Nicola Lagioia, direttore del Salone di Torino (da mesi in attesa di contratto) commenta le parole del presidente dell'Aie Ricardo Franco Levi, che ha annunciato il no da parte delle istituzioni torinesi all'ipotesi di un'alleanza con Tempo di Libri - L'intervista

Al telefono con ilLibraio.it, lo scrittore Nicola Lagioia, direttore del Salone di Torino (da mesi in attesa di contratto, come del resto i suoi collaboratori, ma nonostante questo più che operativo) commenta le parole del presidente dell’Aie Ricardo Franco Levi, che ha annunciato il no da parte delle istituzioni torinesi all’ipotesi di un’alleanza con Tempo di Libri (qui i dettagli, ndr): “Credo che Levi abbia fatto questa proposta al Comune di Torino e alla Regione Piemonte. Non ha parlato con il sottoscritto. In ogni caso, la nostra posizione è chiara: è impraticabile ipotizzare un’alleanza con Milano che preveda l’alternanza della presenza degli stand, un anno in una città e un anno nell’altra. Significherebbe tradire Torino e i torinesi. Il Salone è parte dell’identità culturale della città”.

Certo, il futuro della manifestazione sabauda, in attesa dell’asta per il marchio, resta incerto. E, come ha sottolineato Levi, rimangono i debiti: “Non posso certo nascondere i tanti problemi, ma resto convinto che saranno risolti e che a maggio il Salone si terrà nelle date previste. E, pur consapevole dei problemi finanziari, ho visto con i miei occhi la ricaduta sul territorio che ha il Salone“. E ancora, continua Lagioia: “L’alchimia che si crea al Salone, forte di una storia più che trentennale, è difficilmente riproducibile“.

Poi lo scrittore pugliese, che punta a presentarsi alla Fiera del libro di Francoforte a contratto già firmato, torna sulla proposta dell’Aie: “Tra l’altro, non sono affatto certo che tutti gli editori sarebbero disponibili all’alternanza proposta dall’Aie. A Torino si vende di più, e le case editrici lo sanno”.

Il direttore del Salone, che nei giorni scorsi ha cenato con i vertici di Francoforte (“Ormai hanno capito che, nonostante le difficoltà, il Salone torna ogni anno, e con successo”) apre infine a una riflessione “urgente”, che coinvolga “tutta la filiera del libro, e che veda protagonista anche la stessa Aie”. L’obiettivo? Per Lagioia “la vera emergenza del settore librario non sono le fiere, ma è la promozione della lettura”. Per lo scrittore “il mondo del libro dovrebbe proporsi alla politica con una sola voce per arrivare a una legge quadro sul libro e la lettura”. A questo proposito, “nel 2019 il Salone è pronto a ospitare degli incontri a tema al Lingotto”.

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