh, che aveva già recitato nel ruolo di Blanche nell’allestimento inglese diretto dal marito, Lawrence Olivier. Grazie a questo «sacrificio», Kazan poté tenere il resto del cast, tra cui Brando.

Americani (1992) di James Foley

americani

Con: Al Pacino (Ricky Roma), Alan Arkin (George Aaronow), Jack Lemmon (Shelley Levene), Jonathan Pryce (James Lingk), Ed Harris (Dave Moss), Kevin Spacey (John Williamson), Alec Baldwin (Blake)

Tratto da: Glengarry Glen Ross (1984) di David Mamet

Prima teatrale: New York, John Golden Theatre, 25 marzo 1984

Con: Joe Mantegna (Ricky Roma), Mike Nussbaum (George Aaronow), Robert Prosky (Shelly Levene), Lane Smith (James Lingk), James Tolkan (Dave Moss), J. T. Walsh (John Williamson)

Numero di repliche: 378

Basato sulla diretta esperienza di Mamet in un’agenzia immobiliare (ancora oggi viene usato come «modello» nei corsi di formazione per i venditori) e dedicato ad Harold Pinter, Glengarry Glen Ross faticò a trovare un produttore. «Non ci sono donne, non c’è sesso, non c’è violenza e non ci sono effetti speciali», disse Jack Lemmon (Shelly) al New York Times. «Ma c’è qualcuno [Mamet] che sa come descrivere la gente, i cui personaggi sono spaventosamente reali e spaventosamente onesti e parlano in modo autentico.»

Mamet scrisse anche la sceneggiatura, che segue molto da vicino il testo teatrale, ma aggiunse il personaggio di Blake (Alec Baldwin), che appare in un’unica (celeberrima) scena.

La signora del venerdì (1940) di Howard Hawks

signora

Con: Cary Grant (Walter Burns), Rosalind Russell (Hildegarde «Hildy» Johnson), Ralph Bellamy (Bruce Baldwin)

Tratto da: Prima pagina (1928) di Ben Hecht e Charles MacArthur

Prima teatrale: New York, Times Square Theatre, 14 agosto 1928

Con: Osgood Perkins (Walter Burns), Lee Tracy (Hildebrand «Hildy» Johnson), Frances Fuller (Peggy Grant)

Numero di repliche: 276

Benché sia stato portato sullo schermo almeno sei volte, La signora del venerdì si distingue da tutte le altre versioni di Prima pagina perché qui «Hildebrand» diventa «Hildegarde» (Hildy) cioè una giornalista e le rapidissime schermaglie verbali tra lei e Walter diventano anche schermaglie amorose. Per il ruolo di Hildy vennero prese in considerazione Jean Arthur, Carole Lombard e Irene Dunne, che però rifiutarono. E quando Rosalind Russell lesse su un giornale che a lei sarebbe toccato quel ruolo snobbato da altre (una notizia completamente inventata), si presentò a Howard Hawks e lo investì d’improperi. Fu così che il regista comprese di aver trovato la sua Hildy.

Piccole volpi (1941) di William Wyler

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Con: Bette Davis (Regina Giddens), Herbert Marshall (Horace Giddens), Teresa Wright (Alexandra Giddens)

Tratto da: Piccole volpi (1939) di Lillian Hellman

Prima teatrale: New York, National Theatre, 15 febbraio 1939

Con: Tallulah Bankhead (Regina Giddens), Frank Conroy (Horace Giddens), Florence Williams (Alexandra Giddens)

Numero di repliche: 410

Dopo aver ammirato Tallulah Bankhead nel ruolo di Regina Giddens, Bette Davis si era convinta che quello fosse l’unico modo per interpretare la spietata e crudele moglie del fragile Horace. William Wyler  invece voleva un personaggio più seducente e ambiguo. Una divergenza che trasformò il set del film in una specie di arena di combattimento tra attrice e regista; a un certo punto, esasperata, Bette Davis addirittura fuggì, per tornare soltanto dopo alcune settimane. Il film ottenne otto nomination all’Oscar, tra cui quella a Bette Davis come migliore attrice protagonista.

*L’autrice è direttore editoriale della casa editrice Nord

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