In un saggio Luca Briasco ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del "grande romanzo americano", indagandone i toni, i registri, le sfumature...

Luca Briasco, stimato editor e traduttore che, come abbiamo raccontato, ha deciso di chiudere la sua collaborazione ormai decennale con Einaudi Stile Libero, è in libreria con il saggio Americana (minimum fax), in cui il lavoro e la poetica di quaranta autori Usa è analizzata attraverso la lente focale di un loro scritto.

Un percorso di lettura in cui l’autore ripercorre le tracce degli scrittori che hanno esplorato i territori del “grande romanzo americano”, indagandone i toni, i registri, le sfumature.

americana

Su ilLibraio.it, per gentile concessione dell’editore, proponiamo un estratto

Dopo che un’intera generazione, tardomoderna o postmoderna che la si voglia definire, ha trascorso anni e consumato pagine interrogandosi sulla possibilità stessa di continuare a narrare quando tutto è già stato detto, e spesso ben più di una volta, sono giunti a maturazione, dall’interno di quella stessa generazione e muovendo da premesse per le quali è d’obbligo fare i nomi di DeLillo e dello stesso Pynchon, una nuova estetica e un nuovo modello narrativo, basato sulla più sfacciata inclusività. Se tutto è stato narrato, tutto, in un certo senso, può essere narrato di nuovo, né è più possibile delineare gerarchie, proclamare editti, progettare clamorose esclusioni. La Storia torna allora ad affacciarsi sotto forma di storie, come una sorta di gigantesco patchwork nel quale i singoli frammenti di stoffa sono connessi con fili grossolani, cuciture vistose, conservando pertanto la loro singolarità e la loro irriducibilità a un qualsivoglia tutto. Le narrazioni inclusive possono dispiegarsi secondo linee e procedure diverse, per accumulazione (DeLillo, il Wallace di Infinite Jest) o per gemmazione (il Vollmann di Racconti dell’arcobaleno e, più recentemente, di Ultime storie e altre storie), ma reclamano tutte una loro eccentricità, una lontananza dai centri tradizionali della prassi letteraria quanto dall’idea in sé di centro.


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