Nella letteratura di tutti i tempi, da Omero a Virgilio, da Ariosto a Tasso, due figure si inseguono, si avvicinano, si corteggiano, si tradiscono e si abbandonano. Sono l’eroe, chiamato dal destino a compiere grandi imprese e la maga, che lo accoglie e lo ama. Ma per entrambi la solitudine è la fine della storia...

Nel nuovo libro di Mario Lodoli, L’eroe e la maga (Bompiani), due figure interpretano variazioni di una stessa danza: si inseguono, si avvicinano, si corteggiano, si tradiscono, si abbandonano nella letteratura di tutti i tempi, da Omero a Virgilio, da Ariosto a Tasso.

L’eroe, l’uomo responsabile delle vite altrui, chiamato dal destino a compiere grandi imprese, si lascia salvare dalla bellezza, cullandosi nel piacere sottile della stasi.

La maga lo accoglie e lo ama, rendendolo temporaneamente sordo al richiamo imperioso del mondo.

Ma l’eroe non decide nulla per sé, obbedisce a un volere superiore, e la maga, dopo essersi presa il meglio di lui e averlo blandito e vezzeggiato, è condannata a lasciarlo andare. La solitudine per tutti e due è la fine della storia: l’eroe sarà costretto ad abbandonare l’amore per non tradire il destino, eppure la maga continuerà a illudersi “di poter chiudere il vento in una rete, la forza in un giardino.”

Un’analisi di due personaggi archetipi della letteratura, che sono destinati a incontrarsi di continuo nelle pagine dei libri, attraverso i secoli, ma mai a restare uniti.

L'eroe e la maga

Mario Lodoli, romano, classe 1956, insegna italiano in un istituto professionale e collabora con La Repubblica, scrivendo, in particolare, di giovani e di scuola.

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