"Crocevia" di Mario Vargas Llosa (premio Nobel per la letteratura 2010) è un romanzo ambientato nel Perù sotto la dittatura di Fujimori, dove il giornalismo è un'arma politica per attaccare e ricattare gli avversari del regime. Un thriller, ma anche una riflessione sul rapporto tra giornali e potere

Crocevia (Einaudi) di Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura nel 2010, è un romanzo, un thriller, ma anche un libro politico, che racconta il Perù e la dittatura di Fujimori, che mette al centro il ruolo che può avere il giornalismo, come strumento del potere, per blandire e ricattare, o come strumento di liberazione, di riscatto etico, di resistenza della società civile.

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Lima, anni Novanta: nel paese infuriano gli attentati terroristici di Sendero Luminoso e del Mrta (Movimiento Revolucionario Túpac Amaru) mentre il regime del presidente Fujimori diventa sempre piú autoritario. Ma tutto questo sembra non impensierire troppo Marisa e Chabela, amiche da una vita e amanti dalla notte in cui il coprifuoco le costrinse a dormire insieme. Anche i loro mariti, Enrique e Luciano, sono amici di infanzia: il primo è un benestante ingegnere minerario che un giorno riceve la visita di un inquietante personaggio. È Rolando Garro, direttore della rivista scandalistica “Destapes”, che lo ricatta minacciando di pubblicare le foto che lo ritraggono durante un’orgia a base di escort e cocaina. Luciano, che è anche avvocato, consiglia a Enrique di rivolgersi al “Doctor” (Vladimiro Montesinos, responsabile dell’intelligence del presidente Fujimori), presunto manovratore delle campagne denigratorie condotte da “Destapes”, che oltre a infangare la reputazione dei personaggi, piú o meno famosi, del mondo dello spettacolo, decreta la rovina degli avversari politici di Fujimori. Ma coinvolgere “l’intelligenza grigia” del regime vuol dire avvicinarsi al cuore di tenebra che sta avvolgendo nell’oscurità tutto un paese: una scelta che avrà inaspettate e drammatiche conseguenze.

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“L’idea di questo romanzo – racconta Mario Vargas Llosa – iniziò con un’immagine di due amiche che all’improvviso una notte, in un modo del tutto inatteso per entrambe, vivono una situazione erotica. Poi si andò trasformando in una storia poliziesca, quasi un thriller, e il thriller pian piano divenne una specie di affresco della società peruviana negli ultimi mesi e settimane della dittatura di Fujimori e Montesinos. Mi piaceva l’idea che parte della storia fosse ambientata a Cinquo esquinas, un quartiere che è in qualche modo emblematico di Lima, del Perú e anche di un’epoca. Se c’è un tema che permea, che impregna di sé tutto il romanzo, è il giornalismo, il giornalismo scandalistico. La dittatura di Fujimori usò il giornalismo scandalistico come arma politica per screditare e distruggere moralmente tutti i suoi avversari. Allo stesso tempo c’è un altro aspetto: come il giornalismo, che può essere una cosa vile e sporca, può in un attimo convertirsi in uno strumento di liberazione, di difesa morale e civile di una società. Queste due facce del giornalismo sono uno dei temi centrali di Crocevia”.

Mario Vargas Llosa politica
Mario Vargas Llosa durante la campagna ellettorale del 1990

L’impegno politico è una componente fondamentale nell’opera di Mario Vargas Llosa, che come scrittore ha sempre affrontato la realtà contemporanea sudamericana, ma che alla scrittura ha affiancato un vero e proprio impegno politico in prima persona, prima lanciando il movimento di protesta Libertad, e successivamente candidandosi alle elezioni peruviane del 1990, con un programma ispirato al liberalismo classico, contro il futuro dittatore Alberto Fujimori.

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