La collana Humana Civilitas di Edizioni di Comunità ripropone "Il dio che è fallito", testimonianza sulla militanza nel PCI e il suo successivo abbandono, in cui Ignazio Silone afferma che, alla fine, la persona umana prevale sempre sulle ideologie

Ignazio Silone (1900-1978) fu uno dei fondatori del Partito comunista italiano, del quale gestì l’organizzazione clandestina nei primi anni del fascismo. All’inizio degli anni Trenta fu espulso come dissidente. Divenne quindi scrittore, ottenendo subito successo all’estero e solo più tardi, a partire dagli anni Cinquanta, anche in Italia.

Tra i suoi romanzi più famosi si ricordano Fontamara, Vino e pane, La scuola dei dittatori e L’avventura di un povero cristiano.

Il dio che è fallito Ignazio Silone

Ora la collana Humana Civilitas di Edizioni di Comunità ripropone Il dio che è fallito, testimonianza sulla militanza nel PCI e il suo successivo abbandono, in cui Silone afferma che, alla fine, la persona umana prevale sempre sulle ideologie. Un piccolo libro che Olivetti ebbe il coraggio di pubblicare in piena Guerra Fredda (prima sulla rivista Comunità, e a seguire per le Edizioni di Comunità, come parte dell’antologia Testimonianze sul Comunismo, curata dallo stesso Silone) e che costò a Comunità una dura reprimenda da Togliatti.

“La collana Humana Civilitas – spiega l’editore – trae idealmente origine dal lavoro fatto negli anni dalla casa editrice su Olivetti, che ci ha portato a verificare di come un modo tutto italiano di dimenticare consiste nel ridurre la memoria di molte personalità che hanno avuto un ruolo importante nel nostro Paese a formule standard, più o meno celebrative, svuotando così di significato il contributo di azione e di pensiero che tanti uomini e donne della storia italiana hanno offerto”. A novembre sarà la volta di un inedito di Vittorio De Sica.

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