Netflix ha annunciato di aver acquisito i diritti delle opere dell'acclamato scrittore per bambini Roald Dahl, per produrre serie tv animate tratte dalle sue storie. Tra queste "La fabbrica di cioccolato", "Matilde" e "Il GGG"

Netflix ha annunciato di aver acquisito i diritti delle opere dell’acclamato scrittore per bambini Roald Dahl, per produrre serie tv animate tratte dalle sue storie. Tra queste ci sono La fabbrica di cioccolato, Il grande ascensore di cristalloMatildeIl GGG, Il dito magico, James e la pesca gigante e Il coccodrillo enorme. Per il momento non si sa quante e quali serie verranno prodotte, ma in ogni caso l’inizio dei lavori è previsto per l’anno prossimo.

“La nostra missione è alta, perché vogliamo permettere al maggior numero possibile di bambini di conoscere l’unicità del messaggio magico e positivo delle storie di Road Dahl“, ha detto la vedova dello scrittore, Felicity Dahl, “lo so, mio marito sarebbe entusiasta”.

Non è la prima volta che i libri di Dahl vengono adattati per lo schermo. Ricordiamo, solo per citarne alcuni, il film del 1971 Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato con Gene Wilder, Il GGG diretto da Spielberg e La Fabbrica di cioccolato di Tim Burton. Per non parlare della trasposizione del romanzo Le Streghe, che sarà prossimamente diretta Zemeckis, il regista di Ritorno al Futuro e di Chi ha incastrato Roger Rabbit.

Ma cosa ne pensava Dahl della televisione?

Nei suoi libri lo scrittore aveva spesso criticato gli effetti dannosi del piccolo schermo sulla mente dei bambini. Gli Umpa Lumpa de La fabbrica di cioccolato, a un certo punto, cantano che la televisione fa marcire i sensi, uccide l’immaginazione, intasa la mente e rende i piccoli noiosi e ciechi. Mike Teavee, uno dei personaggi del libro, viene rappresentato come un bambino maleducato e scontroso e questo suo carattere è chiaramente condizionato dalla tv, per la quale Mike ha una vera e propria ossessione.

Ovviamente questa è solo una storia e non è detto che rappresenti a pieno l’opinione di Dahl sulla televisione. Anche se in un articolo del 1990 intitolato Books Remembered, lo scrittore aveva parlato di come, durante la sua infanzia, l’assenza di tv e radio in casa sua avessero permesso in qualche modo lo sviluppo della sua creatività perché, in assenza di distrazioni, i bambini trascorrevano il proprio tempo a leggere. Due anni prima, in un articolo per il Sunday Times, si mostrò della stessa posizione, dichiarando che “la terribile scatola della televisione” rubava praticamente tutto il tempo di lettura ai bambini.

Tuttavia le idee cambiano con il passare del tempo, e infatti Dahl si trova a modificare le sue considerazioni. In un’altra intervista del 1989, dopo la pubblicazione di Matilda , l’autore dice di essere contrario a quanto affermato 25 anni prima e di riconoscere che anche la televisione può avere un grande valore educativo.

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