Come è cambiata la vita di Donatella Di Pietrantonio dopo la vittoria del Premio Campiello? "Sono sempre in viaggio", racconta ilLibraio.it la scrittrice e odontoiatra abruzzese (mentre torna in libreria in una nuova edizione "Bella mia") spiegando che in questi mesi ha presentato "L'arminuta" nelle scuole, incontrando ragazzi e alunni con un "grande interesse per la letteratura contemporanea"... - L'intervista

A qualche mese di distanza dalla vittoria del Premio Campiello, grazie al romanzo-bestseller L’arminuta (Einaudi), la vita di Donatella Di Pietrantonio, dentista pediatrica e scrittrice abruzzese, è inevitabilmente cambiata, soprattutto nella quotidianità, come spiega in un’intervista al ilLibraio.it: “Sono sempre in viaggio per presentare il libro, e questo ha reso più difficile la gestione della mia ‘doppia vita’, tra l’esercizio dell’odontoiatria e quello della scrittura”.

In questo periodo l’autrice ha presentato L’arminuta soprattutto nelle scuole, e questo le ha dato la possibilità di entrare in contatto con insegnanti e studenti di diverse parti d’Italia. Negli alunni ha riscontrato un “grande interesse per la letteratura contemporanea“, nonostante i dati (poco promettenti) sulla lettura giovanile: “Dipende anche dalle modalità con cui la lettura viene proposta ai ragazzi”, sostiene a proposito dei giovani lettori, e aggiunge che “a volte sarebbe necessaria un po’ di freschezza, uno svecchiamento dei titoli che vengono proposti agli studenti. Con tutto il dovuto rispetto ai grandi classici della nostra letteratura, i ragazzi hanno anche bisogno di letture più vicine al loro mondo e alla loro sensibilità”.

Bella Mia Donatella Di Pietrantonio copertina

Nel frattempo  Di Pietrantonio torna in libreria una nuova edizione del romanzo Bella mia (Einaudi, già uscito per Elliot), storia di una ragazza che perde la sorella gemella a causa del terremoto dell’Aquila e deve affrontare il lutto che ha colpito non soltanto lei, ma anche tutta la città, compreso il nipote ormai orfano di madre. Trascorsi anni da quel tragico evento, la scrittrice abruzzese riflette sul “fermento ricostruttivo” che ultimamente si respira all’Aquila, “un’impressione molto positiva che viene a mancare quando si esce dal centro storico e ci si addentra nei quartieri secondari: la ricostruzione procede, ma a macchie di leopardo. Eppure si sta facendo molto, è il cantiere più grande d’Europa“, come specifica anche nella postfazione scritta per l’occasione.

Invece non sono ancora in cantiere nuovi romanzi, spiega l’autrice. Dopo la vittoria del Premio Campiello, a settembre, aveva dichiarato di essere tentata all’idea di scrivere una sorta di sequel de L’arminutae conferma che le cose stanno ancora così: “Per la prima volta sento questa tentazione, voglio scrivere un seguito perché alcuni personaggi del romanzo ancora mi parlano”. Ma non avendo trovato modo di dedicarsi a questo nuovo libro, molto amato dai lettori, nel frattempo scrive articoli e recensioni, un tipo di scrittura che la “impegna personalmente”, anche molto da vicino, come nel caso del racconto L’arminuta a Rigopiano (Robinson, 14 gennaio, ndr), che tratta la dolorosa vicenda avvenuta in quel luogo.  

Intanto, tra presentazioni e visite odontoiatriche, scuole e recensioni, Donatella di Pietrantonio attende di ritrovare “il silenzio e la concentrazione necessari per un nuovo romanzo“.

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